venerdì 21 ottobre 2022
Vaccini anti covid-19 - Un mare di menzogne, dalle istituzioni e dalla stampa asservita
lunedì 3 ottobre 2022
Intervista a Vasily Prozorov - ex ufficiale della SBU (intelligence ucraina)
La sua profonda conoscenza dell’intelligence ucraina gli permette di avere una visione lucida e veritiera dei fatti che denuncia.
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Perché ha deciso di dedicarsi alle attività informative? Qual è la missione dei vostri canali?
Ho visto i crimini del regime di Kiev dall’interno. Ho visto cosa facevano i battaglioni di volontari nel Donbass, ho visto come gli artiglieri di Kiev sparavano su città e villaggi pacifici, ho visto come l’SBU radunava indiscriminatamente gli ucraini solo perché avevano un’opinione diversa su ciò che stava accadendo nel Paese. E ho deciso di combatterla con ogni mezzo a mia disposizione. Anche denunciando tali crimini di guerra. [continua]
giovedì 29 settembre 2022
Conferenza del Partito Laburista britannico, del 27.09.2022 - Ucraina, qualche voce si leva... subito silenziata!
GUERRA - I padroni del mondo ci vogliono in GUERRA
martedì 27 settembre 2022
Sabotaggio del NordStream2 - La promessa di Joe Biden
"In Ucraina gli USA ci stanno trascinando verso una guerra con la Russia", il Guardian, 8 anni fa
lunedì 26 settembre 2022
Dott. Franco Berrino, mi sono vaccinato, ho fatto una c**ta
Il dottor Franco Berrino, medico epidemiologo, uno dei massimi esperti del rapporto tra alimentazione e tumori, ha collaborato con l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC) e l'Istituto dei Tumori di Milano, fa outing. ... ”
domenica 25 settembre 2022
Ecco la famosa “comunità internazionale” di cui sentiamo parlare ogni giorno - Un ego un tantino smisurato
Ferruccio Valentini (Fero), Uomo libero, in armonia con la Vita tutta
sabato 24 settembre 2022
Mantenere il terreno, perdere la guerra
Alla fine del 1942, quando la Wehrmacht non riuscì più ad avanzare a est, Hitler fece passare le forze di terra tedesche da una strategia “orientata contro la forza nemica” a una strategia “di mantenimento del terreno”. Hitler chiese ai suoi eserciti di difendere vasti tratti di territorio sovietico, in gran parte vuoti e irrilevanti.
“Mantenere il terreno” non solo privò l’esercito tedesco della sua capacità di riservatezza operativa e, soprattutto, della possibilità di aggirare il lento e metodico avversario sovietico; mantenere il terreno spinse anche la logistica tedesca al punto di rottura. Quando la tenuta del terreno venne combinata con infiniti contrattacchi per riconquistare territori inutili, la Wehrmacht venne condannata ad una lenta e deleteria distruzione.
Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj, (presumibilmente su suggerimento dei suoi consiglieri militari statunitensi e britannici), ha adottato una strategia per mantenere il terreno nell’Ucraina orientale. Le forze ucraine sono immobilizzate all’interno delle aree urbane, e hanno preparato le difese. Di conseguenza, le forze ucraine hanno trasformato i centri urbani in fortificazioni per quelle che sono diventate “ultime resistenze”. Sono state vietate ritirate sensate da città come Mariupol [entrambi i link in inglese] che avrebbero potuto salvare molte delle migliori truppe ucraine. Le forze russe hanno risposto isolando metodicamente e schiacciando i difensori rimasti, senza possibilità di fuga o soccorso da parte di altre forze ucraine.
La determinazione di Mosca nel distruggere le forze ucraine al minor costo per le vite russe ha prevalso. Le vittime ucraine sono sempre state più pesanti di quanto riportato dal momento in cui le truppe russe hanno attraversato l’Ucraina orientale, ma ora, grazie al recente fallimento dei contrattacchi ucraini nella regione di Kherson, hanno raggiunto livelli orribili, che è impossibile nascondere. Il tasso di vittime ha raggiunto i 20.000 morti o feriti al mese [in inglese].
Nonostante l’aggiunta di 126 obici, 800.000 colpi di artiglieria e HIMARS (artiglieria missilistica statunitense), mesi di duri combattimenti stanno erodendo le fondamenta delle forze terrestri dell’Ucraina. Di fronte a questo disastro, Zelenskyj continua ad ordinare contrattacchi per riconquistare il territorio, per dimostrare che la posizione strategica dell’Ucraina nei confronti della Russia non è così disperata come sembra.
