la libertà non ha appartenenza, è conoscenza, è rispetto per gli altri e per sé

"Chi riceve di più, riceve per conto di altri; non è né più grande, né migliore di un altro: ha solo maggiori responsabilità. Deve servire di più. Vivere per servire"
(Hélder Câmara - Arcivescovo della Chiesa cattolica)

martedì 21 aprile 2009

Libera informazione - In Italia è in atto una vera dittatura della parola: informiamone l'Europa, chiediamone l'intervento



Mar. 21.04.2009 - Sul sito di MicroMega è possibile ascoltare la conversazione di Antonio Trabucchi, della quale riporto, a seguire, la trascrizone.

" Ho ricevuto una telefonata dal “Manifesto” per scrivere un articolo sulla situazione di censura che c'è in Italia attualmente, ho rifiutato di farlo perché ho detto che, in qualche modo, tutti i giornali sono sotto controllo, ovviamente non tanto di Berlusconi, molte volte sono sotto controllo da loro stessi. Lo dimostra il fatto che non si può neanche criticare le rapide firme del Presidente della Repubblica perché si viene linciati; e questo non succede in nessun Paese, in nessun paese dell'Occidente succede questo, ma in Italia succede. xxx

A questo punto l'amico Valentino Parlato mi ha fatto delle domande e ho risposto ad una sorta di intervista; mi piacerebbe in qualche modo mandarla in onda sul libero blog di MicroMega net.

Nel 2002 scrissi, credo proprio per MicroMega, un testo che si chiamava “Il silenzio è d'oro”, che poi è stato ripubblicato in un libro, non molto diffuso, o per lo meno non diffuso come io avrei desiderato, pubblicato dalla Feltrinelli due, tre anni fa, che si chiama “L'oca al passo – Notizie dal buio che stiamo attraversando”. “Il silenzio è d'oro” era una sorta di manifesto per la parola e diceva così: “ci sono varie forme di dittatura, in Italia è in atto una dittatura della parola; 2) perché la parola è d'oro e la possiede una sola persona, un uomo politico, che è contemporaneamente il capo di un governo, il padrone di quasi tutti i media che trasportano la parola; 3) l'Italia appartiene solo in apparenza alla democrazia europea, in realtà ne è una versione orientale alla maniera di Eliogabalo; 4) qualche anno fa un settimanale titolava --Scrittore, perché non parli?--, è il caso di ripetere la domanda, perché se eventualmente uno scrittore contraddice le parole di Eliogabalo, ecco che da più parti si alzano voci autorevoli elogiando il silenzio; 4) Ma l'elogio del silenzio non si può fare senza le parole, per coerenza andrebbe fatto in silenzio. Coloro che allora invocavano il silenzio, elogiavano il silenzio. ?Ma a chi chiedevano il silenzio, coloro che elogiavano il silenzio? ?Lo chiedevano forse a Eliogabalo? ?O ai suoi strilloni? ?O ai suoi schermi televisivi? ?O ai bandi stampati che lui fa pubblicare e che gli appartengono? No, lo chiedevano e lo chiedono a voi, che avete osato dire una parola contro il suo impero.

In questo momento, sto notando, veramente, un silenzio assordante, da parte di voci autorevoli, in Italia, su ciò che sta succedendo, esclusa la magnifica, straordinaria, voce di Camilleri. Intervenire su questa situazione è, forse, tardivo, perché sarebbe stato necessario che qualcuno si fosse mosso prima e avesse impedito che la situazione arrivasse a questo punto. Ma questo qualcuno, in questo caso, non sono gli intellettuali, sono proprio i giornalisti, cioè tutti coloro che la censura colpisce e zittisce. Non si possono fare gli interventi come il mio senza pensare ad un contesto, per questo motivo vorrei ricordare che quando Berlusconi emise il cosiddetto editto bulgaro, la Federazione della stampa italiana non si mosse, lasciò che dei giornalisti di altissimo livello e di grande esperienza, come Biagi, Santoro, e altre persone, venissero licenziate, Luttazzi etc., venissero licenziate in tronco dalla televisione di Stato, per la quale noi paghiamo il canone, da un signore che con la televisione di Stato non c'entra niente. Mi chiedo: ?perché la Federazione della stampa non decretò alcuni giorni di lutto, di sciopero? ?O perché nessuno si mise a sedere sui pavimenti della RAI per essere portato via di peso, lasciarono che ciò succedesse tranquillamente: la situazione a questo punto è arrivata perché questo è stato concesso a un signore che con la televisione italiana non ci dovrebbe entrare assolutamente niente, visto che già impropriamente possiede le proprie.

Che cosa si può fare a questo punto, visto che se qualcuno osa criticare i padroni del vapore, viene denunciato o gli arrivano comunicazioni giudiziarie. Faccio una parentesi per dire che, per esempio, in questo momento, debbo preparare un mio atto di difesa perché il senatore Schifani mi ha fatto arrivare una comunicazione giudiziaria per avere, come dire, portato danni alla sua immagine, e nella quale mi chiede un milione e duecentomila, o duecentocinquantamila, o trecento, un milione e trecentomila, non mi ricordo bene, euro di risarcimento.
Visto che questi personaggi ormai hanno adottato questa strategia, e cioè: appena fai il loro nome ti fanno arrivare una comunicazione giudiziaria. Una comunicazione giudiziaria per uno scrittore, per un singolo, per un normale cittadino italiano, significa una grossa spesa, significa cercarsi avvocati, noi non ne abbiamo a bizzeffe come li hanno loro; significa preparare la propria difesa, significa trovarsi in una situazione abbastanza scomoda. Visto che sta succedendo questo a certi programmi della televisione, e cioè vengono colpiti dai dardi della censura, vengono esposti sulla pubblica piazza, come se fossero dei malfattori, solo perché hanno dato delle informazioni.

Allora io suggerisco e dico: se costoro, cioè i padroni del vapore, non hanno gli estremi per una denuncia di diffamazione nei confronti delle notizie che la trasmissione di Santoro ha fornito, ebbene, sarebbe interessante che la Federazione della stampa denunciasse alla Magistratura la Commissione di vigilanza della RAI per abuso di potere. Denunciandoli, probabilmente, gli equilibri cambiano; quindi denunciateli, il motivo poi lo troveranno gli avvocati, ma portiamo tutta questa gente di fronte a un Tribunale, Commissione di vigilanza. ?Ma a quale titolo, e perché poi noi dobbiamo essere vigilati? Ma che costoro vigilino sé stessi; o vigiliamoli noi , perché sono persone che debbono essere vigilate, molte volte. Ci sono e c'è della gente in quella Commissione di vigilanza, che secondo me avrebbe bisogno della nostra vigilanza.

Un secondo suggerimento da parte mia sarebbe quello di chiedere un'udienza urgente alla Commissione europea, e di farla convocare. La Commissione europea si convoca per un motivo di questo genere. La trasmissione di Santoro, o quanti altri scrivono su giornali, su stampa, su tutto ciò che in questo momento è sotto controllo, e a cui si vuole mettere un bavaglio, convocasse la Commissione europea portando le prove, gli articoli, la registrazione del programma, i testimoni, e che loro, i cosiddetti commissari di vigilanza portassero le loro, o venissero di persona a spiegare perché in Italia c'è una censura che negli altri paesi europei non esiste; fra l'altro, si darebbe così la possibilità alla Commissione europea, al Parlamento europeo, di esprimersi su argomenti importanti, oltre che sull'economia, o eventualmente sulla curvatura delle banane, o sul latte, perché tutti avranno notato che mai come adesso la credibilità delle Istituzioni europee era stata così bassa.

Si prevede un assenteismo enorme alle prossime elezioni europee, e secondo un sondaggio il 51% di europei non crede più nelle Istituzioni del proprio continente; forse con una certa ragione, perché questi attuali burocrati che ci stanno gestendo come se fossero negozianti, sembra che abbiano dimenticato i principi dei Padri fondatori dell'Europa; e mi riferisco a padri fondatori come Altiero Spinelli , De Gasperi o a Adenauer. Peraltro, i più, sono stati complici dell'Amministrazione Bush. Io credo che se li mettessimo di fronte alle proprie responsabilità, daremmo anche a loro un'occasione di ripensare ai principi della democrazia sui quali si fonda la Carta dell'Europa.

Sia come sia, se non si porta fuori da questa piccola Italia autarchica, da un punto di vista dell'informazione, il problema che ci riguarda, questo problema non lo conoscerà nessuno, perché dobbiamo essere noi, o meglio, dovete essere voi, i giornalisti, ad andare in Europa, e non ad aspettare che l'Europa vi venga a cercare; nel frattempo potrebbero, dico sempre i giornalisti, fare un sit in nella RAI, ma tutti i giornalisti che ci vogliono andare, la Federazione della stampa, i direttori dei giornali che non sono di Berlusconi, il direttore, per esempio, del Corriere della Sera, che ha fatto un bellissimo discorso teorico, venendo potrà fare una cosiddetta puntata riparatrice su uno dei giornalisti che ha rimproverato il programma di Santoro di “abuso di libertà”, fra l'altro costui è liberissimo di dire ciò che vuole, ma sarebbe interessante fargli notare che l'espressione “abuso di libertà” potrebbe essere considerata a sua volta un abuso di libertà in un altro regime, che non fosse democratico, e questo è pericoloso soprattutto per lui.

Io credo che sia arrivato il momento di far sapere all'Europa quello che succede in Italia, perché se continuate, giornalisti, mi riferisco ai giornalisti naturalmente, con questo mio modesto suggerimento, modesta proposta, se continuate a farla girare fra di voi, come se fosse un pallottoliere, questa notizia lascerà il tempo che trova. " xxx

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sabato 18 aprile 2009

"Gomorra": La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli



Sab. 18.04.2009 - Dal Blog "VOGLIOSCENDERE", un articolo di Marco Travaglio (16.04.2009).

