
Sab. 17.07.2010 - Sempre a proposito del mio interrogativo del 03.05.2010, dal sito de "il Fatto Quotidiano on line", un intervento del giudice Felice Lima.
" In questi giorni sono su tutti i giornali notizie molto attendibili (in particolare, fra l’altro, registrazioni telefoniche) di vicende oscure che coinvolgono magistrati collocati ai vertici dell’amministrazione della giustizia e in ruoli molto importanti del governo.
Risultano a vario titolo coinvolti nelle vicende riportate dai giornali il Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione Vincenzo Carbone, il Presidente della Corte di Appello di Milano Alfonso Marra (detto “Fofò” nelle intercettazioni), il Presidente della Corte di Appello di Salerno Umberto Marconi, in passato autorevole esponente dell’Associazione Nazionale Magistrati (Segretario Generale di Unità per la Costituzione) e anche membro del Consiglio Superiore della Magistratura, il Sottosegretario di Stato Giacomo Caliendo, in passato Presidente dell’A.N.M. e anche lui ex Consigliere del C.S.M., il dr Antonio Martone, ex Avvocato Generale della Corte Suprema di Cassazione (in pratica il Vice Procuratore Generale), anche lui ex Presidente dell’A.N.M., da qualche mese a capo di una Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità (!!!???) delle amministrazioni pubbliche, istituita dal ministro Brunetta, il dr Arcibaldo Miller (detto “Arci” nelle telefonate), magistrato impegnato in una delle correnti dell’A.N.M. (Magistratura Indipendente) e attualmente Capo degli Ispettori del Ministero della Giustizia. xxx
xxx Emerge anche che, secondo uno dei componenti del C.S.M., l’avv. Michele Saponara, le raccomandazioni al C.S.M. non sarebbero l’eccezione, ma la regola (Saponara, secondo i giornali, avrebbe detto, fra l’altro: «Non voglio liquidare la faccenda dicendo: così fan tutti. Ma è un dato di fatto che Alfonso Marra non è stato il primo a chiedere raccomandazioni. Di pressioni al Csm ne arrivano ogni giorno, per ogni nomina, dalla più importante alla più defilata. Un’iradiddio. Da destra, da sinistra, dal centro, senza distinzioni»).
Mentre un altro Consigliere del C.S.M., l’avv. Celestina Tinelli, si sarebbe difesa dicendo che il faccendiere Lombardi «al C.S.M. era di casa». Secondo una agenzia di stampa, Marra avrebbe detto che Lombardi «stava con la lingua in bocca con tutti».
Ovviamente non è questa la sede per accertare fatti ed (eventuali) responsabilità. Per quello ci sono i Tribunali.
Non è in alcun modo mia intenzione fare processi ad alcuno né prendere posizione alcuna su colpevolezze e innocenze individuali.
Ciò di cui voglio occuparmi non sono i singoli, ma il quadro complessivo che viene fuori dalle notizie di stampa alle quali ho fatto riferimento.
Il quadro complessivo è più che preoccupante. Per il livello delle istituzioni coinvolte, per la gravità dei fatti, per il sistema di relazioni che emerge dai toni e dalle parole.
Fa molta impressione leggere di una telefonata nella quale il Primo Presidente della Corte Suprema avrebbe dialogato con un faccendiere del corso di un procedimento di grande rilievo che interessava ad amici del faccendiere medesimo e, nel mentre accettava di trattare di quel caso in modo certamente non istituzionale, chiedeva al faccendiere cosa gli avrebbero fatto fare dopo la pensione e si lasciava rassicurare sul fatto che quello ne aveva già parlato con il suo “amico di Milano”, così come fa ancora più impressione constatare che dopo quella telefonata il partito che sta al Governo ha proposto una legge per elevare l’età massima alla quale i magistrati vanno in pensione in modo che Carbone potesse restare in servizio per altri tre anni.
Queste vicende e altre sono estremamente gravi e tali da non consentire il commodus discessus della favoletta delle singole mele marce.
Il quadro complessivo che viene fuori dalle notizie di stampa impone di prendere atto che, oltre alle condotte di questo o quel singolo, c’è qualcosa di marcio nel sistema nel suo complesso.
E quello che, con evidenza, non va sono i legami molto ampi e molto diffusi fra magistrati con ruoli di importanza centrale nell’amministrazione della giustizia e nel cosiddetto autogoverno (esponenti, insomma, del “potere interno” alla magistratura) e ambienti della politica, degli affari e del potere (di quello trasparente e di quello oscuro).
Sembra trovare riscontro la tesi – da tanti di noi più volte sostenuta in diverse sedi – che il “potere interno” alla magistratura ha rapporti troppo ravvicinati e troppo spesso complici con il “potere esterno” che, invece, dovrebbe controllare.
Non può essere un caso che nelle vicende qui in discussione siano coinvolti ben due ex Presidenti dell’A.N.M., ben due ex Consiglieri del C.S.M. e un ex Avvocato Generale della Cassazione.
Come non possono non trarsi le logiche conseguenze dal fatto che il Primo Presidente della Corte di Cassazione, tenuto a fare il giudice di un processo nel quale sono in discussione centinaia di milioni di euro di un’azienda riferibile al Presidente del Consiglio, parli al telefono con un faccendiere che gli chiede di anticipare l’udienza, gli porta dell’olio buono e gli promette di fare agire “l’amico di Milano” per assicurargli un futuro professionale gradito.
In queste condizioni è molto difficile confidare che il “controllore” potesse davvero controllare.
La questione è grave e complessa e magari proverò a trattarla dividendola in più interventi.
Questo post, intanto, può essere quello nel quale sfatare un gravissima mistificazione che nuoce grandemente all’immagine della giustizia e alle sue speranze di positiva riforma.
La confusione fra “i magistrati” e “La Magistratura”.
“La Magistratura” è un corpo complesso. Nel suo insieme un “potere”.
Questo potere è in mano a un gruppo molto ristretto di persone, dei veri oligarchi, che lo gestiscono secondo logiche e con metodi che andrebbero messi sotto i riflettori e democraticamente discussi. E che invece sono sostanzialmente poco trasparenti e sconosciuti ai più.
Ma i titolari di questo potere, questi oligarchi, si nascondono dietro il valore e la storia di singoli “magistrati”.
Quando parla “La Magistratura” invoca i nomi di Falcone e Borsellino, ricorda il sangue dei suoi tanti morti, Rosario Livatino, Salvatore Saetta, Mario Amato, Giangiacomo Ciaccio Montalto e molte altre decine.
Ma “La Magistratura” non merita gli onori dovuti a questi eroi e ne usurpa la storia.
I “magistrati” che danno lustro a “La Magistratura” non erano “omologhi”, ma, al contrario, decisamente diversi da “La Magistratura”. Quasi sempre isolati e perseguitati “La Magistratura” medesima.
Il C.S.M. non è mai stato accanto ai Falcone, ai Borsellino, ai Borrelli, ai Colombo, ai Davigo, ai Ciaccio Montalto, ai Chinnici. Permettetemi, ai De Magistris, alle Forleo, alle Nuzzi e ai Verasani.
In definitiva, purtroppo, “La Magistratura” (intesa come gli oligarchi che formalmente la rappresentano) non è e non assomiglia per niente a coloro dietro le cui storie si copre dinanzi all’opinione pubblica e le cui storie ha tradito e tradisce ogni giorno.
Falcone, Borsellino, Ciaccio Montalto, De Magistris, Borrelli, Colombo, Davigo non sono mai stati Presidenti dell’Associazione Nazionale Magistrati e neppure membri del C.S.M.. Presidenti dell’A.N.M. e membri del C.S.M. sono stati i protagonisti delle storie di questi giorni e tanti altri come loro.
Di questo bisognerà avere il coraggio di prendere atto.
In modo da lasciare chiaro chi subisce incolpevolmente l’andazzo che porta il Primo Presidente della Cassazione a ricevere bottiglie di olio buono da un faccendiere e chi quell’andazzo ha in vario modo e a vario titolo consentito che si realizzasse.
Perché è chiaro che ciò che dovrebbe fare chi quell’andazzo in vario modo e a vario titolo ha consentito che si realizzasse è ammettere la responsabilità di ciò e dimettersi dalle cariche associative e di “potere interno” che ha.
Oggi il Presidente e il Segretario Generale dell’A.N.M. chiedono garbatamente ai magistrati coinvolti nelle tristi storie delle quali parlano i giornali di dimettersi.
Ma poco più di un anno fa gli stessi Palamara e Cascini non chiesero cortesemente dimissioni, ma invocarono ghigliottine e non a favore dei magistrati impegnati, ma contro di loro.
Poco più di un anno fa alcuni colleghi lavoravano a indagini che scoperchiavano le stesse consorterie che oggi sono sui giornali. Poco più di un anno fa Luigi De Magistris, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani acquisivano prove di fatti perfettamente analoghi a quelli che oggi leggiamo sui giornali.
E cosa fecero l’A.N.M., il C.S.M. e l’intero cosiddetto autogoverno della magistratura, insomma “La Magistratura”?