La recente avanzata ucraina verso la città di Izjum, il collegamento tra Donbass e Kharkov, è sembrato un regalo a Kiev. I satelliti statunitensi hanno indubbiamente fornito [entrambi i link in inglese] agli ucraini un’immagine in tempo reale dell’area, mostrando che le forze russe ad ovest di Izjum contavano meno di 2.000 fanti leggeri (l’equivalente della polizia paramilitare, ad esempio SWAT e fanteria aviotrasportata).
Il comando russo ha deciso di ritirare la sua piccola forza dall’area, che è circa l’1% del territorio ex ucraino attualmente sotto il controllo russo. Tuttavia, il prezzo per la vittoria della propaganda di Kiev è stato alto – a seconda della fonte [in inglese], si stima che da 5.000 a 10.000 soldati ucraini siano stati uccisi o feriti in un’area piatta e aperta che l’artiglieria, i razzi e gli attacchi aerei russi hanno trasformato in un campo di sterminio.
Data l’incapacità di Washington di porre fine [in inglese] alla guerra in Ucraina con la sconfitta delle armi russe, sembra certo che la Beltway [alla lettera “la tangenziale”, termine per indicare Washington nel linguaggio comune americano] cercherà invece di trasformare le rovine dello stato ucraino in una ferita aperta sul fianco della Russia che non si rimargini mai. Fin dall’inizio il problema con questo approccio è stato che la Russia ha sempre avuto le risorse per intensificare potentemente i combattimenti e porre fine ai combattimenti in Ucraina in termini molto duri. L’escalation è ora in corso.
In una dichiarazione pubblica [in inglese] che non dovrebbe sorprendere nessuno, il Presidente Putin ha annunciato la mobilitazione parziale di 300.000 riservisti. Molti di questi uomini sostituiranno le forze regolari dell’esercito russo in altre parti della Russia e le libereranno per le operazioni in Ucraina. Altri riservisti aumenteranno le unità russe già impegnate nell’Ucraina orientale.
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Washington ha sempre scambiato la disponibilità di Putin a negoziare e limitare la portata e la distruttività della campagna in Ucraina come una prova di debolezza, quando era chiaro che gli obiettivi di Putin erano sempre limitati all’eliminazione della minaccia NATO alla Russia nell’Ucraina orientale. La strategia di Washington di sfruttare il conflitto [in inglese] per vendere caccia F-35 alla Germania – insieme ad un gran numero di missili, razzi e radar ai governi alleati dell’Europa centrale e orientale – le si sta ritorcendo contro.
L’establishment della Difesa ha una lunga storia di successi nel tranquillizzare gli elettori americani con cliché insignificanti. Mentre le condizioni favorevoli a Mosca si sviluppano nell’Ucraina orientale e la posizione della Russia nel mondo si rafforza [in inglese], Washington si trova di fronte ad una scelta difficile: parlare di aver “degradato la potenza russa” in Ucraina con successo, e ridimensionare le sue azioni. O rischiare una guerra regionale con la Russia, che inghiottirà l’Europa.
In Europa, tuttavia, la guerra di Washington con Mosca è più di un semplice argomento spiacevole. L’economia tedesca è sull’orlo del collasso [in inglese]. Le industrie e le famiglie tedesche sono affamate di energia che diventa sempre più costosa. Gli investitori americani sono preoccupati perché il record storico indica che la performance economica della Germania è spesso foriera di tempi economici difficili negli Stati Uniti.
Ancora più importante, la coesione sociale negli stati europei, soprattutto in Francia e Germania, è fragile. Secondo quanto riferito, le forze di polizia di Berlino [in inglese] stanno elaborando piani di emergenza per far fronte a rivolte e saccheggi durante i mesi invernali se la rete energetica della città “multiculturale” crollerà. Il malcontento sta crescendo, rendendo abbastanza plausibile che i governi in Germania, Francia e Gran Bretagna seguiranno probabilmente il percorso dei loro colleghi di Stoccolma e Roma [entrambi i link in inglese], che hanno perso o perderanno il potere a causa delle coalizioni di centrodestra.
A quest’oggi Kiev continua a fare un regalo a Mosca gettando le ultime riserve di personale contro le difese russe. Washington, insiste il Presidente Biden, sosterrà l’Ucraina “per tutto il tempo necessario”. Ma se Washington continua a prosciugare le riserve petrolifere strategiche americane [entrambi i link in inglese] e a spedire scorte di guerra americane in Ucraina, la capacità di proteggere e rifornire gli Stati Uniti competerà con il sostegno dell’Ucraina.