" Sgomorra
Zorro
l'Unità, 16 aprile 2009

Troppa sabbia nel cemento armato (si fa per dire). Stupore generale: chi l’avrebbe mai detto? In Abruzzo, poi, regione dotata di una classe politica così irreprensibile da aver avuto l’intera giunta arrestata nel ’93 (tutti assolti grazie all’abolizione del reato, tranne il presidente Salini, condannato per falso e dunque promosso deputato da FI e poi passato all’Udeur) e un altro governatore, Del Turco, arrestato l’anno scorso. xxx

Ora i pm paventano infiltrazioni della camorra nella ricostruzione e il neogovernatore Chiodi s’indigna. Camorra in Abruzzo, ma quando mai? Bastava leggere un libro semiclandestino scritto da un ragazzo casalese, uscito tre anni fa. A pagina 236, nel capitolo «Cemento armato», il giovane scrittore scandisce il ritornello post-pasoliniano «Io lo so e ho le prove», poi butta lì: «Tutto nasce dal cemento, non esiste impero economico nel mezzogiorno che non veda il passaggio nelle costruzioni: appalti, cave, cemento, inerti, mattoni, impalcature, operai… So come è stata costruita mezza Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi e ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia… attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma… Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi…». Quel giovane scrittore si chiama Roberto Saviano. E il suo romanzo «Gomorra». Lo celebrano tutti. Purché, beninteso, nessuno lo legga. " xxx

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Terremoto - La legalità può attendere !!! - È il momento degli "uomini del fare" !!! ... C'è sempre tempo per la Giustizia



Sab. 18.04.2009 - Ieri scrivevo su altro Post: "Non ancora ultimata la sepoltura dei morti, inizia la corsa a salvare i possibili responsabili, vivi (e forse influenti).".
È sicuramente casuale, mi turba però leggere oggi su "la Repubblica.it" quanto segue.

" Il premier chiede che i giornali smettano di riempire pagine su questo argomento
"Se ci sono responsabilità emergeranno, ma ora pensiamo alla ricostruzione"

Inchieste, scontro Berlusconi-giudici
"Cose accadute, ora non si perda tempo"
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La replica del procuratore: ''Non vedo che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l'accertamento delle responsabilita''.

L'AQUILA - "Per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono accadute". E' l'ennesimo attacco del presidente del Consiglio ai media, e in particolare a quelli che dopo il terremoto hanno messo in luce le tante zone d'ombra del sistema edilizio abruzzese. Più di una semplice tirata d'orecchie, poco meno di una censura, dunque. Tanto che il premier si spinge ad un vero e proprio "invito" alla stampa: "Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno - ma, per favore, non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste".

"Quando ci sono questi eventi - insiste dall'Aquila il vcavaliere, - c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna. E poi, per indicare responsabilità ci devono essere prove consistenti".

"A me sembra inverosimile - continua il premier -, un costruttore che costruisce su una zona sismica e risparmia sul ferro e sul cemento può essere solo un pazzo o un delinquente". E comunque, conclude, se ci sono state responsabilità nei controlli non sono della mia parte politica, in quanto negli anni passati questa regione e questa provincia sono state amministrate dalla sinistra".

La replica del procuratore. L'inchiesta sui crolli a L'Aquila ''non e' una perdita di tempo''. Cosi' il Procuratore del capoluogo abruzzese, Alfredo Rossini, ha commentato le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ''Non vedo che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l'accertamento delle eventuali responsabilita''.

L'accusa di Napolitano. Sul tema interviene anche il capo dello Stato, che punta l'indice contro il "disprezzo per il bene comune e per le regole" che emerge dalle inchieste sulla costruzione di tanti palazzi crollati con il terremoto in Abruzzo.

Il presidente parla di comportamenti "dettati dall'avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo per l'interesse generale e dall'ignoranza dei valori elementari di giustizia e solidarietà". "E - continua - persino quando oggi pensiamo all'Abruzzo, e soffriamo per le vittime dei danni provocati dal terremoto non possiamo non ritenere che anche qui abbia contato in modo pesante, abbiamo contribuito alla gravità del danno e del dolore umano da esso provocato, anche questi comportamenti: sprezzo delle regole, disprezzo dell'interesse generale e dell'interesse dei cittadini".

(18 aprile 2009) " xxx

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Un fisico russo: “Prevedere le scosse è possibile. Ma i sismologi non collaborano”



Sab. 18.04.2009 - Dal sito "Italia News" (11.04.2009).

" dall’inviato ALESSANDRO FARRUGGIA

Mosca, 11 aprile 2009 - “I SISMOLOGI hanno torto a dire che la previsione dei terremoti è impossibile. Praticamente il problema è risolto ed è solo a causa della loro opposizione che la nostra tecnica non può essere implementata con la velocità che dovrebbe”. xxx

Va dritto al punto il professor Sergey Pulinets. Fisico, 58 anni, oggi vicedirettore del Centro di monitoraggio aerospaziale di Mosca dopo essere stato all’istituto di geofisica dell’università di Città del Messico e prima ancora all’Istituto per il magnetismo terrestre e la ionosfera (Izmiran) di Mosca, è forse il massimo studioso di previsione di terremoti. Ha pubblicato nel 1994 i primi lavori, i primi modelli nel 1998-2000 e li ha via via raffinati valorando con il fisico russo Dimitar Ouzounov (già Nasa/Giss, oggi alla Chapman university) fino a lavori sempre più dettagliati che, nel febbraio 2007 sono ad esempio stati pubblicati su Annals of Geophisics (”http://hdl.handle.net/2122/3512″), nel maggio 2007 su Eos, la rivista dell’American Geophisical Union (volume 88, numero 20) e nel dicembre 2008 sono stati presentati come studio di Pulinets, Ouzonov e altri alla conferenza della American Geophisical Union (”http://adsabs.harvard.edu/abs/2008AGUFM.S52A..06O”).

Professor Pulinets, che ne pensa della teoria di Giampaolo Giuliani sul radon?
“Giuliani ha ragione a dire che il radon è un precursore sismico. Ma hanno ragione anche i sismologi a dire che non è un parametro affidabile. Ci sono molti casi di terremoti nei quali l’emissione non è registrata. E noi abbiamo trovato il perché. Il radon è effettivamente rilasciato prima di ogni grande terremoto, ma la sua distribuzione spaziale è molto sparsa. Dato che non puoi coprire il mondo di sensori, è una questione di fortuna trovarlo. Ma per fortuna il radon può essere visto dai satelliti…”.

In che modo?
“Le emissioni di radon innescano una catena di reazioni nell’aria che causano un’anomalia termica. Dal satellite la possiamo registrare e mettere in correlazione con altri parametri come le emissioni infrarosse terrestri, i parametri elettrici della ionosfera e del radon da stazioni a terra. Questa è la chiave giusta: quando registri una variazione simultanea di molti parametri l’indicazione è chiara”.

Quanto prima riuscite a prevederlo e su che scala?
“Per un forte terremoto le anomalie compaiono da 1 a 5 giorni prima della scossa. Mediamente siamo in grado di identificarle 2 giorni e mezzo prima in un’area di 2-300 chilometri, che è possibile ridurre a 100 chilometri”.

I vostri sono solo studi su terremoti già successi o anche su terremoti attesi?
“Abbiamo iniziato a studiare terremoti già verificatisi. uno dei nostri studi ha riguardato il terremoto in Irpinia nel 1980. E i precursori erano chiari. Ora lavoriamo anche sui terremoti attesi. Ma siamo scienziati e noi non vogliamo lanciare allarmi alla popolazione fino a che il modello non sarà raffinato. Abbiamo così una rete che copre alcune zone ad altissima sismicità come Taiwan, la Turchia e il Giappone e inviamo le previsioni solo a colleghi che lavorano nello stesso campo. I risultati sono estremamente incoraggianti. Quando abbiamo iniziato, periodo marzo-giugno 2007, su 25 alert, 21 alert erano esatti e 4 falsi allarmi. E il trend è quello”.

Sareste disponibili a coprire anche l’area degli Appennini?
“Siamo aperti alla cooperazione. Il sistema può essere implementato per l’Italia a basso costo: un laboratorio con non più di 5 persone con calcolatori e linee dati ad alta velocità e dei team sul terreno per validare i dati. Noi siamo disponibili. Mi auguro che i sismologi, da sempre prevenuti verso questo approccio, vi consentano di farlo…. " xxx

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La previsione dei terremoti con la tecnica del radon - IL SOLE 24 ORE



Sab. 18.04.2009 - Da "Il Sole 24 Ore .com" (06.04.2009), di Elisabetta Durante, giornalista scientifica.

" Venerdi 27 marzo le macchine cominciano a segnalare un'attività anomala, com'era accaduto nel 2002, alla vigilia del terremoto di S. Giuliano, nel 2003 prima del sisma sui Monti Frentani, nel 2004 ad Ascoli Piceno ecc. I picchi arrivano giovedi 2 e venerdi 3 aprile. xxx

Le misure effettuate dal tecnico dell'Inaf Giampaolo Giuliani nei giorni precedenti il terremoto dell'Aquila appartengono ad una serie di osservazioni iniziate parecchi anni fa e condivise con i fisici Victor Aleeksenco, direttore negli anni '70 del laboratorio russo underground di Baksan, e Nicola Zaccheo, all'epoca ricercatore alla Caltech University di Pasadena (vedi Il Sole 24 Ore del 10-6-2005):
risale a otto anni fa, infatti, la messa a punto del primo apparato rivelatore, con cui si decide di analizzare il fenomeno delle emissioni del radon, un gas che si libera dal sottosuolo in particolari situazioni d'instabilità e che si sospetta legato ai terremoti.
Il fenomeno, va precisato, è già noto da tempo e ben descritto in un lavoro svolto da Chu King per lo U.S Geological Survey.

Ma la previsione dei terremoti è materia difficile, su cui ci si deve muovere con i piedi di piombo: se si annuncia un terremoto, bisogna anche dire quando, dove, quanto, e una generica stranezza nel comportamento del radon non basta. Anche a voler essere cauti, però, le misure di Giuliani sono tali e tante che un paese ad altissimo rischio sismico dovrebbe prenderlo in considerazione e lavorarci seriamente sopra.
Tutto si basa su un particolare algoritmo ed un rivelatore di tipo innovativo, derivato dalla Fisica delle particelle, che segnala gli spike-likes, picchi istantanei tipici del radon: picchi che sembra si siano sempre prodotti finora nell'area interessata e nell'imminenza di scosse (poi puntualmente registrate dall'Ingv).