Li spazzarono via. In pochi giorni.
Palamara e Cascini invocarono dalle prime pagine dei giornali l’intervento del Ministro e il Ministro “intervenne”, mandando Arcibaldo Miller.
Il Procuratore di Salerno Luigi Apicella, reo di avere permesso ai colleghi Nuzzi e Verasani di redigere un decreto di perquisizione e sequestro confermato in tutte le sedi competenti si è trovato IN POCHI GIORNI, senza funzioni e senza stipendio.
L’A.N.M. e il C.S.M. intervennero pesantemente nelle inchieste di De Magistris, Nuzzi e Verasani e ne causarono, di fatto e a prescindere dalla intenzioni di chiunque, il rallentamento e sotto alcuni profili la paralisi.
Lo stesso non sta accadendo e, purtroppo, non accadrà per nessuno dei protagonisti delle vicende oggi sui giornali.
Alcuni giornali hanno titolato: “Il C.S.M. trasferisce Marra”.
Ma il titolo è falso.
Il C.S.M. ha solo aperto una pratica ex art. 2 della Legge sulle Guarentigie (R.D.L.vo 511/1946).
Se conosco bene questi meccanismi (e purtroppo li conosco bene), tendenzialmente accadrà quanto segue:
- questo C.S.M. ha aperto la pratica, ma non la tratterà, perché scade il 31 luglio (e, d’altra parte, come avrebbe potuto trattarla, se, il Consigliere Tinelli, finita anche lei sui giornali in questi giorni, si difende dicendo che Lombardi al C.S.M. era di casa?);
- il nuovo C.S.M. si occuperà della cosa non prima di ottobre e allora altri scandali occuperanno le pagine dei giornali e nessuno si ricorderà di Marra;
- quando la pratica verrà trattata, si osserverà che non si può utilizzare la procedura ex art. 2 della Legge sulle Guarentigie per fatti colpevoli;
- qualcuno ricorderà che con Clementina Forleo l’hanno usata illegittimamente (tanto che il TAR ha annullato il trasferimento) e loro diranno: “Con la Forleo abbiamo sbagliato, ora non possiamo sbagliare ancora”;
- qualcuno allora dirà “Bene, allora fategli il processo disciplinare”, ma poiché Palamara e Cascini non invocheranno la stessa tempestiva mannaia calata su Apicella, Nuzzi e Verasani, limitandosi a chiedere con umile cortesia le dimissioni spontanee di non si sa chi (perché nessun nome viene neppure fatto), la cosa andrà avanti per le lunghe e Marra farà in tempo a maturare il limite massimo di età pensionabile.
Solo pochi mesi fa ha lasciato “La Magistratura” in fretta e furia, mentre una Procura indagava su di lui in relazione a vicende non meno imbarazzanti di quelle odierne, il Procuratore Aggiunto di Roma Achille Toro, anche lui maggiorente dell’A.N.M., già Presidente di Unità per la Costituzione, la corrente maggioritaria dell’A.N.M., dimessosi qualche anno prima da quella carica per essere rimasto coinvolto in un’altra imbarazzante vicenda (le indagini sulla scalata Unipol) e nonostante quella vicenda messo a fare il Procuratore Aggiunto di Roma.
Quando si è dimesso Toro, tutto quello che l’A.N.M. ha saputo e voluto dire Quando si è dimesso Toro, tutto quello che l’A.N.M. ha saputo e voluto dire è testualmente questo:
«Le recenti indagini presso la Procura della Repubblica di Firenze rappresentano l’occasione per ribadire che la deontologia professionale, la correttezza e il riserbo nei comportamenti rappresentano baluardi della credibilità della magistratura, in relazione ai quali si impone un costante impegno complessivo e coerente di autoriforma. E’, pertanto, indispensabile che tali questioni, in quanto esprimono valori fondamentali della giurisdizione, trovino concreta e tempestiva risposta nell’organo di governo autonomo, anche attraverso la scelta di una dirigenza professionalmente adeguata. La Giunta riafferma il proprio impegno a tenere alta l’attenzione sui temi indicati, che appaiono indefettibili per il futuro della magistratura. Roma, 17 febbraio 2010».
Tutto qui.
Nient’altro che queste inconcludenti e genericissime parole.
Un brevissimo vaniloquio per fare finta di avere preso una posizione (ognuno potrà giudicare da sé se questo comunicato/farsa possa essere inteso come “prendere una posizione”).
Mentre Unità per la Costituzione, invece di vergognarsi e chiedere scusa per quanto coinvolgeva il suo ex Presidente ha prodotto solo un comunicato ancor più vaniloquente e surreale, sol che si consideri che sono stati ai vertici di Unicost (Achille Toro, ex Presidente), Umberto Marconi (ex Segretario Generale e Consigliere del C.S.M.), Giacomo Caliendo (ex Presidente A.N.M. ed ex Consigliere del C.S.M.), Antonio Martone (ex Presidente A.N.M.).
Unicost, invece di vergognarsi e chiedere scusa, in quel comunicato si dipinge come fucina di campioni della deontologia e della morale.
Goacchino Genchi ha pubblicato in un libro (“Il caso Genchi. Storia di un uomo in balìa dello stato”) il testo di intercettazioni telefoniche che raccontano retroscena decisamente scabrosi nei rapporti fra magistrati e potere, ma quelle cose è come se non fossero mai state raccontate e rese pubbliche.
Quando sui giornali scoppiano scandali gravissimi che coinvolgono “La Magistratura”, dentro “La Magistratura” si fa il più fitto, assordante e impenetrabile silenzio.
Si direbbe una triste e dolorosa omertà.
De Magistris, Forleo, Nuzzi, Verasani, Apicella, sono argomenti tabù.
I magistrati parlano continuamente del marcio della politica e tacciono ostinatamente sul marcio de “La Magistratura”.
Salvo poi, quando qualche telefonata di “grandi Capi” de “La Magistratura” finisce sui giornali, fingere di “cadere dal pero”, come molto opportunamente ha scritto Marco Travaglio con l’arguzia di sempre, in un articolo di qualche giorno fa.
Ben vengano, ovviamente, gli striminziti e deplorevolmente generici comunicati stampa dell’A.N.M., ma allo stato sono solo “chiacchiere”, per giunta fumose e inconcludenti.
C’è molto marcio dentro “La Magistratura” e un’operazione trasparenza non è mai neppure cominciata.
Peggio, chi da quel “marcio” è stato assassinato, punito, trasferito, licenziato, non solo non viene riconosciuto come prova dello scandalo, ma viene usato dai suoi carnefici come “copertura” per fare apparire “La Magistratura” che comanda e gestisce potere – interno ed esterno – uguale ai “magistrati”, che quel potere hanno cercato, a prezzo del sangue, della carriera e del posto di lavoro, di sottoporre al controllo di legalità.
Nei prossimi giorni ritornerò su questo tema, cercando di illustrare a chi non lo conosce come funziona il “potere” interno a “La Magistratura” e perché quel potere è “contro” “i magistrati” e nei fatti danneggia la giustizia, favorendo solo le carriere parallele di alcuni magistrati, arruolati alcuni nei partiti cc.dd. “di destra”, altri nei partiti cc.dd. “di sinistra”, altri in lobby dagli oscuri contorni e dai preoccupanti obiettivi. " xxx
sabato 17 luglio 2010
Il marcio de ‘la Magistratura’
Toghe sporche e toghe cieche

Sab. 17.07.2010 - Dal sito de "il Fatto Quotidiano on line", un intervento di Luigi De Magistris. Nel precedente post (lontano nel tempo, 03.05.2010), mi chiedevo il perché, ora che la ragnatela del marcio si va delinenado, il perché lo si inizia ad intuire.
" Oggi tutti parlano di P3, di logge coperte, di massonerie deviate. Oggi tutti parlano di trattativa tra mafia e Stato dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio. Fino a qualche mese fa, eravamo in pochi a denunciare la criminale trattativa per la quale sono morti Borsellino e poliziotti dalla divisa onesta e coraggiosa. Ieri nelle mie inchieste – scippatemi illegalmente quale prezzo di corruzione in atti giudiziari tra il procuratore capo, il procuratore aggiunto, parlamentari e faccendieri, come ricostruito dalla Procura di Salerno – avevo scoperto la nuova P2.xxx
xxx Su questa ha indagato un pool di inquirenti della Procura di Salerno. Leggetele quelle carte, troverete i nomi di oggi, di ieri, di domani. Piduisti vecchi e nuovi. Quelli che hanno usato illegalmente le istituzioni per fermarci. Avevamo avuto un torto imperdonabile: indagare anche sui magistrati. Gli stessi, in parte, che oggi ritroviamo nel salotto piduista di Verdini e Dell’Utri. Purtroppo sono ancora tanti e siedono in posti chiave. Eppure siamo stati isolati, denigrati, massacrati, umiliati, scippati dalle inchieste, trasferiti: il tutto con l’avallo istituzionale e morale di tanti che oggi si ergono a paladini della eticità.