La Russia controlla già il territorio che produce il 95% del PIL ucraino [in inglese]. Non ha bisogno di premere più ad ovest. In questo momento sembra certo che Mosca finirà il suo lavoro nel Donbass, quindi rivolgerà la sua attenzione alla cattura di Odessa, una città russa [in inglese] che ha visto terribili atrocità commesse dalle forze ucraine contro cittadini russi nel 2014.
Mosca non ha fretta. I russi non sono altro che metodici e riflessivi. Le forze ucraine stanno morendo dissanguate [in inglese] in un contrattacco dopo l’altro. Perché correre? Mosca può essere paziente. Cina, Arabia Saudita e India stanno acquistando petrolio russo in rubli. Le sanzioni stanno danneggiando gli alleati europei dell’America, non la Russia. Il prossimo inverno probabilmente farà alterare il panorama politico europeo più di qualsiasi azione che Mosca potrebbe intraprendere. A Zakopane, una cittadina di 27.000 anime nell’estremo sud della Polonia, sta già cadendo la neve.
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Articolo di Douglas Macgregor pubblicato su The American Conservative il 22 settembre 2022
venerdì 23 settembre 2022
AMNESTY ITALIA CONFERMA: NON HANNO FATTO ALCUNA INDAGINE SULLE FOSSE COMUNI DI IZYUM MA CONDANNANO LA RUSSIA
Ieri facevamo notare che Amnesty International ha condannato le fosse comuni di Izyum, come crimini di guerra della Fed. Russa, senza aver nemmeno l'autorizzazione di Kiev a condurre un'indagine sul posto. Praticamente Amnesty fa da megafono al reparto propaganda di Zelensky.
https://t.me/ComitatoDonbass/1809
Ebbene, un nostro iscritto è andato a chiedere una conferma a riguardo al portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury. Risposta: "SI, l'informazione è corretta". Non un singolo giornalista italiano ne ha parlato, dobbiamo accorgercene noi di questo cortocircuito? Tutto ciò ha dell'incredibile.
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02EvjgTFH9jmK9kwtUD8pS3dUua1CYzLNP2bWBfS2zNpCLwmidLABYfd8F5EbinmGzl ”
sabato 20 agosto 2022
GRETA THUNBERG
martedì 16 agosto 2022
25.09.2022 - NON VOTATE PER LA GUERRA
giovedì 24 marzo 2022
NON E’ INFORMAZIONE, E’ MANIPOLAZIONE DEL PENSIERO
---Cosa
possiamo aspettarci da un’informazione che ci ha voluto convincere che due
aerei abbiano abbattuto tre (!) grattacieli ("11 settembre", attacco alle torri gemelle di New York), le cui strutture
portanti, costituite da un reticolo di poderose travi di migliaia di tonnellate
di acciaio, si sono dissolte nel nulla, sfarinate, evaporate (riguardate le
immagini).
domenica 3 febbraio 2019
IL TAV TORINO LIONE - L’editoriale di Marco Travaglio: No Tav: Alta voracità. - Servizio Pubblico - Puntata 15
---Tratto da Michele Santoro presenta:
“ Marco Travaglio ripercorre nel suo editoriale per Servizio Pubblico la storia della ferrovia Torino-Lione e illustra le conseguenze del progetto Tav. Il Tav è dannoso: lo è per le casse dello Stato e per le tonnellate di rifiuti (tra cui l’amianto) che verranno prodotti durante i lavori di costruzione.
Alta voracità
“Il Tav nasce 21 anni fa, quando era appena caduto il Muro di Berlino. Al governo c’erano Andreotti e Cirino Pomicino, alle Ferrovie Lorenzo Necci. Poi guarda caso Tangentopoli li ha spazzati via tutti” spiega Travaglio andando indietro nella storia della nostra Repubblica fino al 1989. Sempre Travaglio, in un altro editoriale, spiegava i motivi del suo No al Tav: “E’ un progetto nato morto e verrà spazzato via. Ovviamente non sono contro l’Alta velocità in generale. C’è gente che dice che dipendesse da noi non avremmo fatto la Milano-Salerno. Che c’entra? La Milano-Salerno è usata dai passeggeri, è fatta per arrivare prima. La Tav Torino-Lione è per le merci, per farle arrivare mezz’ora prima. E per fare questo noi sventriamo un’intera valle. Con tutti i rischi ambientali che ne derivano, spendendo 20-24 miliardi di euro. E il cantiere che finirà nel 2035”. Chiosa su Caselli: “Sta perseguendo alcune persone che hanno commesso violenze sul posto. Cosa c’entra con la bontà o meno del progetto?” ”
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domenica 17 gennaio 2016
È Umanità quella che soffre
Dom 17.01.2016 -
---Guardo l'immagine ed ho un PUGNO ALLO STOMACO, penso alla mia vita agiata, e mi interrogo su cosa possa fare.