Non è un caso che di mezzo ci sia la Caen, industria toscana con sedi operative negli Usa, che sui grandi esperimenti di Fisica ha costruito la sua fortuna. La Caen si è occupata per vari anni dell'ottimizzazione del sistema radon e dell'analisi dei dati, sperando di avviare un programma di ricerca con le autorità del settore e di sperimentare la tecnologia su scala maggiore: "La nostra idea –spiega il Presidente Marcello Givoletti- era quella di costruire una rete di sensori nei territori a più alto rischio. Ma dopo anni di lavoro, ci siamo dovuti arrendere: poiché la nostra proposta non aveva seguito, abbiamo deciso di sospendere gli sforzi e gli investimenti, e abbiamo affidato gli strumenti a Giampaolo Giuliani, restando però sempre al corrente dei dati, fino a quelli della scorsa settimana".

A credere che la strada del radon sia degna di essere percorsa è anche Giacomo Cuttone, che presiede la commissione scientifica nazionale V dell'Infn: "Quello che serve per valutare l'efficacia del metodo e l'efficienza del sistema, è anzitutto una rete in grado di effettuare le misure del radon in continuità e su vasta area, e quindi un team interdisciplinare che integri competenze come le nostre nel campo dei rivelatori, con altre competenze tra cui quelle che fortunatamente il nostro paese possiede in campo geosismologico."

(*) giornalista scientifica
DISTI, Distretto dell'Informazione Scientifica e Tecnologica " xxx

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Terremoto Abruzzo: G. Giuliani al TgR Leonardo del 6 aprile 2009

Sab. 18.04.2009 - TGR Leonardo del 06.04.2009. xxx

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"Giuliani - L'uomo che ci salvò la vita."

Sab. 18.04.2009 - Testimonianza del 17.04.2009. Nel sito "ByoBlu" è possibile reperire la trascrizione dell'intervista ed un commento.

Il Video, incredibilmente rimosso da YouTube, è ora disponibile al seguente mio post: "YouTube Italia - Ma... ?Censura Cinese?". xxx

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venerdì 17 aprile 2009

Terremoto - Sottrazione di Macerie, leggasi Prove - Interviene la Procura



Ven. 17.04.2009 - Dal sito "AgoraVoxItalia". Non ancora ultimata la sepoltura dei morti, inizia la corsa a salvare i possibili responsabili, vivi (e forse influenti).

" di Pietro Orsatti e Angelo Venti su Terranews

Confermata la denuncia dei giorni scorsi: lo strano movimento di camion che nel giorno di Pasquetta ripulivano i posti più chiacchierati ha insospettito anche l’autorità giudiziaria, che sulla vicenda ha aperto un’inchiesta. xxx

Certe storie vanno raccontate tutte e spiegate bene. Perché potrebbero sembrare dei racconti di fantasia anche se non lo sono. Perché l’assurdità e le implicazioni che scatenerebbero, se portate alla luce del sole, potrebbero essere enormi. Quindi partiamo dai fatti.

Il primo fatto è che in Abruzzo c’è stato (e in parte c’è ancora) un sisma. Il secondo fatto è che molti palazzi, che apparentemente avrebbero dovuto restare in piedi, si sono dissolti in cumoli di macerie uccidendo decine di persone.
Il terzo fatto è che già nei primi momenti dei soccorsi dalle macerie emergevano elementi che dimostravano come ci fossero state irregolarità nella costruzione degli immobili. E fino a qui ci siamo.

Ci sono, inoltre, altri fatti che vanno segnalati e che è necessario evidenziare bene. Tanto per cominciare, il centro del potere giudiziario, il Tribunale e la Procura, sono stati colpiti duramente e lo stesso edificio è in parte crollato, mentre il resto è stato dichiarato inagibile. Inoltre, i magistrati, i pm e quasi tutti i membri della polizia giudiziaria, così come praticamente tutti i cittadini de L’Aquila, vivono fin dalla prima scossa da sfollati. Lo stesso procuratore Alfredo Rossini, membro anche della Direzione nazionale antimafia, vive in tenda per non abbandonare il posto. Quindi, di fatto, la giustizia a L’Aquila, a oggi, non ha sede, mezzi e uomini.

Un altro fatto, che a noi di Terra preoccupa non poco, è che l’intero territorio è di fatto militarizzato e che vige una sorta di “legge marziale” che poco ha che fare con la sicurezza e gli aiuti, ma che sembra essere più di una strategia per fare in fretta senza rispondere a nessuno, senza dover dare spiegazione a chicchessia. Che siano la politica o l’autorità giudiziaria, gli enti locali o le vittime del terremoto stesse. Ogni potere, da dieci giorni, è in mano a una sola emanazione dell’esecutivo: la Protezione civile diretta da Bertolaso. Tutti fuori, nessun dibattito e trattativa che possa disturbare il timoniere. E soprattutto fuori dai piedi giornalisti che cercano di fare il loro mestiere, andando a vedere i siti dei crolli che non ci dovevano essere. Diritti civili e libertà di informazione? Elementi accessori e non indispensabili, a quanto sembra.

È qui, in questo quadro più da fronte di guerra che da interventi in area colpita da catastrofe naturale, che si inserisce quasi casualmente la vicenda che stiamo raccontando.

Lunedì di Pasqua, ore 11 piazza D’Armi. Una frenetica attività di camion, di ruspe e di trituratori meccanici di macerie fanno scattare il primo sospetto. Solo due giorni prima, il procuratore Rossini aveva annunciato la linea dura circa la ricerca delle responsabilità sui crolli “sospetti”. Chi era sul luogo, e non si pasceva sui divani della sala stampa a chilometri dal centro de L’Aquila, sapeva perfettamente che Rossini non aveva strumenti, e soprattutto uomini e strutture, per attuare il suo giusto intervento. Quei camion che scaricavano tonnellate e tonnellate di macerie che venivano triturate ancora più velocemente il giorno di pasquetta, erano proprio una nota stonata.

Ci siamo avvicinati e abbiamo iniziato a fotografare e a fare qualche domanda agli autisti dei mezzi. Da dove state prendendo queste macerie? La risposta ci ha lasciato senza fiato: Inail, e poi Villa comunale, e ancora Sant’Andrea e Casa dello studente. Tutti siti che, secondo le dichiarazioni del procuratore, erano nel mirino dell’inchiesta. Ne abbiamo parlato già due giorni fa, ma dopo quel primo articolo di cose ne sono successe molte. Ovviamente abbiamo cercato subito di andare a verificare se le macerie provenissero dai siti indicati dagli autisti e se per caso fossero stati posti sigilli e se periti avessero prelevato campioni e fatto analisi preliminari. E’ bene sottolineare, per una migliore comprensione della storia, che tutti i siti che abbiamo indicato non sono in area di rischio di crollo in caso di transito, come le zone più “urbanizzate” del centro storico.

Eppure, ogni nostro tentativo di raggiungerle, è stato bloccato dalle forze dell’ordine o da militari che hanno blindato l’intero centro storico. Fino a giungere a episodi paradossali: come quando alcuni giornalisti sono stati fermati ad armi spianate e accusati di essere sciacalli in azione. Per poi essere lasciati andare con addosso una bella paura. Alcuni membri della Protezione civile e dei vigili del fuoco hanno rivelato di aver ricevuto l’ordine di tenere lontani, in particolare, proprio giornalisti e fotografi. Quando, con un banale escamotage e dopo innumerevoli tentativi, siamo riusciti a raggiungere uno dei siti in questione (due palazzi crollati a lato della Villa comunale), abbiamo avuto la prima risposta alle tante domande che ci ponevamo di fronte a questo atteggiamento. E anche le prove dell’asportazione di grandi pezzi delle possibili prove, della presenza di ferri lisci nelle strutture di cemento armato, vietate perfino in zone non sismiche, la particolarità della friabilità dei materiali usati nella costruzione.

Contemporaneamente abbiamo segnalato informalmente ad alcuni membri dell’autorità giudiziaria la vicenda della strana asportazione e triturazione delle macerie. Nell’occasione, mostravamo anche le prove di quello che denunciavamo: le foto del sito di smaltimento, le immagini di uno dei siti da dove le macerie erano state rimosse nonché le istantanee di alcune targhe dei mezzi utilizzati. Tutto ciò è bastato per mettere in moto la macchina della giustizia che, di fatto, ha confermato i sospetti che già nei giorni scorsi avevamo sollevato. Nella serata di mercoledì, infine, la magistratura ha espresso pubblicamente il timore dell’inquinamento delle prove in relazione ai crolli, sottolineando come qualcuno, dietro queste azioni, potesse tentare di occultare le proprie responsabilità. Per questo, dopo i reperti prelevati in sito, sono state sequestrate intere aree: quelle degli edifici di via XX Settembre (quelli che siamo riusciti a fotografare) dove i morti sono stati decine, ciò che resta della Casa dello studente, alcune parti dell’ospedale e perfino il tribunale.

«Abbiamo il sospetto che qualcuno possa portare via ciò che resta degli edifici crollati - ha dichiarato il procuratore Rossini -. È vero, apparentemente si tratta di macerie senza valore, ma per le nostre indagini potrebbero essere fondamentali. I periti sono al lavoro, hanno fatto i primi esami e, sicuramente, qualcosa piano piano verrà fuori». E intanto scavatrici, trituratori e camion a piazza d’Armi d’improvviso, dopo due giorni di frenetica attività, si sono fermati. Il luogo è deserto, desolato, non c’è più nessuno, se non la storia di un pezzo della città ridotta in polvere. " xxx

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"11 Settembre" - WTC - Scienziato danese sulla nano-thermite (esplosivo) ritrovata nella polvere del World Trade Center



Ven. 17.04.2009 - (06.04.2009) Intervista della televisione danese "TV 2", news, a Niels H. Harrit, del Dipartimento di Chimica, Università di Copenhagen, Danimarca.