Nomi e cognomi
Leggo le parole di rabbia, vergogna e indignazione espresse dal segretario nazionale dell’Anm Cascini. Uomo forte della correntocrazia, già in servizio al ministero della Giustizia e zelante censore del lavoro che svolgevamo anche nei confronti di coloro i quali oggi sono agli onori della cronaca giudiziaria. Dov’eri Cascini qualche mese fa? La ricordate la squallida figura ad Annozero incalzato da Di Pietro e Santoro? Un soldatino della correntocrazia. Aveva bisogno delle inchieste di Perugia e Roma per scoprire la questione morale? Mi ricorda quei politici della Prima Repubblica che ben sapevano delle magagne dei loro “compari” ma “pontificavano” su moralità ed etica pubblica solo quando arrivavano le inchieste dei magistrati. Dov’era Palamara, il Presidente dell’Anm? Conosco le frequentazioni di Palamara e le dichiarazioni che ha rilasciato mentre ci colpivano a “morte”. Decisive e serventi per isolarci e punirci. Avevamo avuto il torto di indagare su procuratori della Repubblica collusi (protetti da settori della magistratura); di individuare le frequentazioni pericolose di Arcibaldo Miller; di scovare interessi di magistrati della Procura Generale della Cassazione che istruivano – in palese conflitto di interessi – procedimenti ai nostri danni; amicizie scomode e contatti sospetti di componenti del Csm. Per non parlare di Mancino. Alcuni di quelli che hanno avuto un ruolo decisivo e opaco nelle vicende che ci hanno riguardato sono stati eletti nel nuovo Consiglio superiore della magistratura: la continuità della correntocrazia.
È davvero inaccettabile ascoltare rigurgiti di moralità dai vertici dell’Anm (anche se il ravvedimento operoso è sempre bene accetto) che sono tra i responsabili del crollo morale interno alla magistratura. Da anni conoscevano i nominativi dei magistrati collusi; da anni sapevano di opacità e frequentazioni indegne di magistrati; da anni erano al corrente del rischio che stavano correndo magistrati con la schiena dritta che operavano nel rispetto dell’art. 3 della Costituzione. Che hanno fatto Cascini, Palamara, Mancino, Martone, Miller & Co? Contribuito, ognuno nel suo ruolo causale, a proteggere mele marce e isolare e colpire chi osava indagare su collusioni interne alla magistratura. Mi auguro che la magistratura, quella sana – che esiste e che potrà contare sulla vigilanza democratica dei tanti cittadini onesti – si liberi della nomenklatura interna all’ordine giudiziario, quella intrisa dal puzzo del compromesso morale e che ha perseguito in questi anni carriera e interessi personali barattando con i poteri, anche occulti, la libertà e l’indipendenza delle toghe pulite che non si sono genuflesse. " xxx
lunedì 3 maggio 2010
"Guerra tra Procure": la menzogna che ha unito politica e stampa nazionale. Una vergogna. ?Perchè?
Lun. 03.05.2010 - Da "Passaparola" del 26.04.2010. Riporto a seguire anche la trascrizione dell'intervento di Marco Travaglio. Sottolineo e segnalo la seconda parte (22:40 del filmato), per me particolarmente importante, tesa ad urlare, ancora una volta, la vergogna per quanti ci hanno voluto far credere che, nel dicembre 2008, si fosse consumata una "guerra tra Procure", quella di Salerno contro quella di Catanzaro, messe sullo stesso piano, anzi, peggio, visto che si sono posti sul banco degli imputati i magistrati di Salerno, quali presunti "aggressori", poi sospesi o trasferiti, mentre invece stavano esercitando, si badi bene, un dovere d'ufficio, neanche un diritto; al contrario si è colpevolmente sottaciuto circa il comportamento di quei magistrati di Catanzaro protagonisti di veri e propri atti eversivi, pur di sottrarsi al legittimo controllo di legalità da parte dell'altra Procura. Qui Travaglio lo spiega, ancora una volta, con estrema chiarezza, da par suo.
Dal momento che pare impossibile ravvisare buona fede, svista, o qualsiasi altra giustificazione, per coloro che si sono resi responsabile di tale grossolano travisamento dei fatti, mi chiedo allora, ?Perchè? xxx
xxx " Buongiorno a tutti, ho qua due belle sentenze, o meglio, è una sentenza, l’altro è un atto giudiziario che ci aggiornano e ci danno l’ultima puntata di due vicende che abbiamo seguito a lungo nel Passaparola e che non vorrei lasciare incomplete, c’è una tendenza della stampa e della televisione italiana seguire le vicende all’inizio e poi dimenticarle, tant’è che poi rimane quella domanda che Milena Gabanelli si pone spesso a Report: come è andata a finire? Sono due vicende e non sono totalmente concluse, ma questi due atti giudiziari ci danno un’idea di come potrebbero concludersi.
Mills corrotto, Berlusconi corruttore
L’orientamento che hanno preso ci spiega il perché del silenzio, dell’informazione “ufficiale” su questi due atti, cominciamo dalla sentenza Mills, sapete che il 25 febbraio di quest’anno la Cassazione depositò il dispositivo della sentenza con cui definitivamente si giudicava la posizione di Mills e la Cassazione ritenne prescritto il suo reato di corruzione in atti giudiziari per avere mentito sotto giuramento in due processi a carico di Silvio Berlusconi in cambio di una tangente di 600 mila dollari versatagli subito dopo quelle testimonianze.
C’era il dilemma di quando materialmente lui aveva avuto a disposizione quei soldi e quindi la Procura riteneva che la messa a disposizione scattasse nel momento in cui lui entrava materialmente in possesso di quel denaro, secondo altri bisognava retrodatare di qualche mese, sapete che la diatriba era veramente di pochissimi mesi secondo i fautori della prescrizione un pelino più lunga il reato si sarebbe consumato nel gennaio 2000, secondo gli altri nel novembre 1999, importantissimo perché essendo quella sentenza della Cassazione arrivata il 25 febbraio 2010, se il reato fosse stato commesso nel febbraio 2000, la Cassazione sarebbe arrivata in tempo prima che scattassero i 10 anni di termine massimo della prescrizione, termine massimo che è diventato di 10 anni, mentre prima era 15, grazie alla legge ex Cirielli, varata proprio dopo che si è scoperto questo reato.
Se invece il reato fosse stato commesso nel novembre 1999, la Cassazione avrebbe dovuto dichiararlo prescritto perché era caduto in prescrizione meno di tre mesi prima della sentenza definitiva, eravamo lì sul filo del rasoio e infatti la Cassazione ha scelto la seconda versione e quindi ha dichiarato prescritto per soli 3 mesi il reato, nel dispositivo già si capiva che il reato era stato commesso da Mills e infatti Mills veniva condannato anche dalla Cassazione come dal Tribunale di Milano e dalla Corte d’Appello di Milano a risarcire 250 mila Euro allo Stato nella persona giuridica della Presidenza del Consiglio per il danno arrecato all’interesse pubblico della giustizia, all’imparzialità etc..
Ricorderete anche che era 2 mesi fa quando uscì quella sentenza, tutto il centro-destra disse: ecco la prova, Berlusconi è un perseguitato, avete visto è stato assolto anche Mills, lo disse il Tg1 di Minzolini, titolò Libero “Silvio assolto” Berlusconi non era neanche giudicato in quella sentenza, però effettivamente sapere se una persona è accusata di essere stata corrotta da Berlusconi è colpevole o innocente, ci dice anche se è colpevole o innocente quello che è accusato di averla corrotta, infatti era giusto collegare la sorte processuale di Mills a quella di Berlusconi, il problema è che Mills non era stato assolto, quindi Berlusconi non poteva essere stato assolto. Siccome Berlusconi ha avuto il processo sospeso per più di un anno e mezzo a causa del Lodo Alfano e la prescrizione per lui si è congelata, per cui il processo non è ancora prescritto, sapete che si prescriverà nella primavera – estate dell’anno prossimo, essendo già ricominciato in primo grado, può darsi che i giudici facciano in tempo slalomando tra i legittimi impedimenti etc., etc., a portare a casa almeno una sentenza di primo grado.
Tutto il centro-destra, compresi i suoi house organ mentì per la gola dicendo che Mills era stato assolto e che quindi Berlusconi sarebbe stato assolto, anzi non bisognava neanche ricominciare il processo a Berlusconi, bisognava addirittura risarcire Berlusconi per i danni subiti da questo processo, mentre in realtà Mills è stato condannato a risarcire lo Stato per avere mentito in cambio di denaro ricevuto dalla Fininvest per salvare Berlusconi, quindi ribaltarono completamente la realtà.