---Immagino che chi governa le nazioni, il mondo, dovrebbe sentire un'esplosione nelle viscere... ma non è evidentemente così, altrimenti non avremmo questo scempio.
---Essi sono troppo intenti a prendersi sul siero, tronfi nei loro ruoli, avvinghiati a sistemi ingiusti si, che però riconoscono loro onori e ricchezze, e dai quali sistemi non intendono quindi allontanarsi. Si sentono forti nel sistema, ma sanno della loro pochezza, e non osano neanche pensare che sia possibile percorrere strade diverse, di equità e giustizia sostanziale.
lunedì 16 novembre 2015
Lucida ricostruzione sull'isis, e sull'ipocrisia indecente di chi governa il mondo
Lun 16.11.2015 - Dal sito di "FAMIGLIA CRISTIANA.it", uno scritto di Fulvio Scaglione (15.11.2015).
“15/11/2015 Da anni, ormai, si sa che cosa bisogna fare per fermare l'Isis e i suoi complici. Ma non abbiamo fatto nulla, e sono arrivate, oltre alle stragi in Siria e Iraq, anche quelle dell'aereo russo, del mercato di Beirut e di Parigi. La nostra specialità: pontificare sui giornali.
venerdì 5 giugno 2015
Cristo teorico dell'uguaglianza. La corrente calda del cristianesimo - di Diego Fusaro
Ven 05.06.2015 - Un video di Diego Fusaro, consiglio di sentire anche altri interventi dello stesso autore, persona che reputo degna di nota.
martedì 13 gennaio 2015
La verità sulle torri gemelle - Video completo - Inganno globale 11 Sett...
Mar 13.01.2015 - Vi invito a prendervi un'ora e mezzo di tempo e vedere questo video ricostruttivo dei fatti del 11 settembre 2001, non è "cervellotico/complottista", purtroppo è supportato da percorsi logici chiari, e stringe il cuore pensare al mondo in cui viviamo.
martedì 6 gennaio 2015
PRESCRIZIONE DEI REATI, non è evento naturale ineludibile
Mar 06.01.2015 -
---Mi piacerebbe che un giorno qualche giurista spiegasse a noi tutti come la PRESCRIZIONE non sia qualcosa di ineludibile, al pari di una malattia virale, di un terremoto, ma debba invece essere la scelta dell'ordinamento giuridico di non perseguire più REATI CHE, per la loro natura e per il lungo lasso di tempo trascorso da che sono stati commessi, NON SUSCITANO PIÙ' INTERESSE PUNITIVO NELLA SOCIETÀ'.
---L'esatto contrario di quanto accade oggi da noi, con la prescrizione maldestramente (o furbescamente) prevista per temi caldissimi, e rispetto ai quali la Società risulta molto sensibile ancora, e particolarmente esposta e colpita, tanto da provocare indignazione nei Cittadini.
---Una normativa equilibrata, equa, sulla prescrizione, andrebbe ad essere applicata solo a fatti percepiti ormai, dalla collettività e dalle parti offese dal reato, come lontani e privi di interesse.
---Vorrei insomma che qualcuno iniziasse a parlare della ratio, della logica giuridica e sociale che presiede all' "Istituto della Prescrizione", per smontarne alla radice l'assurdo uso che l'attuale ordinamento italiano ne fa, ghiotta e pretesa opportunità per il reo di sottrarsi alla punizione, lasciando gli onesti nello sconforto dell'impotenza, come appunto si rimane di fronte ad un terremoto.
sabato 3 gennaio 2015
Talk show, la degradazione della verità di fatto a mera opinione, e dunque la correlativa santificazione di ogni menzogna a opinione che vale quanto l’altra
Sab 03.01.2015 - E' da molto che mi ripromettevo di scrivere qualcosa sull'argomento indicato nel titolo del post, qualcosa che dicesse che oltre alle opinioni esistono i fatti oggettivi, e che le affermazioni completamente avulse dai fatti, e con essi confliggenti, non sono opinioni, ma propaganda, presa in giro del prossimo.
---Poi ho letto lo scritto di Paolo Flores d’Arcais, su "MicroMega" on line (21.10.2014), a proposito del recente scontro tra Marco Travaglio e Michele Santoro, e mi sono risparmiato la fatica di trovare le parole, ve lo propongo qui a seguire.