A FAR CROLLARE I 3 GRATTACELI AL WTC NON SAREBBERO STATI I 2 AEREI MA UNA GRANDE QUANTITÀ DI ESPLOSIVO, IN PARTE INESPLOSO, E OGGI RITROVATO. A seguire, la trascrizione dell'intervista, ed un mio breve commento. xxx

" --TV2-- Ricercatori internazionali hanno trovato tracce di esplosivi nelle macerie del WTC, una nuova pubblicazione scientifica conclude che gli impatti dei due aerei dirottati non hanno causato i collassi del 2001 - Portiamo ora la nostra attenzione all'11 settembre: il più grande degli attacchi di New York; apparentemente l'impatto dei due aerei non causò il collasso delle torri: secondo una pubblicazione scientifica uscita di recente, i ricercatori hanno scoperto un esplosivo chiamato "nano-thermite" tra le macerie, la quale non può provenire dagli aerei, essi ritengono che molte tonnellate di esplosivo erano state collocate negli edifici in precedenza - Niels Harrit, lei ed altri otto ricercatori concludete, in questa pubblicazione, che è stata la nano-thermite a causare il crollo di questi edifici. - ?Cos'è la nano-thermite?

--N.H.-- Abbiamo trovato nano-thermite nelle macerie, non stiamo comunque dicendo che sia stata utilizzata solamente nano-thermite. La thermite si ricorda dal 1893, è una miscela di alluminio e ossido di ferro che reagisce creando un calore intenso, la reazione produce ferro scaldato a 2500 °C, questa può essere usata per eseguire le saldature, può anche essere usata per fondere altro ferro, la nanotecnologia fa le cose in scala ridotta. Quindi, nella nano-thermite, questa polvere, conosciuta dal 1893, è ridotta a minuscole particelle, perfettamente miscelate tra loro, quando queste reagiscono, l'intenso calore si sviluppa molto più rapidamente; la nono-thermite può essere miscelata con additivi per creare un più intenso calore, o fungere come un esplosivo molto efficace, essa può generare più energia rispetto alla dinamite, e può essere utilizzata come combustibile per razzi.
Ho fatto una ricerca con Google sulla nano-thermite, e non sembra esserci molto di scritto circa questo composto

--TV2-- ?È una sostanza ampiamente conosciuta a livello scientifico?, ?o è così recente che altri scienziati difficilmente ne sono a conoscenza?

--N.H.-- È un nome generico che indica sostanze ad alto livello di energia; se i ricercatori civili, come me, non sono familiari con queste sostanze, è molto probabile che ciò sia dovuto al fatto che essi non lavorino molto con materiali esplosivi; per quanto riguarda scienziati militari, dovresti chiedere a loro: non ho idea di quanto siano familiari con la nanotecnologia.

--TV2-- Allora lei ha trovato questa sostanza nel WTC, ?perchè pensa che ne abbia causato il crollo?

--N.H.-- Beh, è un esplosivo, ?per quale altro motivo sarebbe stata presente?

--TV2-- ?Lei crede che il calore intenso abbia fuso la struttura di sostegno in acciaio degli edifici e ne abbia causato il crollo come un castello di carte?

--N.H.-- Io non posso dire con sicurezza se questa sostanza possa essere stata usata per entrambi gli scopi: essa può sia esplodere e tranciare cose, sia fondere le cose. Da quel che vedo, probabilmente, ne sono stati sfruttati entrambi gli effetti: diversi minuti prima del collasso vi era metallo fuso che cadeva dalla torre sud, questo indica che l'intera struttura era stata indebolita in precedenza; in un seconod momento gli esplosivi di tipo tradizionale entrarono in gioco, la sequenza di collasso doveva essere perfettamente sincronizzata, fino giù alla base.

--TV2-- ?Di che quantità stiamo parlando?

--N.H.-- Grandi quantità. Vi erano solo due aerei, ma crollarono tre grattacieli. Noi sappiamo grossolanamente quanta polvere si formò, le immagini ne mostrano enormi quantità, tutto, eccetto l'acciaio, si polverizzò. Noi sappiamo, inoltre, in modo approssimativo, quanta thermite ancora reattiva abbiamo trovato: questa è la "pistola pronta a sparare", materiale che per qualche ragione non ha fatto reazione, stiamo parlando di tonnellate, sopra le 10 tonnellate, forse 100.

--TV2-- ?10 tonnellate, forse 100, in tre edifici?, ?e queste sostanze non sono comunemente presenti in edifici come questi?

--N.H.-- No. Questi materiali sono estremamente avanzati.

--TV2-- ?Come si applicherebbe materiale come questo in un grattacielo?, ?su tutti i piani? ?Come faresti a portarlo dentro?

--N.H.-- Si. Se io avessi da trasportarne in quantità come quelle, userei dei bancali: prenderei un camion e le trasporterei su dei bancali.

--TV2-- ?Perchè tutto questo non è stato scoperto prima?

--N.H.-- ?Da chi?

--TV2-- I custodi, per esempio. Se si muovono tra 10 e 100 tonnellate di nano-thermite in giro, e la piazzi su tutti i piani, sono semplicemente sorpreso che nessuno abbia notato questo.

--N.H.-- Come giornalista, lei dovrebbe rivolgere questa domanda alla compagnia responsabile della sicurezza al WTC.

--TV2-- ?Quindi lei non ha nessun dubbio che quel materiale fosse presente?

--N.H.-- Non puoi falsificare questo tipo di scienza: noi l'abbiamo trovata, thermite ancora reattiva

--TV2-- ?Quali risposte ha ricevuto la vostra ricerca nel mondo? Per me questa è una cosa completamente nuova.

--N.H.-- È stata pubblicata solo lo scorso venerdì. È un po' troppo presto per dirlo, ma l'articolo potrebbe essere non così innovativo e sconvolgente, rispetto a quello che si può pensare. Centinaia di migliaia di persone, in tutto il mondo, sanno da tempo che i tre edifici sono stati demoliti: questo è stato chiarissimo. La nostra ricerca è solo l' "ultimo chiodo della bara", questa non è la "smoking gun" [n.d.r. - pistola fumante], ma è la "pistola pronta a sparare".
Ogni giorno migliaia di persone si rendono conto che il WTC è stato demolito, e questo è qualcosa di inarrestabile
.

--TV2-- ?Perchè in precedenza nessuno aveva scoperto che vi era nano-thermite negli edifici? Sono passati quasi dieci anni!

--N.H.-- ?Intende nella polvere?

--TV2-- Si

--N.H.-- È stato per caso che qualcuno si è messo a guardare nella polvere con un microscopio Vi sono microscopiche "piastrine" rosse, le più grandi sono di 1 mm. di lunghezza, e possono essere viste ad occhio nudo, ma si ha bisogno di un microscopio per vederne la stragrande maggioranza; è stato per caso che qualcuno le abbia osservate un paio di anni fa. Ci sono voluti 18 mesi per preparare la pubblicazione scientifica alla quale lei si sta riferendo. È un articolo completo, basato su una ricerca approfondita.

--TV2-- Lei era da diversi anni che stava lavorando su questa materia, ?perchè ai suoi occhi tutto ciò non aveva senso?

--N.H.-- Si, in realtà da oltre due anni. Tutto cominciò quando vidi il crollo dell'edificio 7, il terzo grattacielo, cadde 7 ore dopo le torri gemelle, ma ci furono soltanto due aerei.
Quando vedi un edificio di 47 piani, alto 186 metri, che cade in 6,5 secondi, e sei uno scienziato, pensi: "?Cosa?". Ho dovuto osservarlo più volte, avrò schiacciato il "play" dieci volte, mentre rimanevo sempre più a bocca aperta. Innanzitutto non avevo mai sentito parlare di quell'edificio prima di allora, e non vi era nessuna ragione evidente del perchè fosse dovuto cadere in quella maniera: dritto giù, in sei secondi e mezzo. Non ho avuto pace da quel giorno
.

--TV2-- Fin dall'11 settembre vi sono state ampie speculazioni, e teorie cospirative, ?cosa vorrebbe dire agli spettatori che hanno sentito parlare della vostra ricerca e dicono: "Abbiamo già sentito queste cose da tempo, ci sono un sacco di teorie cospirative"? ?Che cosa direbbe loro per convincerli che questo è diverso?

--N.H.-- Penso che ci sia solamente una teoria del complotto che valga la pena tirare in ballo, quella che vede coinvolti 19 dirottatori. Io credo che gli spettatori dovrebbero chiedersi quali prove hanno visto a supporto della teoria cospirativa ufficiale. Se qualcuno ha visto queste prove, mi piacerebbe venirlo a sapere. Nessuno è stato accusato formalmente; nessuno è ricercato.
Il nostro lavoro dovrebbe portare alla richiesta di una vera e propria indagine penale sugli attentati dell'11 settembre, perchè non è stata fatta, siamo ancora in attesa di essa. Noi speriamo che i nostri risultati saranno usati come prova tecnica quando arriverà il giorno.

--TV2-- Niels Harrit, affascinante. Grazie per essere venuto.

--N.H.-- Il piacere è stato mio. "

Si rimane senza parole, si spera quasi che non sia vero. ?In quale degenerazione, aberrazione della vita sociale, "Matrix" non più cinematografica, stiamo forse vivendo?

La distanza che sembra oggi separare le persone comuni (cioè normali), da quelle che formano le caste (grandi finanzieri, imprenditori, politici, top manager, più scodazzo di giullari) che dirigono i destini di tutti, appare sempre più astrale, maggiore di quella che in passato c'era tra il sovrano ed i sudditi. Il tutto ammantato, a volte, da simulacri di democrazia, di carte costituzionali che chi comanda cerca vieppiù di piegare ai propri interessi, di svuotare dal di dentro, facendo del Patto sociale fondante le nuove nazioni, una barzelletta da sbeffeggiare a piacimento; della Popolazione, una massa informe di consumatori, sia di prodotti che di slogan da ripetere acriticamente.
?Come spiegare altrimenti il fatto sopra riportato, come innumerevoli altri, facili da reperire anche "localmente", se vi si pone un po' di attenzione? Solo a titolo di mero esempio: --La mancata perquisizione del covo di Totò Reina; --Interi territori dell'Italia sottratti di fatto al controllo dello Stato, quelle popolazioni lasciate in balia di bande criminali, in pratica territori di guerra (come afferma Roberto Saviano); --Il crack Parmalat; --Gladio; --La strategia della tensione; --Gli attentati-stragi del 1992; --Il capo della banda della Magliana sepolto in Santa Apollinare; --Il massacro del gen. Dalla Chiesa, dei magistrati Falcone, Borsellino ...; Portella della Ginestra; --Leggi ad personam; --Enormi conflitti di interesse in chi ha responsabilità sociali, non solo istituzionali; --G8 di Genova; --Bolzaneto; --Attacchi alla giurisdizione; ...