Dall’altra parte nessuno rispose, sapete che dall’altra parte ci sono i paraculi, quelli che fanno finta di essere imparziali che in realtà stanno con Berlusconi ma dietro la maschera, i quali dissero: aspettiamo le motivazioni della sentenza Mills, eccole qua, sono state depositate 3 giorni fa le motivazioni della Cassazione, sono una quarantina di pagine, molto leggibili, chiare, molto solenni perché sono state emesse a sezioni unite, il più alto grado giurisdizionale che si conosca nel nostro paese, cosa dicono queste motivazioni? Dicono tante cose naturalmente, chi le vuole leggere integrali è una bella lettura, una bella biografia del nostro Presidente del Consiglio, le può trovare sul sito ilfattoquotidiano.it elencate, ma vorrei sottolineare un passaggio di queste motivazioni, naturalmente nelle motivazioni si dice che Mills è stato corrotto per mentire sotto giuramento nell’interesse di Silvio Berlusconi, con soldi provenienti dai fondi neri della Fininvest, né potrebbero dire altro i giudici, visto che questo aveva stabilito il Tribunale aveva confermato la Corte d’Appello e quelli sono i giudici di merito che giudicano suoi fatti la Cassazione, poteva valutare se quei fatti erano stati giudicati legittimamente o no, perché il giudizio di legittimità quello della Corte di Cassazione.
Ma la Cassazione aggiunge un particolare molto interessante che la riguarda, perché? Perché il reato di corruzione giudiziaria commesso da Mills nell’interesse di Berlusconi in cambio di soldi arrivatigli dalle aziende di Berlusconi per salvare Berlusconi in due processi, riguarda la Cassazione, perché? Perché la Cassazione in quei due processi si pronunciò, in uno si pronunciò prescrivendo il reato di Berlusconi dopo averlo accertato, esattamente come ha fatto per Mills in questo processo e stiamo parlando del processo All Inerian per i 21 miliardi estero su estero a Craxi e a altri fondi neri movimentati dai conti svizzeri di questa società occulta, offshore che la Fininvest aveva nelle isole del canale e quindi lasciamo perdere il processo All Iberian perché comunque è finito con una condanna in primo grado, una prescrizione definitiva di Craxi e di Berlusconi per finanziamento illecito e per sanare poi il relativo falso in bilancio Berlusconi ha dovuto depenalizzare il reato.
Parliamo dell’altro processo che Mills con le sue menzogne e le sue reticenze ha sviato e di questo è interessante occuparsi, perché è il famoso processo per le tangenti della Fininvest alla Guardia di Finanza, il primo processo fatto a Berlusconi dopo il suo ingresso in politica, quello del famoso invito a comparire che lo colse mentre presiedeva un convegno internazionale a Napoli, quello su cui sono 15 anni che ci rompe i maroni con ogni sorta di vittimismo, piagnisteo, strilli, viene dipinto quel processo come il simbolo, la madre di tutte le persecuzioni giudiziarie, quindi è importante sapere come è finito, lui dice: mi hanno assolto con formula piena, mi dovrebbero chiedere scusa, sono sempre stato assolto. Se leggete la sentenza della Cassazione su Mills, scoprite perché Berlusconi fu assolto, è importante ricordarsi di cosa si sta parlando, c’erano 4 tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza, scoperte dal pool di Milano nel 1994 quando Berlusconi era appena diventato Presidente del Consiglio, tre erano state pagate alla fine degli anni 80, una quarta era stata pagata nel 1992, una riguardava Mediolanum, una Mondadori, una Videotime e poi ce ne era una che riguardava Telepiù, perché Telepiù perché il garante dell’editoria, l’allora garante Santaniello, aveva mandato la finanza a perquisire e a controllare la Fininvest in quanto si sospettava che la Fininvest controllasse occultamente Telepiù, la pay tv, da cui poi sono nati le attuali pay tv, la prima fondata da Berlusconi e da alcuni suoi amici si chiamava Telepiù.
Se fosse stato accertato che Berlusconi ancora nel 1992 controllava Telepiù oltre la quota azionaria del 10%, avrebbe violato la Legge Mammì, quest’ultima stabiliva che Berlusconi per tenersi le sue tre televisioni in chiaro: Canale 5, Rete 4 e Italia 1 doveva vendere tutte le quote eccedenti il 10% della pay tv, oltre che vendere i suoi giornali, ma i giornali li girò al fratello, ai figli.
Telepiù cosa fece? Controllava la quasi totalità di Telepiù ma aveva affidato, aveva accollato le quote eccedenti il 10% a alcuni suoi amici prestanomi, ai quali addirittura aveva dato i soldi per comprarsi le azioni, quindi praticamente le azioni erano sue intestate a teste di legno. Se Santaniello, il garante dell’editoria fosse riuscito a accertare questo come si vociferava che fosse, questa violazione palese della Legge Mammì avrebbe comportato una sanzione drammatica per Berlusconi, la revoca delle concessioni per le televisioni in chiaro, avrebbe perso all’improvviso la possibilità di trasmettere, avrebbe visto spegnersi Canale 5, Rete 4 e Italia 1, questa era la posta in palio, ecco perché quando gli arriva la finanza in casa, il manager della Fininvest addetto a queste cose, capo dei servizi fiscali, Salvatore Sciascia allunga una mazzetta , chi dice di 50, chi dice di 100 milioni ai marescialli perché girino al largo e chiudano un occhio, se non due sulla reale proprietà di Telepiù, questa era l’accusa per la quarta tangente, quella pagata nel 1992 alla Guardia di Finanza.
Senza Mill Berlusconi sarebbe in galera
Nel 1994 alcuni sottoufficiali della Finanza confessano di avere ricevuto tangenti dalla Fininvest, tra cui quella per non andare a vedere la reale proprietà di Telepiù, allora cosa si fa? Si cerca di tacitare questi finanzieri, ma questi finanzieri ormai hanno parlato, nasce il processo per la corruzione alla Guardia di Finanza, in primo grado Berlusconi viene condannato per tutte e 4 le tangenti insieme a il Sciascia e insieme ai marescialli, in appello per le prime 3, quelle pagate prima del 1992 scatta la prescrizione, mentre per la quarta, quella per Telepiù, c’è l’assoluzione per insufficienza probatoria, perché?
Perché non ci sono prove sufficienti che a pagare i finanzieri perché chiudessero un occhio, anzi due sulla reale proprietà di Telepiù, fosse stato Berlusconi, in quanto c’erano anche altri soci, i famosi prestanome che potevano avere pagato affinché la Guardia di Finanza chiudesse un occhio, quindi non era assolutamente sicuro che fosse stato lui e non qualcun altro del suo giro.
Sarebbe stata decisiva in quel processo d’appello per la corruzione della Guardia di Finanza, la testimonianza di Mills, perché quest’ultimo aveva costruito le società offshore attraverso le quali Berlusconi aveva finanziato i prestanome perché potessero rilevare le quote eccedenti il 10% e intestare a sé stessi un pacchetto azionario che in realtà controllava ancora lui, quindi lo sapeva Mills di chi era veramente Telepiù, cosa fa Mills? Lo slalom, lo scriverà al suo commercialista, testimonia in maniera reticente, non collega alla persona di Berlusconi quelle società ma genericamente alla galassia Fininvest e così i giudici non hanno la prova sufficiente per confermare la condanna di primo grado e così nel dubbio per insufficienza di prove, comma 2 dell’Art. 530 del Codice di procedura penale assolvono Berlusconi in appello, la Cassazione cosa fa? Decide per l’insufficienza di prove per tutte e 4 le tangenti e quindi lo assolve per insufficienza probatoria su tutti e 4 i fronti.
Adesso nella sentenza Mills depositata l’altro giorno, motivazioni della Cassazione: corruzione in atti giudiziari, la Cassazione ci dice che quell’assoluzione per insufficienza probatoria, sarebbe stata una condanna per Berlusconi se Mills avesse detto la verità e non fosse stato corrotto nell’interesse di Berlusconi dalle aziende di Berlusconi, quindi per nascondere la proprietà reale di Telepiù vengono corrotti i finanzieri che vanno a ispezionare le società che controllano Telepiù, che sono stati corrotti i finanzieri per nascondere la reale proprietà di Telepiù si corrompe Mills, perché quando viene chiamato a testimoniare non dica tutta la verità e per nascondere che Mills è stato corrotto si fa tutta la campagna che è stata fatta negli ultimi anni, si fanno anche i lodi Alfano e altre porcherie, perché? Perché ormai quello che è venuto fuori è troppo grosso non si può più metterci il tappo sopra, allora si aboliscono direttamente i processi o si cerca di abolirli, questo è quello che è successo.
La Cassazione che fu costretta a assolvere per insufficienza probatoria, perché le prove le avrebbe dovute fornire Mills, ma Mills non le poteva fornire perché era un testimone prezzolato, adesso fa quasi ammenda dicendo: se l’avessimo saputo prima quando abbiamo giudicato, beh certamente non avremmo assolto, vi leggo il passaggio così almeno d’ora in poi quando sentite Berlusconi dire: sono sempre stato assolto, non solo non è vero perché ha dovuto depenalizzare il suo reato, oppure accorciare i termini di prescrizione per ottenere una raffica di 6 prescrizioni del reato, più due sentenze in cui si dice che il reato non è più previsto dalla legge come reato in quanto lui stesso lo ha depenalizzato, lui l’imputato, ma anche quella sentenza in cui si scrive “assoluzione” sia pure insufficienza probatoria, quella per il primo processo, corruzione della Guardia di Finanza, anche quella è un’assoluzione per modo di dire, è un’assoluzione comprata pagando un testimone, non potendo pagare i giudici, visto che a Milano di corruttibili non ne hanno trovati, ecco cosa dice la Cassazione di quella sentenza che è un errore giudiziario, vedete come gli errori giudiziari non sono soltanto le condanne degli innocenti, ma anche le assoluzioni dei colpevoli, soprattutto quando i colpevoli riescono a deviare il loro processo corrompendo il testimone?