“Marco Travaglio ha torto. Infatti ha evidenziato il motivo del suo contendere con Santoro in questi termini: “Esiste ancora nel talk show uno spazio indipendente per il talkinteso come racconto di fatti veri al riparo dallo show, cioè del pollaio gabellato per ‘contraddittorio’ e ‘ascolto’ dove chi ha torto e mente passa dalla parte della ragione e della verità? (...) Prima di domandarsi se il collaboratore fa la pace col conduttore e torna a bordo, andrebbe sciolto un rebus: cosa rimane, del giornalismo come lo conosciamo tutti, nei talk show?”.
Nulla, ovviamente. Ma la degradazione della verità di fatto a mera opinione, e dunque la correlativa santificazione di ogni menzogna a opinione che vale quanto l’altra, non è questione che mette a repentaglio solo il giornalismo, bensì costituisce in sé un colpo durissimo e diretto assestato contro la democrazia in quanto tale.
venerdì 26 dicembre 2014
Papa Francesco, i 15 mali della curia, ma non solo suoi
Ven 26.12.2014 - Dal sito web della Santa Sede. A questo link il video.
“
Lunedì, 22 dicembre 2014
giovedì 2 ottobre 2014
Luigi De Magistris - La sospensione da sindaco - Il giornalismo italiano
domenica 8 giugno 2014
La trattativa indecente, Vincenzo Scotti (ex ministro dell'interno, 1990-1992): Ritratto di uno Stato-mafia
Dom 08.06.2014 - Dal sito di "AntimafiaDuemila", di Lorenzo Baldo (29.05.2014), sulla deposizione dell'ex Ministro dell'interno, Vincenzo Scotti, in carica all'epoca della strage di Capaci (dal 16.10.1990 al 28.06.1992).
---AUDIO dell'udienza del processo Bagarella ed altri (presunta trattativa Stato-mafia), integrale o per spezzoni, dal sito di Radio Radicale.it.
“Palermo. E’ l’immagine di uno Stato-mafia quella che si materializza nelle dichiarazioni dell’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti. All’udienza odierna del processo sulla trattativa l’ex esponente democristiano ricostruisce il contesto politico-istituzionale prima e dopo la strage di Capaci, fino a quella che a tutti gli effetti è la sua destituzione dall’incarico di ministro avvenuta il 28 giugno ‘92. Lo stesso Scotti lo ha già raccontato più volte nelle aule giudiziarie: le ultime sue audizioni risalgono, una, al 2012 durante il processo Mori, e l’altra appena quattro mesi fa, al Borsellino quater.
Uno stralcio dell’audizione di Vincenzo Scotti del 20 marzo del ’92 alla Commissione Affari Costituzionali e Interni della Camera dei Deputati, viene citato in aula dal pm Nino Di Matteo. E’ un vero e proprio allarme che non viene – volutamente – ascoltato dai vertici istituzionali. Che si assumono così la responsabilità delle successive stragi del ’92 e del ’93. “Nascondere ai cittadini che siamo di fronte a un tentativo di destabilizzazione delle istituzioni da parte della criminalità organizzata – diceva Scotti prima delle bombe di Capaci, Via D’Amelio e del Continente – è un errore gravissimo. Io ritengo che ai cittadini vada detta la verità e non edulcorata. Io me ne assumo tutta la responsabilità. Se qualcuno ritiene che questo non sia vero sono pronto alle dimissioni, ma per questa ragione, ma non cedo il passo su questo terreno, ho detto che l’allarme sociale è altissimo e la gente deve sapere queste cose. Siamo un Paese di misteri e io non intendo gestire il ministero degli Interni con una condizione di silenzio o di misteri e senza mettere su carta le cose che si fanno”. C’è anche un altro grido dell’ex ministro dell’Interno, riportato dal giornalista Giuseppe D’Avanzo (scomparso prematuramente nel 2011) pubblicato sul quotidiano la Repubblica il 21 giugno 1992, che viene ribadito durante l’udienza. “Sono convinto, e lo vado ripetendo da mesi, che il calvario non è finito – dichiarava Scotti a D’Avanzo –, che la mafia colpirà ancora e colpirà ancora più in alto, tanto più in alto quanto più efficace diventerà l' azione dello Stato. Non tutti vogliono capirlo. C’è chi fa orecchie da mercante, chi ha la tentazione di sottovalutare il mio allarme, chi colpevolmente sussurra che la mia apprensione è soltanto allarmismo che nasconde voglia di potere. Bene, a questi signori ho già detto che io non andrò più a Palermo a raccogliere insulti e monetine per loro e al loro posto.





