Sono convinto esistano però degli antidoti a tutto ciò; vanno essi cercati nel perseguimento della libertà individuale, della giustizia sociale, dell'equità, anche rispetto alla ripartizione delle risorse economiche, sia personali che delle nazioni; risorse che devono essere bastevoli, non illimitate, poichè i bisogni di ognuno sono limitati, e solo l'aspirazione all'infinito, all'amore, deve essere considerata in noi senza confini.

Sogno un giorno in cui la forbice tra chi ha più e chi ha meno sia "decente", e comunemente accettata, un giorno nel quale un buon medico guadagni quanto un buon operaio, ed un cattivo manager quanto un cattivo agricoltore. Un mondo dove ognuno possa orientarsi verso ciò che sa meglio svolgere, per diventare nel suo campo un buon lavoratore, socialmente apprezzato perchè fa bene il suo mestiere. xxx

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giovedì 16 aprile 2009

La Regina fa fare brutta figura a Silvio Berlusconi - ?Ma come diavolo è finito al comando di un così grande Paese?



Gio. 16.04.2009 - Dal sito "Italia dall'estero", un articolo di Iain Martin apparso il 03.04.2009 su "Telegraph.co.uk"

" Se servisse un’ulteriore dimostrazione di quanto sappia essere semplicemente fantastica la Regina, basta guardare come questa settimana Elisabetta II ha trattato il Primo Ministro italiano con fulminante disprezzo. In quello che è diventato un tipico “caso da YouTube” (l’espressione che i quotidiani riservano per fatti che sono sfuggiti alla loro attenzione e che poi hanno trovato sulla rete), sua maestà ha reagito perfettamente quando il nano vigliacco ha cominciato a sbraitare durante un servizio fotografico con gli altri leader mondiali del G20 a Buckingam Palace. xxx

Berlusconi ha cominciato a urlare “Mr Obama, Mr Obama!”. Un imbarazzato Presidente degli USA ha cercato di calmare Silvio rispondendo con voce molto più pacata. La Regina si è quindi voltata, ha sospirato ed allargato le braccia con frustrazione, dicendo: “Ma cosa succede? Perché deve urlare in questo modo?”.

L’Italia è talmente un bel Paese, perché continua imperterrita a ritrovarsi governata da questo uomo? La nazione che ci ha dato i Romani, la Peroni, la pasta, il parmigiano, il Rinascimento, la Galleria degli Uffizi a Firenze, Gina Lollobrigida, Gucci e la Ferrari, ha anche lottato per poter fare un appropriato uso di questo business della democrazia. E’ forse perché la nazione nella sua forma attuale è una costruzione relativamente recente? Può darsi.

Qualunque sia la ragione, gli Italiani sono finiti troppe volte con Berlusconi al potere perché possa continuare a considerarsi un incidente.

Il suo dominio è forse il riflesso su questo dato di fatto, ovvero che la vita e la cultura italiana funzionano, nel modo più inaspettato, in parte perché la vita pubblica è caotica e poco seria? In effetti, forse ciò si adatta perfettamente agli italiani perché significa che possono evitarsi il fastidio di prendere sul serio la vicende nazionali e concentrarsi invece sulla famiglia, sugli amici e sul proprio vicinato, sulla propria città od al massimo regione? Hmmm…non saprei dire.

O continua a vincere semplicemente perché possiede la maggioranza delle stazioni televisive italiane? Piuttosto probabile. " xxx

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mercoledì 15 aprile 2009

?I terremoti sono eventi prevedibili?




Mer. 15.04.2009 - Dal sito "AgoraVoxItalia", un articolo di Mauro Guidi, Biologo , web-writer di scienza e teatro. Giornalista freelance e vignettista.

" Il terremoto c’è stato, le vittime pure, i danni ingenti diffusi forse anche più del prevedibile. Le polemiche stanno nascendo, ma il vero problema dei problemi è: si poteva prevedere? o meglio, si potranno prevedere scosse sismiche del genere? xxx

Il radon è un elemento chimicamente inerte (in quanto gas nobile), naturalmente radioattivo. A temperatura e pressione standard il radon è inodore e incolore

Vi sono da diversi anni alcune ricerche che studiano come poter utilizzare la misurazione dell’incremento di emissione di radon come precursore sismico, in quanto la sua emissione in atmosfera è fortemente influenzata dalla conformazione geologica, e in caso di variazioni di pressione o di movimenti delle faglie si è notata una variazione delle emissioni del gas.

Proprio l’impiego del radon come precursore sismico è stato al centro di una polemica nell’ Aprile del 2009 fra Giampaolo Giuliani, tecnico e ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso, e Guido Bertolaso direttore della protezione civile. Giuliani, studiando il fenomeno dal 2001 e osservando i livelli di radon nel sottosuolo, aveva lanciato un allarme sismico, sebbene non avesse previsto con esattezza né il luogo né la data dell’evento, venendo denunziato in relazione all’ipotesi di reato di procurato allarme.

In pratica la maggior parte dei geologi ritengono poco affidabile questo parametro derivato dall’innalzamento del radon in atmosfera dal momento che talvolta in alcuni forti terremoti non è stata registrata questa anomalia.

Ma mi sembra molto strano che illustri accademici del mondo della geologia non abbiano perlomeno letto le pubblicazioni del prof. Sergey Pulinets, vicedirettore del Centro di monitoraggio aereospaziale di Mosca, su Annals of Geophisical del 2007 ("http://adsabs.harvard.edu/abs/2008AGUFM.S52A..06O"), presentati inoltre nel dicembre 2008 all’American Geophisical Union. Il radon effettivamente si libera in atmosfera da 1 a 5 giorni prima di una scossa tellurica, ma talvolta non viene rilevato perché si distribuisce in maniera molto casuale e gli strumenti atti alla rilevazione non sono nel punto giusto. Ma a questo grave problema che rende di fatto l’osservazione così poco attendibile sembra che gli studi del prof. Pulinets abbiano dato una valida soluzione. Quando il radon si concentra in atmosfera si generano reazioni che causano un‘anomalia termica registrabile tramite satellite. In questo modo gli studi hanno presentato una rete di monitoraggio sismico per il Giappone e Taiwan con una media di 21 successi ogni 25 rilevazioni.

Quindi in conclusione: il radon annuncia un terremoto, il satellite lo può captare, ma i sismologi italiani per ora "nicchiano", aspettando ulteriori affinamenti di questa metodica. "

Se ho capito il senso del pezzo, parrebbe che il mancato rilevamento dell'innalzamento del Radon in atmosfera non escluderebbe la possibilità del verificarsi di terremoti, vista la difficoltà di intercettarlo.
Viceversa, il rilevato suo innalzamento parrebbe, con grande probabilità, preludere ad un sisma imminente, nei successivi 5 giorni, come da rilievi di Giampaolo Giuliani (per il recente evento in Abruzzo), che da ultimo ha dovuto tacere l'andamento delle sue misurazioni, vista la denuncia contro di lui pendente per procurato allarme.
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Il Vice Presidente USA, Joe Biden, e la creazione di posti di lavoro "verdi"



Mer. 15.04.2009 - Ottimi progetti, credo che questa Nazione avrà anche l'intelligenza di attuarli, ma ancora più stupefacente per me è il rapporto di un capo di stato con le persone da cui ha ricevuto il mandato a governare, per 4 anni, il bene comune.
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Si avverte il rispetto per quei cittadini, non sudditi, ma chiamati ad essere compartecipi materiali e progettuali della crescita di un Popolo. xxx

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domenica 5 aprile 2009

L’ingiustizia ha sconvolto il benessere del mondo




Dom. 05.04.2009 - Da "La Repubblica" di oggi, di Eugenio Scalfari, riprendendo una proposta del Blog "UGUALE PER TUTTI".

" Il tema che desidero oggi proporre ai nostri lettori è quello della disuguaglianza, già autorevolmente segnalato da Carlo Azeglio Ciampi nei suoi recenti interventi.

Esso si aggancia in modo evidente alla discussione aperta da Ezio Mauro sulla rottura del patto sociale tra capitale e lavoro ed è di stringente attualità. xxx

Ha costituito il motivo di fondo e ha dato il tono al G20 di Londra ed ha riecheggiato nella manifestazione di massa di ieri al Circo Massimo di Roma organizzata dalla Cgil.

E’ un tema che supera tutti gli steccati politici ed etici. Lo si ritrova perfino nelle parole del cardinal Martini («Conversazioni notturne a Gerusalemme») quando si chiedeva quale sia il vero e intollerabile peccato del mondo: la diseguaglianza, dice il cardinale, mettendo in seconda fila tutti gli altri peccati che la religione imputa agli uomini.

La diseguaglianza ostacola o blocca del tutto il funzionamento della democrazia, divide il mondo degli esclusi da quello dei privilegiati, impedisce il consenso e la condivisione della crescita sostenibile.

I potenti del mondo, in tutti i loro incontri sempre più frequenti di fronte ad una crisi che ha già smantellato tutte le certezze, hanno sempre sacrificato qualche grano di incenso a quel tema, ma non sono mai andati più in là.

Salvo, forse, nel vertice di Londra, per esclusivo merito di Barack Obama nella sua prima apparizione in un consesso planetario.

Il vertice di Londra è stato importante al di là delle decisioni volte ad arginare la crisi, proprio perché perla prima volta il principio della giustizia sociale vi ha fatto la sua comparsa concreta.

Non tanto come principio etico predicato ma mai praticato, quanto come imprenscindibile elemento d’un nuovo tipo di crescita, sostenibile se condiviso, accettabile se democratico, cioè approvato anche dagli esclusi, dai deboli, dai poveri, dai disperati.

Soltanto se questa condizione sarà realizzata la crescita potrà riprendere su nuove basi; soltanto se un patto sociale mondiale sarà stipulato la crisi avrà uno sbocco verso il futuro.

Altrimenti il mondo vecchio riaffaccerà il suo muso sulle rovine senza che nulla sia cambiato in un pianeta impoverito e imbarbarito, teatro di altre possibili crisi, di altri crolli, di altre macerie.