Dice la Cassazione: il fulcro della reticenza di Mills nel processo d’appello per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza 1998, se non erro, si incentra in definitiva nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società offshore che lui aveva creato e che erano state utilizzate per finanziare i prestanome che si intestavano le quote berlusconiane di Telepiù, con questa bugia ha alterato il corso del processo Guardia di Finanza.
I giudici di primo grado erano stati costretti a procedere in via induttiva con la conseguenza che in secondo grado, proprio la carenza di prova certa sul punto, reale proprietà delle società offshore usate per finanziare i prestanome di Berlusconi in Telepiù, aveva determinato nel processo l'assoluzione di Silvio Berlusconi in secondo grado e definitivamente in sede di giudizio di Cassazione. Quindi la bustarella che Sciascia nel 1994 mentre Berlusconi diventa Presidente del Consiglio la prima volta, Sciascia versa ai finanzieri per nascondere la reale proprietà della pay tv, sarebbe stata punita con la condanna di Berlusconi in persona se non ci fosse stata la bugia prezzolata di Mills, Berlusconi nel 2001 quando la Cassazione lo assolse per la prima volta nel suo primo processo per insufficienza probatoria, sarebbe stato condannato per corruzione, si sarebbe beccato 4 o 5 anni di galera, sarebbe finito dentro perché non c’era neanche lo sconto dell’indulto e quindi invece di tornare a Palazzo Chigi nel 2001, sarebbe finito a San Vittore, là dove sarebbe finito comunque il 25 febbraio di quest’anno se non ci fosse stato il Lodo Alfano che ha separato la sua posizione da quella di Mills e se non ci fosse stata la Legge ex Cirielli che ha ridotto da 15 a 10 anni la prescrizione del reato per tutti e due, sarebbero stati condannati tutti e due a 4 anni e mezzo per corruzione giudiziaria e sarebbero finiti dentro entrambi, con la possibilità per Berlusconi di chiedere i domiciliari, dirà qualcuno, no, perché il privilegio di dare i domiciliari a chi ha compiuto i 70 anni, è nella Legge ex Cirielli, è stato fatto apposta per salvare Berlusconi e Previti proprio al momento del loro settantesimo compleanno.
Quindi andatevela a vedere questa sentenza, è molto interessante perché riscrive una parte della storia che Berlusconi con il suo revisionismo assecondato dai servi che lo circondano, ha voluto gabellarci ma che invece è totalmente falsa, quando lui viene assolto o è perché è comprato il giudice o è perché ha comprato il testimone, altrimenti verrebbe condannato e se viene prescritto è perché ha dimezzato la prescrizione e se viene assolto perché il reato non è più previsto dalla legge, vuole dire che lui ha depenalizzato lo reato, lui stesso che l’aveva commesso!
De Magistris aveva ragione
Secondo atto giudiziario, parliamo completamente di un’altra cosa, sempre per la serie: come è andata a finire.
Questo abbastanza breve, stiamo parlando di 21 paginette, è l’avviso di conclusione delle indagini che ha valore anche di informazione di garanzia, nei confronti di alcuni indagati, cos’è l’avviso di conclusione delle indagini? Quando il Magistrato dopo 6 mesi o un anno o un anno e mezzo, massimo due anni nei casi di mafia ma non è questo il caso, conclude un’indagine, deve avvisare le persone indagate e le parti, gli Avvocati, le eventuali vittime dei reati, che l’indagine è finita, dopodiché le parti hanno 20 giorni di tempo per chiedere supplementi di indagine o per chiedere di essere interrogati se non lo sono stati ancora, quando fanno le loro richieste e il Magistrato le ha soddisfatte, il Pubblico Ministero a quel punto chiede il rinvio a giudizio, succede quasi sempre così perché se il Magistrato intende chiedere l’archiviazione del fascicolo non manda l’avviso di conclusione delle indagini, manda immediatamente e direttamente la richiesta di archiviazione al G.I.P..
In questo caso non hanno chiesto l’archiviazione, chi sono i soggetti di questo avviso di conclusione delle indagini? Gli autori? La Procura della Repubblica di Salerno nelle persone dei PM Maria Chiara Minerva, Rocco Alfano e Antonio Cantarella, coordinati dal nuovo Procuratore Capo Franco Roberti, Salerno vi ricorderà qualcosa probabilmente, almeno lo spero perché ne abbiamo parlato tante volte. Salerno è la Procura, non solo ne abbiamo parlato recentemente perché a Salerno la Procura ha ottenuto il rinvio a giudizio due volte, anzi tre, dell’attuale Sindaco Vincenzo De Luca, quel galantuomo che è solito insultare Grillo, il sottoscritto e altri e che è stato appena trombato a sangue alle elezioni regionali in Campania, sapete che dicevano: nel PD è candidato un po’ così, però forte, è un candidato molto forte, infatti abbiamo visto come era forte, pensate se era debole, prendeva il cappotto invece della sconfitta, comunque lasciamo perdere.
Oltre a questo fatto Salerno è la Procura che nel dicembre di due anni fa, andò a perquisirne un’altra, quella di Catanzaro, perché? Perché la Procura di Salerno è competente sui reati commessi da Magistrati di Catanzaro, mentre sui reati commessi da Magistrati di Salerno è competente la Procura di Napoli e sui reati commessi dalla Procura di Napoli è competente quella di Roma, sui reati commessi dalla Procura di Roma è competente Perugia etc. etc. e su Perugia è competente Firenze e su Firenze è competente Bologna… questa è la regola, non si può indagare sul vicino di stanza, bisogna andare nella Procura più vicina competente per questa materia quando sono in ballo reati commessi da Magistrati, perché c’erano reati in ballo, ipotizzati a carico di Magistrati? Perché Luigi De Magistris aveva denunciato i suoi superiori che lo avevano espropriato delle indagini Why not e Poseidone, la prima portatagli via dal Procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi, la seconda avocatagli dal Procuratore Capo Mariano Lombardi e aveva denunciato anche i colleghi che dopo lo scippo delle due indagini avevano iniziato a spezzettarle, parcellizzarle, sostanzialmente insabbiarle.
De Magistris denuncia i suoi superiori e alcuni suoi colleghi a Salerno perché lì è competente, i suoi colleghi a Salerno perché Salerno è competente, denunciano De Magistris dicendo che invece le porcherie le faceva De Magistris e loro avevano finalmente liberato la Calabria da questo bubbone, questo magistrato fanatico e visionario, i magistrati di Salerno, in quel momento il Procuratore Capo era Luigi Apicella, assistito da due cosostituti molto attivi Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, fanno le indagini e scoprono che le denunce dei superiori dei colleghi di De Magistris, contro di lui sono infondate e quindi chiedono di archiviarle al G.I.P. e il G.I.P. le archivierà, mentre invece le denunce di De Magistris contro i suoi superiori e i suoi colleghi sono fondate, quindi vanno avanti nelle indagini, dato che si ipotizza che il fascicolo Why not sia stato insabbiato in parte per quanto riguarda alcuni indagati eccellenti, non tanto Prodi che era stato iscritto per un fatto tecnico per verificare la titolarità di un’utenza telefonica ma soprattutto Mastella, l’ipotesi è che Mastella abbia avuto l’archiviazione del caso Why not, grazie al fatto che i magistrati che hanno ereditato il fascicolo dopo lo scippo a De Magistris hanno presentato al G.I.P. non tutte le carte, le cose che c’erano a carico di Mastella, ma solo una parte, per cui il G.I.P. ha deciso senza avere il quadro completo, questa era l’ipotesi accusatoria e quindi per vedere se è vero che nella richiesta di archiviazione per Mastella i PM subentrati a De Magistris avevano selezionato solo alcune paginette bianche, bisogna ottenere l’integrale del fascicolo Why not e paragonarlo alla richiesta di archiviazione per vedere se c’è tutto o manca qualcosa, ecco perché i PM di Salerno cominciano a chiedere ai loro colleghi di Catanzano, indagati per reati molto gravi, l’autorizzazione a… non gli vanno inizialmente a sequestrare le carte, gli vanno semplicemente a chiedere una copia degli atti in modo che una volta ottenuta la copia degli atti loro si possano fare le fotocopia e poi restituire immediatamente l’originale, è una questione, capite fare la fotocopia di un grande fascicolo a dire tanto ci impieghi una giornata se metti su due o tre segretari che lo fanno in esclusiva.
Per 7, 8 mesi, praticamente per tutto l’anno, due anni fa, la Procura di Catanzaro rifiuta di consegnare questi atti, ne manda un pezzettino, traccheggia, ne manda un altro pezzettino, il fascicolo integrale non arriva mai, per cui dopo una serie infinita di sollecitazioni a un certo punto la Procura di Salerno, dato che deve procedere e non riesce a farlo, si mobilita insieme alla Digos e va giù, a Catanzaro con un decreto di perquisizione e sequestro a prendersi quegli atti con la forza e a perquisire le case e gli uffici dei magistrati che trattenevano quegli atti per vedere se nascondevano atti in pen drive, dischetti, computer di casa, portatili etc., la famosa perquisizione del 3 dicembre 2008, cosa succede a quel punto? Un atto dovuto come quello della Procura di Salerno, viene spacciato agli italiani per una guerra tra procure, perché? Perché la risposta dei magistrati di Catanzaro invece di obbedire ai loro colleghi competenti a indagare su di loro, è eversiva, il Procuratore generale dice che siamo di fronte a un atto eversivo, lui che è indagato, la Procura rifiuta di consegnare gli atti di Why not, controsequestra il fascicolo I not che Salerno aveva appena sequestrato e indaga i magistrati di Salerno che sono andati a indagare quelli di Catanzaro, piccolo problema, quelli di Salerno sono competenti a indagare su quelli di Catanzaro, ma quelli di Catanzaro non sono competenti a indagare quelli di Salerno, quelli di Salerno possono essere indagati dalla Procura di Napoli, quindi dovrebbero mandare un esposto a quelli di Napoli perché provvedano direttamente quelli, invece lo fanno loro direttamente, abusando del loro potere.
Quindi abbiamo una Procura che sta facendo il suo dovere secondo la legge e un’altra che sta eversivamente ribellandosi a un atto giudiziario, come fanno i parenti dei camorristi quando la Polizia va a arrestare qualche boss a Scampia, gli tirano i vasi di fiori in testa, le mattonelle in testa, cercano di impedire il corso della giustizia, solo che questa volta lo fanno dei magistrati di Catanzaro contro i magistrati di Salerno.
Invece di denunciare questo abominio, intervengono i soliti tromboni: stampa, televisione, partiti di destra e di sinistra, tutti amorevolmente d’accordo, Csm, Associazione magistrati, guerra tra procure, un Tir va addosso a un passante, guerra tra il Tir e il passante, così non si capisce chi ha aggredito e chi è l’aggredito!
Vi leggo questo comunicatino emesso poche ore dopo l’inizio della perquisizione, mentre è ancora in corso la perquisizione di Salerno a Catanzaro: il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra su incarico del Presidente Giorgio Napolitano ha oggi inviato al Procuratore generale di Salerno la seguente lettera: la Procura di Salerno ha effettuato ieri perquisizioni e sequestri nei confronti di magistrati e uffici della Procura generale di Catanzaro, tali atti di indagine anche per le forme e modalità di esecuzione hanno avuto vasta eco sugli organi di informazione suscitando inquietanti interrogativi, inoltre in una lettera diretta al Capo dello Stato il Procuratore generale di Catanzaro ha sollevato vive preoccupazioni per l’intervenuto sequestro degli atti del procedimento I not, pendente dinanzi a quell’ufficio che ne ha provocato l’interruzione, dopo che l’avevano portato via a De Magistris ci avevano dormito sopra per più di un anno, finché è arrivata la Procura di Salerno a dire: ce lo prendiamo per qualche ora, ce lo fotocopiamo perché sono mesi che ve lo chiediamo e non ce lo date, improvvisamente riattizzati sul fronte I not, i Magistrati di Catanzaro scrivono al Capo dello Stato dicendo: ci hanno portato via gli atti, non possiamo più indagare, avevano paura di perdere anche 24 ore, pensate la frenesia!
Cavolo, lo Stato se la beve tutta e dice che è inquietante quello che è successo, tenuto conto di tutto ciò il Presidente Napolitano mi ha dato incarico, dice il suo Segretario Generale, di richiedere al Procuratore di Salerno, l’urgente trasmissione di ogni notizia e ove è possibile, di ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti che prescindendo da qualsiasi profilo di merito, già gli hai appena chiesto le carte e le spiegazioni di quello che fanno e poi dici che prescindi dal merito?
Presenta specie di eccezionalità con rilevanti e gravi implicazioni di carattere istituzionale, primo tra tutti quello di determinare la paralisi delle funzioni processuali, purtroppo chi indagherà su I not in quel giorno in cui a Salerno fanno le fotocopie prima di restituire il fascicolo a Catanzaro? C’è il rischio di una paralisi che c’era da un anno, loro se ne erano fregati, anzi quando hanno cacciato De Magistris da Salerno lo ha cacciato proprio il Csm, presieduto da Napolitano e quando i procuratori capo e generale hanno espropriato De Magistris delle due sue indagini provocando sì una bella paralisi di quelle indagini, non c’è stato un cane al Csm che abbia difeso De Magistris, anzi lo hanno punito!
La paralisi della funzione processuale cui consegue, come ha più volte ricordato la Corte Costituzionale la compromissione del bene dell’efficienza del processo che è l’aspetto del principio di indefinibilità della giurisdizione, qui siamo a livello di sepolcri imbiancati! Questo è il comunicatino del Quirinale che entra a gamba tesa in un’indagine in corso, in una perquisizione ancora in corso, chiedendo spiegazioni non a chi si è ribellato illegalmente a quella perquisizione, ma a chi illegalmente la sta facendo.
De Magistris aveva ragione
Sapete come è andata a finire, hanno cacciato il Procuratore Apicella dalla Magistratura e hanno cacciato da Salerno i pubblici Ministeri Nuzzi e Verasani che sono stati esiliati in due procure del Lazio con tutti i disagi, per esempio la Giudice Nuzzi ha un bambino piccolo, perché non possono più fare i magistrati a Salerno e non possono mai più fare i pubblici Ministeri, questo hanno stabilito i signori del Csm Mancino, Napolitano e tutto il Csm unanime.
Che c’è scritto nell’avviso di chiusura indagini fatto dai magistrati che sono subentrati a Apicella, nuovo Procuratore Capo Franco Roberti e ai due sostituti Verasani e Nuzzi, Minerva Alfano e Cantarella? Si dirà, adesso che sono arrivati magistrati bravi, buoni, mica come quelli che sono stati mandati via, è arrivato Franco Roberti che è il magistrato che tutti conoscono perché è stato anche spesso in televisione in quanto è il PM della lotta a Gomorra, è il Procuratore aggiunto di Napoli fino a qualche mese fa che coordinava le indagini sul clan dei Casalesi e ha acchiappato in questi ultimi due o tre anni decapitando proprio il vertice del clan dei Casalesi.
Di questi ci possiamo fidare, di cosa avranno fatto? Avranno preso quel famoso decreto di perquisizione di due anni fa denunciato da Napolitano, dal Csm, dalla destra, sinistra, Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto, tutti i giornali di destra e di sinistra e avranno fatto a polpette quell’indagine su quei galantuomini dei magistrati di Catanzaro che tanto bene… invece no, nell’avviso di chiusura delle indagini si leggono le stesse identiche accuse che avevano formulato Apicella, Verasani e Nuzzi nel famoso decreto di perquisizione, quello che si diceva che era troppo lungo, vi ricordate che a un certo punto non sapendo più cosa dire hanno detto che il Decreto di perquisizione era troppo lungo, come se esistesse una misura standard per i decreti di perquisizione.
Questo che è un po’ più corto dice le stesse cose, adesso vedremo se cacciano anche Roberti, Alfano, Cantarella Minerva, per avere confermato in pieno l’indagine fatta dai magistrati cacciati.
L’avviso di chiusura delle indagini riguarda l’ex procuratore Lombardi, quello che ha tolto l’indagine Poseidone a De Magistris, Salvatore Murone, il suo Procuratore aggiunto che ha collaborato a levargli l’indagine, l’imputato principale delle inchieste di De Magistris, Antonio Saladino il capo della compagnia delle opere in Calabria, Giancarlo Pittelli famoso Onorevole di Forza Italia, Giuseppe Galati famoso Onorevole dell’Udc , Maria Grazia Nuzzi la convivente del Procuratore, PierPaolo Greco il figliastro del Procuratore, Dolcino Favi il Procuratore generale che ha tolto a De Magistris I not, Enzo Iannelli il Procuratore generale che ha preso possesso subito dopo quella vocazione e che si è ribellato alla perquisizione di Salerno, Alfredo Garbati, Domenico De Lorenzi e Salvatore Curcio i 3 sostituti Procuratori generali che hanno ereditato le inchieste tolte a De Magistris, sono 12 questi indagati che rischiano di diventare presto imputati e che sono accusati di reati che vanno, sono gli stessi ipotizzati da Apicella Nuzzi e Verasani, vanno non per tutti, quindi a vario titolo queste persone sono accusate: corruzione giudiziaria come Mills e Berlusconi e/o abuso d’ufficio, e/o falso in atto pubblico, e/o rifiuto di atti d’ufficio perché non hanno consegnato gli atti, e/o favoreggiamento nei confronti degli indagati.