Si è molto discusso sul principio dell’eguaglianza e sui modi di tradurlo in pratica; sulle sorgenti di pensiero che l’hanno alimentato, sul deposito di valori che l’hanno mantenuto in vita nonostante le ferite e i solchi profondi che gli sono stati inferti dalla realtà.

E la prima vivida sorgente è storicamente apparsa nel messaggio evangelico che promise all’umanità la fine di ogni discriminazione tra i liberi e gli schiavi, tra i poveri e i ricchi, tra i deboli e i potenti.

«E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli».

Era il principio dell’amore che faceva la sua prima stupefacente irruzione nel mondo antico sconvolgendo equilibri arcaici, istituzioni, volontà di potenza radicate e fino ad allora invincibili.

Ma quel principio così fortemente innovativo ed anzi rivoluzionario conteneva un tarlo vorace dentro di sé: la religione rinviava la promessa all’avvento di un altro mondo ultraterreno, alla comparsa d’un futuro messianico alla fine dei secoli, quando la bestia trionfante sarebbe stata uccisa e con essa il fluire ingiusto della storia.

Occorre arrivare alla modernità, diciotto secoli dopo il lascito evangelico, per veder realizzata la prima, minima ma necessaria realizzazione di quel principio: la conquista dell’eguaglianza di tutti gli uomini di fronte alla legge.

Indipendentemente dalle differenze di sesso, di etnia, di censo, di istruzione.

Era ancora molto poco, non risolveva altre terribili diseguaglianze, non impediva che le leggi fossero ingiuste, ma rappresentava comunque un passo preliminare e necessario perché abbinato agli altri essenziali principi della libertà e della fraternità.

Fu il trittico della modernità, la cui realizzazione vide paradossalmente le Chiese alleate con i privilegi anziché con i movimenti riformatori.

Su quel trittico si fondarono i valori dell’Occidente. Il fatto che essi siano stati largamente traditi testimonia la durezza della storia e delle sue dinamiche e rende tanto più necessario procedere oltre perché è di tutta evidenza che la conquista della legalità è monca se altre condizioni di eguaglianza non si realizzano.

Fermo restando il nesso tra giustizia e libertà, è ormai maturo il tempo per procedere verso l’eguaglianza delle condizioni di partenza tra i ceti, le etnie, i generi, gli individui.

Condizione che necessariamente comporta una profonda redistribuzione dei redditi e della ricchezza tra paesi opulenti, paesi emergenti, paesi poveri e all’interno d’ogni nazione tra sacche di arretratezza e sacche di privilegio.

Siamo tutti ben consapevoli che i principi viaggiano insieme agli interessi e si ridurrebbero a pure velleità utopiche se questo nesso intrinseco non fosse solido e durevole.

La novità della situazione attuale consiste nel fatto che quel nesso tra principi e interessi risulta quanto mai necessario.

Non ci sarà crescita senza redistribuzione del reddito e della ricchezza.

Il nocciolo dell’attuale recessione mondiale, il rischio incombente che possa trasformarsi da recessione in depressione, lo spettro dei 25 milioni di disoccupati che incombe come un cataclisma sull’economia dei paesi del primo mondo, risiede nel crollo della domanda globale.

Se non c’è domanda crolla il commercio internazionale, crollano gli investimenti, si blocca il credito, cade il reddito delle nazioni, delle famiglie, delle persone.

Il rilancio della domanda passa inevitabilmente per il suo finanziamento, finanziamento di massa per rilanciare la domanda di massa.

La necessità della redistribuzione è dunque la condizione primaria per il rilancio della crescita, per alimentare la quale il valore d’uso dei beni e dei servizi deve affiancarsi al valore di scambio e magari sopravanzarlo.

Il valore d’uso non esclude il profitto ma ne contiene gli eccessi poiché introduce una specifica domanda di beni e di servizi pubblici: l’etere, l’acqua, l’energia ed anche, diciamolo, la giustizia.

Questa è la crescita condivisa, sostenibile e durevole, che procede e si rafforza insieme alla democrazia e senza di essa non sussiste. "

........................................................................................ Due sole notazioni, una riguardo al punto in cui Scalfari afferma: "Non tanto come principio etico predicato ma mai praticato, quanto come imprenscindibile elemento d’un nuovo tipo di crescita, sostenibile se condiviso, accettabile se democratico, cioè approvato anche dagli esclusi, dai deboli, dai poveri, dai disperati.". Ebbene, non credo che in una società fondata sui valori richiamati nell'articolo, si possa accettare di contemplarvi l'esistenza di esclusi, deboli, poveri, disperati; mi pare una chiara contraddizione.

La seconda riguarda la seguente affermazione, riferita al messaggio del Cristo: "Ma quel principio così fortemente innovativo ed anzi rivoluzionario conteneva un tarlo vorace dentro di sé: la religione rinviava la promessa all’avvento di un altro mondo ultraterreno, alla comparsa d’un futuro messianico alla fine dei secoli, quando la bestia trionfante sarebbe stata uccisa e con essa il fluire ingiusto della storia.". Il rinvio ad un altro mondo per il perseguimento della pienezza dell'Uomo, ritengo sia frutto avvelenato di una lettura interessata della Parola, e non credo appartenga al Messaggio del Nazzareno, del quale ricordiamo, tra tante altre, espressioni come:

Matteo 10 "16 Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 17 Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 19 E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: 20 non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
21 Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 22 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato. 23 Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo. 24 Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone; 25 è sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più i suoi familiari! 26 Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. 27 Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti. 28 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. 29 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. 30 Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; 31 non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! 32 Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33 chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. 34 Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. 35 Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: 36 e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa. 37 Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; 38 chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. 40 Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41 Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42 E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa»." xxx

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Occupiamoci dell'informazione - La "Rete" che ci può salvare



Dom. 05.04.2009 - Carlo Vulpio e Clementina Forleo (21.03.2009).

Libro "Roba nostra" di Carlo Vulpio. xxx

xxxProsecuzionexxx

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mercoledì 1 aprile 2009

Marco Travaglio - La questione morale



Mer. 01.04.2009 - xxx

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Enrico Berlinguer - La questione morale



Mer. 01.04.2009 - Enrico Berlinguer: la questione morale contro la degenerazione dei partiti politici. xxx

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Sandro Pertini - La Libertà e la Giustizia sociale


Mer. 01.04.2009 - Mi è caro, in questo particolare momento storico, riproporre questa intervista del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini.

" Io sono un socialista tipo Turati, Filippo Turati, Claudio Treves, questi uomini che adesso sono morti, sono scomparsi, cioè sono per un socialismo che deve essere basato sulla libertà, ecco, e dico subito questo: per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile, non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. xxx

Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma dicendo, privandomi, della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare, se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei, perché la libertà è un bene troppo prezioso, ce lo dà madre natura la libertà, l’uomo deve essere libero di esprimere i suoi pensieri, i suoi sentimenti, e quindi la libertà deve essere unita alla giustizia sociale, ecco perché, come io sono socialista, si, ma vi ho detto anche che la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana, mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato, perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli, questo non è un uomo libero, sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io. " xxx

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ACQUA, bene della collettività, prezioso ed inalienabile



Mer. 01.04.2009 - Dal Blog di Antonio Di Pietro.

" A Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia la fusione tra Iride ed Enia rischia di consolidare il sistema privatistico di gestione del servizio idrico.

L’articolo 9 del nuovo Statuto prevede che “il capitale della nuova Società dovrà essere detenuto in misura rilevante da enti pubblici”. Prima era garantita la partecipazione di maggioranza da parte degli enti pubblici. Così facendo, la quota di capitale pubblico tenderà a scendere sotto il 51%, il che equivale a dire che il controllo effettuato dai cittadini su un bene pubblico diventerà pari a zero. xxx

Il diritto all’acqua è inalienabile e deve essere accessibile equamente da tutti.

Il governo Berlusconi, con la legge n.133 del 6 agosto 2008, ha avviato la privatizzazione delle risorse idriche nazionali decidendo che “la loro gestione può essere affidata a soggetti privati”. Entro il 31 dicembre 2010 tutti i servizi pubblici locali, compresi quelli idrici, diventeranno una “materia prima” quotata in borsa, come l’oro ed il petrolio.

Come se non bastasse, il Governo, con la legge n. 126 del 24 luglio 2008, ha tagliato il Fondo per la ristrutturazione e l’ammodernamento della rete idrica nazionale che prevedeva lo stanziamento ai comuni di 30 milioni di euro per il 2008 e di 20 milioni per il 2009 e per il 2010. Gli enti locali non saranno più in grado di far funzionare i nostri rubinetti e saranno costretti a cederne la gestione.

La scelta della privatizzazione è scellerata ed inconcludente, come dimostra il caso di Parigi. Dopo una lunga gestione privata, il sindaco della capitale francese ha deciso di rendere di nuovo pubblica la gestione delle risorse idriche poiché le aziende private avevano causato disservizi ed un aumento incontrollato dei prezzi. La stessa cosa è accaduta in Inghilterra. Ora il rischio è concreto anche in Italia.

Italia dei Valori si batterà affinché l’acqua rimanga pubblica e di proprietà dei cittadini. " xxx

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sabato 28 marzo 2009

?Delegittimare chi disturba il manovratore?



Sab. 28.03.2009 - Da "La Repubblica - Parma.it" (27.03.2009)

" Camorra a Parma, il prefetto: "Da Saviano solo sparate"
Il rappresentante del governo attacca lo scrittore che in diretta televisiva parla degli affari dei Casalesi a Parma. La città al centro delle inchieste del magistrato Raffaele Cantone, dove si è registrata la prima condanna in primo grado per associazione di stampo camorristico nel nord Italia. Nei giorni in cui si costituisce l'associazione Libera e il Pd presenta due interrogazioni sulle infiltrazioni mafiose fatte al ministero dell'Interno
di Maria Chiara Perri xxx

Titoli shock scorrono sul teleschermo. Roberto Saviano con enfasi pacata ne sottolinea la volontà, ancor prima di mistificare, di riflettere e consolidare la mentalità criminale che divora una terra. Incolla al teleschermo, mercoledì sera, 4 milioni e mezzo di telespettatori. Parla anche di Parma, per tre volte, per esemplificare come i tentacoli della camorra abbraccino anche le realtà apparentemente più periferiche del nord Italia.