Cosa ipotizzano i nuovi magistrati della nuova Procura di Salerno? Che i capi della Magistratura catanzarese ai tempi di De Magistris, siano stati corrotti da Saladino, da Pittelli e da Galati con favori, denari, altre utilità etc., per insabbiare o rallentare le indagini De Magistris che, scrivono questo avviso di chiusura delle indagini i magistrati, sarebbe stato isolato e alla fine scippato delle sue inchieste, perché chi lo ha fatto non l’ha fatto perché De Magistris gli stava antipatico, l’ha fatto perché era d’accordo in cambio di vantaggi con gli indagati eccellenti di De Magistris, questa è l’accusa e quando Salerno va a chiedere gli atti, rifiutano di darli, perché? Perché in quegli atti c’è la prova di quello che sta avvenendo.
Anche questo avviso di chiusura delle indagini chi lo vuole leggere lo trova sul sito de il Fatto quotidiano, ampio contesto corruttivo finalizzato alla messa a disposizione dei vertici della Procura di Catanzaro in cambio di denaro o altra utilità, sono espressioni agghiaccianti su come sono state scippiate quelle indagini e su come si sono salvati gli indagati eccellenti di I not e di Poseidone, contrariamente al vero si è spacciata una situazione di conflitto di interessi tra Mastella e De Magistris per potergli togliere l’inchiesta e dopodiché l’inchiesta è stata avocata e poi è stata parcellizzata, è stata smembrata in tanti filoni da sostituti del tutto estranei alle logiche di indagine, visto che era stata avviata da De Magistris e in più c’è stata un’illecita attività di interferenza per rallentarla e favorire imputati come Saladino, Pittelli e Galati e tutto perché c’è stato un patto corruttivo tra l’Avvocato Pittelli e il Procuratore Lombardi, queste sono le accuse, non è una sentenza, è un avviso di chiusura delle indagini, ma dato che per avere fatto questo indagini e sono stati cacciati Nuzzi, Verasani e Apicella, adesso scoprire che quelle indagini erano talmente buone che vengono confermate da magistrati completamente diversi da loro che sono arrivati dopo, e alla fine leggere che è vero che i magistrati di Catanzaro hanno indebitamente rifiutato la doverosa trasmissione di atti rilevanti per la progressione investigativa della Procura di Salerno e comunque destinati per legge alla conoscenza di quest’ultima, scopriamo anche che non è vero niente che c’è stata una guerra tra procure ma ce ne era una che aveva ragione e l’altra che aveva torto e leggere alla fine tra le fonti di prova, i verbali di Gioacchino Genchi che è una delle persone che hanno subito l’ostracismo per avere osato mettere anche lui il naso in queste vicende essendo il consulente tecnico di De Magistris e che adesso rischia addirittura la radiazione dalla Polizia per avere osato parlare e difendersi da queste accuse invece di stare zitto e rimediare la sua fettina di pane, questo fa pensare che qualcuno, a cominciare dalle altissime cariche dello Stato che hanno autorizzato la grande menzogna sulla guerra tra procure e che hanno se non sollecitato, avallato la cacciata di magistrati onesti come Nuzzi, Verasani da Salerno, dovrebbero o vergognarsi o chiedere scusa perché De Magistris ormai è andato in politica, visto che gli hanno vietato di fare il PM, Apicella è andato in pensione.
Ma Nuzzi e Verasani stanno ancora in magistratura, esiliati a Latina e in un’altra Procura del Lazio, almeno a loro, forse, il Capo dello Stato, nonché Presidente del Csm e tutto il Csm e l'ANM che si è voltata dall’altra parte e che i politici che a parte Di Pietro non hanno mosso un dito contro questa colossale ingiustizia, dovrebbero prima vergognarsi e poi chiedere scusa a questi magistrati e possibilmente attivarsi per restituire loro l’onore e il posto che spetta a loro a Salerno e non da qualche altra parte, passate parola, buona settimana! " xxx
sabato 24 aprile 2010
Lettera aperta di HANS KÜNG sul pontificato di Papa Benedetto XVI

Sab. 24.04.2010 - Lettera aperta di Hans KÜNG al Papa, Da "Repubblica.it" (15.04.2010).
" Negli anni 1962-1965 Joseph Ratzinger - oggi Benedetto XVI - ed io eravamo i due più giovani teologi del Concilio. Oggi siamo i più anziani, e i soli ancora in piena attività. Ho sempre inteso il mio impegno teologico come un servizio alla Chiesa. Per questo, mosso da preoccupazione per la crisi di fiducia in cui versa questa nostra Chiesa, la più profonda che si ricordi dai tempi della Riforma ad oggi, mi rivolgo a voi, in occasione del quinto anniversario dell'elezione di papa Benedetto al soglio pontificio, con una lettera aperta. È questo infatti l'unico mezzo di cui dispongo per mettermi in contatto con voi. xxx
xxx Avevo apprezzato molto a suo tempo l'invito di papa Benedetto, che malgrado la mia posizione critica nei suoi riguardi mi accordò, poco dopo l'inizio del suo pontificato, un colloquio di quattro ore, che si svolse in modo amichevole. Ne avevo tratto la speranza che Joseph Ratzinger, già mio collega all'università di Tübingen, avrebbe trovato comunque la via verso un ulteriore rinnovamento della Chiesa e un'intesa ecumenica, nello spirito del Concilio Vaticano II. Purtroppo le mie speranze, così come quelle di tante e tanti credenti che vivono con impegno la fede cattolica, non si sono avverate; ho avuto modo di farlo sapere più di una volta a papa Benedetto nella corrispondenza che ho avuto con lui.
Indubbiamente egli non ha mai mancato di adempiere con scrupolo agli impegni quotidiani del papato, e inoltre ci ha fatto dono di tre giovevoli encicliche sulla fede, la speranza e l'amore. Ma a fronte della maggiore sfida del nostro tempo il suo pontificato si dimostra ogni giorno di più come un'ulteriore occasione perduta, per non aver saputo cogliere una serie di opportunità:
- È mancato il ravvicinamento alle Chiese evangeliche, non considerate neppure come Chiese nel senso proprio del termine: da qui l'impossiblità di un riconoscimento delle sue autorità e della celebrazione comune dell'Eucaristia.
- È mancata la continuità del dialogo con gli ebrei: il papa ha reintrodotto l'uso preconciliare della preghiera per l'illuminazione degli ebrei; ha accolto nella Chiesa alcuni vescovi notoriamente scismatici e antisemiti; sostiene la beatificazione di Pio XII; e prende in seria considerazione l'ebraismo solo in quanto radice storica del cristianesimo, e non già come comunità di fede che tuttora persegue il proprio cammino di salvezza. In tutto il mondo gli ebrei hanno espresso sdegno per le parole del Predicatore della Casa Pontificia, che in occasione della liturgia del venerdì santo ha paragonato le critiche rivolte al papa alle persecuzioni antisemite.
- Con i musulmani si è mancato di portare avanti un dialogo improntato alla fiducia. Sintomatico in questo senso è il discorso pronunciato dal papa a Ratisbona: mal consigliato, Benedetto XVI ha dato dell'islam un'immagine caricaturale, descrivendolo come una religione disumana e violenta e alimentando così la diffidenza tra i musulmani.
- È mancata la riconciliazione con i nativi dell'America Latina: in tutta serietà, il papa ha sostenuto che quei popoli colonizzati "anelassero" ad accogliere la religione dei conquistatori europei.
- Non si è colta l'opportunità di venire in aiuto alle popolazioni dell'Africa nella lotta contro la sovrappopolazione e l'AIDS, assecondando la contraccezione e l'uso del preservativo.
- Non si è colta l'opportunità di riconciliarsi con la scienza moderna, riconoscendo senza ambiguità la teoria dell'evoluzione e aderendo, seppure con le debite differenziazioni, alle nuove prospettive della ricerca, ad esempio sulle cellule staminali.
- Si è mancato di adottare infine, all'interno stesso del Vaticano, lo spirito del Concilio Vaticano II come bussola di orientamento della Chiesa cattolica, portando avanti le sue riforme.
Quest'ultimo punto, stimatissimi vescovi, riveste un'importanza cruciale. Questo papa non ha mai smesso di relativizzare i testi del Concilio, interpretandoli in senso regressivo e contrario allo spirito dei Padri conciliari, e giungendo addirittura a contrapporsi espressamente al Concilio ecumenico, il quale rappresenta, in base al diritto canonico, l'autorità suprema della Chiesa cattolica:
- ha accolto nella Chiesa cattolica, senza precondizione alcuna, i vescovi tradizionalisti della Fraternità di S. Pio X, ordinati illegalmente al di fuori della Chiesa cattolica, che hanno ricusato il Concilio su alcuni dei suoi punti essenziali;
- ha promosso con ogni mezzo la messa medievale tridentina, e occasionalmente celebra egli stesso l'Eucaristia in latino, volgendo le spalle ai fedeli;
- non realizza l'intesa con la Chiesa anglicana prevista nei documenti ecumenici ufficiali (ARCIC), ma cerca invece di attirare i preti anglicani sposati verso la Chiesa cattolica romana rinunciando all'obbligo del celibato.