Due giorni dopo un quotidiano locale, Informazione di Parma, pubblica un'intervista al prefetto Paolo Scarpis. Titolo? "Camorra a Parma? Solo 'sparate'". Un'affermazione che il rappresentante del governo non precisa e non ridimensiona, che consola una città dove nel frattempo sta nascendo l'associazione Libera e le due parlamentari del Pd, Albertina Soliani e Carmen Motta, presentano due interrogazioni sulle infiltrazioni mafiose nel nord Italia fatte al ministro dell'Interno.

Saviano ha citato la città ducale per gli interessi, già raccontati anche da un'inchiesta dell'Espresso, di quel Pasquale Zagaria che insieme al fratello Michele le mise occhi e mani addosso nel campo dell'edilizia. Ha parlato di come la patria di Maria Luigia, oltre a Milano, sia terra in cui le attività dei criminali si intrecciano con quelle di imprenditori e forse anche politici. Persino durante il sequestro del piccolo Tommaso Onofri, la camorra si è occupata di Parma: i boss lanciarono sulle colonne di un quotidiano partenopeo una sorta di accorato appello ai rapitori: liberatelo e faremo in modo che non vi succeda niente, fategli del male e ve la faremo pagare. Tutto questo ha raccontato Saviano nel corso delle tre ore in diretta televisiva, che oggi vengono smontate dal rappresentante del governo.

"Sono 'sparate' di una persona che sta a 800 chilometri di distanza, che ha visto Parma di passaggio - si legge nell'intervista pubblicata dall'Informazione di Parma - Durante una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica avevo chiesto al procuratore ella Repubblica un resoconto di eventuali posizioni aperte nel parmense sentendo anche la Dda di Bologna e la Dia di Firenze: la risposta è stata "non ci sono indagini di questo tipo". Il tentativo di allarmismo è quindi del tutto fuori luogo e se qualcuno è così convinto di saperne di più dei professionisti del settore, che si faccia avanti facendo nomi e cognomi".


C'è una cosa che forse Saviano teme più delle minacce che lo costringono a una vita da recluso. Quella di essere delegittimato. Che le accuse di "scrivere favole" che gli rivolgono tanti conterranei possano attecchire e vanificare l'opera di denuncia che tanto gli è costata.

Ai microfoni di Tv Parma, il prefetto Scarpis precisa che in città ci sono realtà di criminalità organizzata, cioè messa in opera da più di due persone, ma non infiltrazioni di stampo mafioso, che presuppongono il controllo del territorio tramite infiltrazioni negli organi che lo governano: non gli risultano indagini di alcun tipo che riguardino mafia, camorra e n'drangheta.

Eppure, l'assalto della camorra sulla città tramite un patto del cemento tra imprenditori del nord e i casalesi, in cui non mancarono contatti con la politica locale, è stato oggetto anche di una recente conferenza di Raffaele Cantone, magistrato che coordinò le indagini su Pasquale Zagaria e scoperchiò gli interessi di Gomorra sulla città ducale. Parlò di affari da otto milioni di euro, delle capacità imprenditoriali di Zagaria, di una delle più grosse società immobiliari di Parma confiscata, e della prima condanna per associazione camorristica del centro-nord. Una condanna in primo grado per una immobiliare locale. E anche di un incontro in un albergo romano con un politico, che poi ammetterà di non sapere chi fosse quell'uomo.

Pochi giorni fa la polizia ha arrestato a Colorno, "Michè lo Svizzero". E' Ciro Dell'Ermo, del clan degli Orefice, residente nel parmense con obbligo di firma. Lo scorso giugno approfittò di un permesso di cinque giorni per tornare ad Acerra e tentare un'estorsione da 100.000 euro ai danni di un imprenditore edile. I sindacati emiliani dell'edilizia hanno chiesto di estendere l'obbligo delle certificazioni antimafia a tutte le attività, perché "è noto l'intresse di mafia, camorra e n'drangheta per gli appalti di opere pubbliche e private. La presenza della criminalità organizzata è documentata soprattutto a Parma, Reggio Emilia e Modena". E sulla 'ndrangheta c'è anche l'ultima relazione della Dia in cui si parla delle infiltrazioni dei clan calabresi nel territorio provinciale.

La società civile si sta organizzando per costituire nella città ducale l'associazione di Don Ciotti. Una prima riunione c'è stata e vede in prima fila il pastore metodista Giuseppe La Pietra, già responsabile di Libera in Abruzzo. Diverse le realtà locali coinvolte, tra cui l'Agesci, l'Arco e il coordinamento Libera Emilia Romagna.

In questo contesto "Camorra a Parma? Solo sparate" non sfigurerebbe nella collezione dei titoli di Saviano mandati in onda l'altra sera.
(27 marzo 2009) " xxx

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mercoledì 25 marzo 2009

P2, P3, P4... Uno alla volta, nottetempo, casa per casa

La forza del mare nella Verità

Mer. 25.03.2009 - Dal sito di Carlo Vulpio (24.03.2009).

" Lo avevamo detto. Anzi lo avevamo predetto.
Questa sospensione dalle funzioni di poliziotto del vicequestore Gioacchino Genchi - per aver risposto su Facebook a un cronista di Panorama che gli dava del bugiardo, e quindi per essersi difeso con la parola da un'accusa infamante - non sorprende, anche se rattrista. xxx

L'ultimo in ordine di tempo era stato Luigi de Magistris. Il giorno dopo l'annuncio della sua candidatura come indipendente nell'IdV, sono arrivate in contemporanea: la notizia dell'apertura di un'inchiesta a suo carico da parte della procura di Roma per concorso in abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizio, la "richiesta" del vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, di dimissioni dalla magistratura (cosa che Mancino non ha mai osato chiedere, né fatto notare a nessun altro, da Violante in poi), la notizia della richiesta di archiviazione, avanzata dalla stessa procura di Roma, della querela che Luigi de Magistris e Clementina Forleo presentarono contro Letizia Vacca, membro laico del Csm in quota Pdci, che definì i due magistrati "due figure negative, due cattivi magistrati", offendendoli e anticipando il giudizio prima ancora che se ne discutesse in Csm.
Oggi, tocca a Gioacchino Genchi. Vogliono fargliela pagare a tutti i costi perché è una persona onesta e ha dimostrato di avere carattere, non lasciandosi intimidire.

Lo avevamo detto. Anzi, predetto, che piano piano, uno alla volta, sarebbero venuti a cercarci, casa per casa, magari nottetempo, per portarci via "in nome della legge", o per farci sentire il loro fetido fiato sul collo.

Stanno mettendo mano a ogni arma a disposizione. La stampa amica, i giudici disponibili, le forze dell'ordine condiscendenti, i killer politici a orologeria. Per ora, si fermano a questo. In attesa di capire come si metteranno le cose, e in quale direzione spirerà il vento. Per esempio, il vento delle elezioni prossime venture.

Non meravigliamoci se faranno altro ancora, e se ne faranno di ancor più sporche.
Non sottovalutiamo. Ma non intimidiamoci. Teniamo gli occhi aperti e diciamo fin da ora a tutti - dagli osservatori inviati dall'OSCE in Italia per controllare la regolarità delle elezioni, ai vertici dei corpi armati dello Stato, dalla magistratura fino al Parlamento e ai cittadini - che non osino metterci le mani addosso. Nemmeno metaforicamente. Perché sappiamo chi sono e si saprebbe subito chi è stato.

Genchi, purtroppo, è un altro caso da "esperimento". Ancora una volta, si vuol vedere "l'effetto che fa" e misurare il polso all'intero Paese, colpendo con una ingiusta persecuzione una persona che ha fatto solo il proprio dovere, dal giorno in cui scoprì da dove partirono i segnali per uccidere Falcone e Borsellino con le rispettive scorte fino a oggi, quando con le inchieste nate in Calabria e allargatesi in tutta Italia ha "rivisto" quelle stesse facce del piduismo elevato a potenza che stavano insanguinando l'Italia e continuano a spolparla dal di dentro.

Non sanno cos'altro inventarsi. Sono in grave difficoltà. Per questo adesso sono più deboli, e quindi più pericolosi.
Ma non ce la faranno. Questo forse è il loro ultimo giro.
Sospendere dal servizio un poliziotto onesto, o indagare un magistrato integerrimo, o fare qualsiasi altra cosa che assomigli a queste a qualcun altro, non gli servirà a nulla. La gente ha capito chi ha ragione e chi ha torto. game over
. " xxx

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Grillo 168 e il silenzio del potere



Mer. 25.03.2009 - Dal Blog di Beppe Grillo (24.03.2009).

" Inizia oggi Grillo 168. Ogni sette giorni commenterò con un video una settimana pazzesca. Attenti! Grillo 168 è un elemento più pericoloso del Polonio 210.
Sono appena tornato da Parma dove ho testimoniato sulla Parmalat. xxx

Mi hanno chiesto come facessi a sapere. Belin, che domande...Lo sapevano tutte le banche e gli organi di controllo. Il giudice, invece del sottoscritto, avrebbe dovuto convocare i responsabili della Consob e della Banca d'Italia di allora e chiedere ragione del loro silenzio. Il silenzio si dice che sia d'oro, ma in Italia il silenzio è di piombo, il silenzio è potere, il silenzio è mafioso, il silenzio è politico. il silenzio è giornalistico.
Buon Grillo 168.

"Grillo 168 inizia! Come il Polonio 210 deve diventare.
La settimana è stata irta di cose. Le ultime, pazzesco, AN che si scioglie nel PDL. Questa diarrea politica. Si è sciolta come una scarica di diarrea nel PDL. E la carta igienica la porterà Gasparri. Quindi può succedere qualsiasi cosa. È successo che ci siamo visti e ci siamo salutati a Firenze. Abbiamo fatto le liste civiche che a giugno saranno presenti in moltissimi comuni, certificate dal blog. Abbiamo fatto la Carta di Firenze. Parliamo di cose come la non privatizzazione dell’acqua, la ripubblicizzazione, le energie rinnovabili, la raccolta differenziata spinta. Insomma, le nostre battaglie sui pannelli, sul wifi libero e gratuito. Le nostre cose. Noi non molleremo mai. È questo il nostro principio.
Stanno cercando di fare cose inenarrabili. Ci ha provato prima Levi, poi ci ha provato D’Alia, poi ci ha provato Cassinelli, adesso ci provano queste cellulitiche che sono in Parlamento. La Carlucci. Dobbiamo parlare di Rete con una che non sa un cazzo perché deve proteggere le major. Ma veramente … Qui siamo ridotti che ci sono tre milioni di disoccupati in più e questi parlano di bloccare la Rete, di bloccare i server. Continuano ad andare avanti col digitale terrestre che è morto. Vai a parlare in Sardegna del digitale terrestre e ti dicono: “Zagasau, gu, sa sau ugusau zau!” una roba indescrivibile.
E qui continuiamo a sparare cazzate. L’ultima cazzata del governo del nano – di Truffolo – è stata quella di dire che abbiamo il tasso di disoccupazione più basso in Europa. Sono balle! Sono balle. Il tasso di disoccupazione è un dato che non può neanche determinare. Infatti l’Eurispes viaggia coi tassi di occupazione. Il nostro tasso di occupazione è il più basso d’Europa. È al 58% con una media invece di occupazione del 67%. Sono palle di questa gentaglia qui.
Basta. Abbiamo visto di tutto. Manganellano gli studenti a Bergamo, a Pisa. Manganelli, la smetta coi manganelli! Per cortesia, la smetta! Non diventi per forza coerente col suo cognome. La smetta!
Non è possibile che i referenti delle istituzioni per i cittadini debbano essere dei poliziotti anti-sommossa. Quelli di Pisa volevano dimostrare che un piazzista come Pera. Uno che era tra i socialisti poi è passato di qua con un carpiato con un coefficiente di incasinamento incredibile – è passato di qua e di là – va a vendersi un libro: “come essere oggi cristiani …” Come essere oggi cristiani?! Vai a fare il piazzista dentro le università degli studenti e gli studenti che vogliono venire a dirti che cazzo fai li dentro li fai manganellare dalla polizia? Allora facciamo una cosa ragazzi. Invece di fare questi casini davanti alle università, fate voi un libro, fate una tesi: come non essere piduisti e mafiosi. E la portate a discutere in Parlamento. Se i parlamentari e i senatori dicono qualcosa, la polizia può caricare liberamente. Veramente quella gente lì va caricata.
È successo qualsiasi cosa, per arrivare ad adesso che sono andato a Parma. Mi hanno di nuovo chiamato. Mi hanno di nuovo chiamato a Parma per la Parmalat. Sono andato a deporre, ho dovuto dire: “lo giuro, lo giuro, lo giuro dirò sempre la verità, lo giuro …” e poi ho ripetuto quello che sapevo nel 2001. Lo scandalo è successo nel 2003 a dicembre. Io nel 2001 dicevo della Parmalat. Ma non perché sono un mostro, per ché sapevo le cose, chissà che controspionaggio facessi. Lo sapevano tutti, lo sapevano tutti.
Perché allora un comico arriva a dire delle cose due anni prima del più grande scandalo finanziario in Europa. Perché? Ve lo spiego io perché. Per questa cosa qui. Vi faccio vedere la mappa del potere.
I giornalisti sapevano tutto, ma non potevano dirlo. Io che non sono un giornalista, lo dicevo. Però era troppo poco dirlo nelle piazze, nei palazzetti, per la strada. Sarebbe bastato un minuto di un telegiornale, di un telegiornale serio che facesse un servizio pubblico. Un minuto di un giornalista serio, coi contro-coglioni, che avesse detto quello che era. Bastava andare sul sito della Banca d’Italia, nel sito adatto, per vedere l’indebitamento delle società quotate in borsa. C’erano tutti. Sono andato là, ho portato tutti i documenti della Fiat e della Telecom, così si portano un po’ avanti col lavoro già che ci siamo. E perché non si può parlare e perché nessuno parlava di queste cose.
La mappa del potere. Prendiamo ad esempio il più grosso gruppo editoriale che abbiamo - l’industria editoriale, ormai una parola che non significa più niente, stanno fallendo tutti, stanno chiudendo quasi tutti – il Corriere, finanziato con 18 milioni di euro di soldi dal Governo. Ecco perché è filo governativo. Chiunque sarebbe filo governativo se il governo gli da 18 milioni di euro così, a babbo morto.
Bene, il gruppo RCS Mediagroup SpA, quotato in borsa, vediamo chi sono, chi c’è dentro il gruppo. Ecco perché nessuno parlava e nessuno può parlare ancora oggi. C’è un conflitto di interessi che non è neanche più un conflitto. Ci sono tutte le banche. Dentro la partecipazione azionaria del gruppo RCS Mediagroup SpA ci sono: Merloni Invest SpA, Sinpar Società di Investimenti e Partecipazioni SpA col 2%, il Banco di Napoli SpA, Banca Imi con lo 0,005%, il 5,9% quasi il 6% UBS Fiduciaria, Pandette Finanziaria col 3,9%, Generali, Ina Assitalia, Toro Assicurazioni, Intesa SanPaolo con il 5%. Allora? Queste sono quelle quotate in borsa. Poi, dentro la proprietà ci sono anche aziende che non sono quotate in borsa, sempre dentro il gruppo. C’è la Sasa, Fiat, Societé De Partecipation Financiere Italmobiliare SpA, Saifin Sai, Sasa Assicurazioni e Riassicurazioni SpA, Partecipazioni Editoriali, la Sainternational SA, Dorint Holding, Franco Tosi, Edizione Holding, Siat Società Italiana Assicurazioni e Riassicurazioni. E poi ci sono i consiglieri che sono dentro. Io vorrei che voi vedeste questa mappa. Ve la faccio vedere. La vedete questa mappa? Quegli omini lì sono tutti veri, con nomi e cognomi.
E abbiamo gente che è consigliere in 7 società contemporaneamente, che sono anche in concorrenza. Vi faccio qualche nome, qualche ditta. Perché io non racconto delle balle. Tamburi Giovanni: Tamburi Investment spa - presidente e amministratore delegato, amministratore in Interpump group spa , è amministratore in Datalogic spa, amministratore in De longhi spa, amministratore in Immsi spa, amministratore in Zignago vetro spa, vice presidente in M&c management & capitali spa. Ligresti Jonella, la figlia di Ligresti, è nella Fondiaria sai spa - presidente del consiglio di amministrazione, è vicepresidente in Premafin finanziaria spa holding di partecipazioni, è nel consiglio di amministrazione di Rcs mediagroup spa, amministratore di Milano assicurazioni spa, amministratore di Italmobiliare spa, è consigliere di sorveglianza, perché sorveglia anche Mediobanca spa. E poi andiamo a De Benedetti, Diego Della Valle, Carlevaris, Delfino, sono tutti in assoluto conflitto di interessi. La Borsa andrebbe chiusa domani mattina. È questo che ho detto io!
Quindi io vi lascio alla prossima settimana. 168. Mi raccomando. Grillo 168, peggio del Polonio 210. Ciao!"

Vai a la Mappa del Potere. " xxx

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martedì 24 marzo 2009

Per una nuova Resistenza: con Gioacchino Genchi



Mar. 24.03.2009 - Dal Blog di Salvatore Borsellino "19 luglio 1992".

" Da ieri Gioacchino Genchi è stato sospeso da ogni funzione dalla Polizia di Stato.
Col provvedimento di sospensione dal servizio sono stati ritirati il tesserino, la pistola e le manette.
La motivazione è addirittura una replica ad un giornalista di Panorama che lo accusava di essere un bugiardo lasciata sulla sua bacheca di Facebook, in cui Genchi si difendeva in modo misurato e contenuto. xxx

Riteniamo che ieri si sia toccato il fondo in una vicenda che ha chiarito, qualora ce ne fosse stato bisogno, cosa può accadere a chi cerca di fare luce sui coni d’ombra di cui l’Italia è piena, a chi vuole dare giustizia ai familiari delle vittime delle stragi, a chi vuole smantellare i comitati d'affari e le nuove P2. Chi tocca i fili dell'alta tensione muore. Noi forse siamo ancora in tempo.
Siamo indignati e sconcertati da quello che sta accadendo ad uno dei migliori uomini dello Stato italiano, un uomo che forse quello stesso Stato fondato sul sangue delle stragi del 1992, non merita, come non lo meriteremmo noi se rimanessimo inermi ad assistere a questo massacro.
Abbiamo deciso che è ora di reagire, e non più con comunicati, con articoli e con sterili prese di posizione. Noi vogliamo mostrarci, vogliamo farci vedere da chi in questo momento sta decidendo sul futuro del dott. Genchi. Senza violenza e senza aggressività, senza guerriglia, che non ce ne voglia il ministro Brunetta.
Pacificamente vogliamo dimostrare che Gioacchino Genchi è circondato da persone per bene che nutrono per lui una stima e un'ammirazione incondizionata.
Per questo vi invitiamo ai

SIT IN DAVANTI A TUTTE LE QUESTURE D'ITALIA SABATO 28 MARZO DALLE ORE 10 ALLE 15.

Vi chiediamo di contattarci non appena avrete formato un gruppo di almeno 10 persone per coordinarci e per darci un'unica regia che ci unisca in una manifestazione che sensibilizzi e che spieghi, a chi nulla sa di questa vicenda, cosa sta davvero accadendo.
Noi temiamo che la sospensione di Gioacchino Genchi non sia il punto d’arrivo. Temiamo che altro possa accadergli.
Reputiamo scandaloso, infine, che coloro che hanno dato il la a questa sporca vicenda, i Ros dei Carabinieri, siano guidati da un soggetto che in questo momento è sotto processo a Palermo con l´infamante accusa di favoreggiamento aggravato nei confronti di cosa nostra.
E’ Mori che deve essere sospeso, non chi ha assestato colpi durissimi a cosa nostra, una organizzazione che non dimentica e colpisce chi lo stato non è riuscito a proteggere.

Sonia Alfano
Benny Calasanzio
Salvatore Borsellino " xxx

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domenica 22 marzo 2009

Ci vorrebbe il mare - (Marco Masini) da Chicca a Fabio

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