- ha potenziato, a livello mondiale, le forze anticonciliari all'interno della Chiesa attraverso la nomina di alti responsabili anticonciliari (ad es.: Segreteria di Stato, Congregazione per la Liturgia) e di vescovi reazionari.
Papa Benedetto XVI sembra allontanarsi sempre più dalla grande maggioranza del popolo della Chiesa, il quale peraltro è già di per sé portato a disinteressarsi di quanto avviene a Roma, e nel migliore dei casi si identifica con la propria parrocchia o con il vescovo locale.
So bene che anche molti di voi soffrono di questa situazione: la politica anticonciliare del papa ha il pieno appoggio della Curia romana, che cerca di soffocare le critiche nell'episcopato e in seno alla Chiesa, e di screditare i dissenzienti con ogni mezzo. A Roma si cerca di accreditare, con rinnovate esibizioni di sfarzo barocco e manifestazioni di grande impatto mediatico, l'immagine di una Chiesa forte, con un "vicario di Cristo" assolutista, che riunisce nelle proprie mani i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Ma la politica di restaurazione di Benedetto XVI è fallita. Le sue pubbliche apparizioni, i suoi viaggi, i suoi documenti non sono serviti a influenzare nel senso della dottrina romana le idee della maggioranza dei cattolici su varie questioni controverse, e in particolare sulla morale sessuale. Neppure i suoi incontri con i giovani, in larga misura membri di gruppi carismatici di orientamento conservatore, hanno potuto frenare le defezioni dalla Chiesa, o incrementare le vocazioni al sacerdozio.
Nella vostra qualità di vescovi voi siete certo i primi a risentire dolorosamente dalla rinuncia di decine di migliaia di sacerdoti, che dall'epoca del Concilio ad oggi si sono dimessi dai loro incarichi soprattutto a causa della legge sul celibato. Il problema delle nuove leve non riguarda solo i preti ma anche gli ordini religiosi, le suore, i laici consacrati: il decremento è sia quantitativo che qualitativo. La rassegnazione e la frustrazione si diffondono tra il clero, e soprattutto tra i suoi esponenti più attivi; tanti si sentono abbandonati nel loro disagio, e soffrono a causa della Chiesa. In molte delle vostre diocesi è verosimilmente in aumento il numero delle chiese deserte, dei seminari e dei presbiteri vuoti. In molti Paesi, col preteso di una riforma ecclesiastica, si decide l'accorpamento di molte parrocchie, spesso contro la loro volontà, per costituire gigantesche "unità pastorali" affidate a un piccolo numero di preti oberati da un carico eccessivo di lavoro.
E da ultimo, ai tanti segnali della crisi in atto viene ad aggiungersi lo spaventoso scandalo degli abusi commessi da membri del clero su migliaia di bambini e adolescenti, negli Stati Uniti, in Irlanda, in Germania e altrove; e a tutto questo si accompagna una crisi di leadership, una crisi di fiducia senza precedenti. Non si può sottacere il fatto che il sistema mondiale di occultamento degli abusi sessuali del clero rispondesse alle disposizioni della Congregazione romana per la Dottrina della fede (guidata tra il 1981 e il 2005 dal cardinale Ratzinger), che fin dal pontificato di Giovanni Paolo II raccoglieva, nel più rigoroso segreto, la documentazione su questi casi. In data 18 maggio 2001 Joseph Ratzinger diramò a tutti i vescovi una lettera dai toni solenni sui delitti più gravi ("Epistula de delictis gravioribus"), imponendo nel caso di abusi il "secretum pontificium", la cui violazione è punita dalla la Chiesa con severe sanzioni. E' dunque a ragione che molti hanno chiesto un personale "mea culpa" al prefetto di allora, oggi papa Benedetto XVI. Il quale però non ha colto per farlo l'occasione della settimana santa, ma al contrario ha fatto attestare "urbi et orbi", la domenica di Pasqua, la sua innocenza al cardinale decano.
Per la Chiesa cattolica le conseguenze di tutti gli scandali emersi sono devastanti, come hanno confermato alcuni dei suoi maggiori esponenti. Il sospetto generalizzato colpisce ormai indiscriminatamente innumerevoli educatori e pastori di grande impegno e di condotta ineccepibile. Sta a voi, stimatissimi vescovi, chiedervi quale sarà il futuro delle vostre diocesi e quello della nostra Chiesa. Non è mia intenzione proporvi qui un programma di riforme. L'ho già fatto più d'una volta, sia prima che dopo il Concilio. Mi limiterò invece a sottoporvi qui sei proposte, condivise - ne sono convinto - da milioni di cattolici che non hanno voce.
1. Non tacete. Il silenzio a fronte di tanti gravissimi abusi vi rende corresponsabili. Al contrario, ogni qualvolta ritenete che determinate leggi, disposizioni o misure abbiano effetti controproducenti, dovreste dichiararlo pubblicamente. Non scrivete lettere a Roma per fare atto di sottomissione e devozione, ma per esigere riforme!
2. Ponete mano a iniziative riformatrici. Tanti, nella Chiesa e nell'episcopato, si lamentano di Roma, senza però mai prendere un'iniziativa. Ma se oggi in questa o quella diocesi o comunità i parrocchiani disertano la messa, se l'opera pastorale risulta inefficace, se manca l'apertura verso i problemi e i mali del mondo, se la cooperazione ecumenica si riduce a un minimo, non si possono scaricare tutte le colpe su Roma. Tutti, dal vescovo al prete o al laico, devono impegnarsi per il rinnovamento della Chiesa nel proprio ambiente di vita, piccolo o grande che sia. Molte cose straordinarie, nelle comunità e più in generale in seno alla Chiesa, sono nate dall'iniziativa di singole persone o di piccoli gruppi. Spetta a voi, nella vostra qualità di vescovi, il compito di promuovere e sostenere simili iniziative, così come quello di rispondere, soprattutto in questo momento, alle giustificate lagnanze dei fedeli.
3. Agire collegialmente. Il Concilio ha decretato, dopo un focoso dibattito e contro la tenace opposizione curiale, la collegialità dei papi e dei vescovi, in analogia alla storia degli apostoli: lo stesso Pietro non agiva al di fuori del collegio degli apostoli. Ma nel periodo post-conciliare il papa e la curia hanno ignorato questa fondamentale decisione conciliare. Fin da quando, a soli due anni dal Concilio e senza alcuna consultazione con l'episcopato, Paolo VI promulgò un'enciclica in difesa della discussa legge sul celibato, la politica e il magistero pontificio ripresero a funzionare secondo il vecchio stile non collegiale. Nella stessa liturgia il papa si presenta come un autocrate, davanti al quale i vescovi, dei quali volentieri si circonda, figurano come comparse senza diritti e senza voce. Perciò, stimatissimi vescovi, non dovreste agire solo individualmente, bensì in comune con altri vescovi, con i preti, con le donne e gli uomini che formano il popolo della Chiesa.
4. L'obbedienza assoluta si deve solo a Dio. Voi tutti, al momento della solenne consacrazione alla dignità episcopale, avete giurato obbedienza incondizionata al papa. Tuttavia sapete anche che l'obbedienza assoluta è dovuta non già al papa, ma soltanto a Dio. Perciò non dovete vedere in quel giuramento a un ostacolo tale da impedirvi di dire la verità sull'attuale crisi della Chiesa, della vostra diocesi e del vostro Paese. Seguite l'esempio dell'apostolo Paolo, che si oppose a Pietro "a viso aperto, perché evidentemente aveva torto" (Gal. 2,11). Può essere legittimo fare pressione sulle autorità romane, in uno spirito di fratellanza cristiana, laddove queste non aderiscano allo spirito del Vangelo e della loro missione. Numerosi traguardi - come l'uso delle lingue nazionali nella liturgia, le nuove disposizioni sui matrimoni misti, l'adesione alla tolleranza, alla democrazia, ai diritti umani, all'intesa ecumenica e molti altri ancora hanno potuto essere raggiunti soltanto grazie a una costante e tenace pressione dal basso.
5. Perseguire soluzioni regionali: il Vaticano si mostra spesso sordo alle giustificate richieste dei vescovi, dei preti e dei laici. Ragione di più per puntare con intelligenza a soluzioni regionali. Come ben sapete, un problema particolarmente delicato è costituito dalla legge sul celibato, una norma di origine medievale, la quale a ragione è ora messa in discussione a livello mondiale nel contesto dello scandalo suscitato dagli abusi. Un cambiamento in contrapposizione con Roma appare pressoché impossibile; ma non per questo si è condannati alla passività. Un prete che dopo seria riflessione abbia maturato l'intenzione di sposarsi non dovrebbe essere costretto a dimettersi automaticamente dal suo incarico, se potesse contare sul sostegno del suo vescovo e della sua comunità. Una singola Conferenza episcopale potrebbe aprire la strada procedendo a una soluzione regionale. Meglio sarebbe tuttavia mirare a una soluzione globale per la Chiesa nel suo insieme. Perciò
6. si chieda la convocazione di un Concilio: se per arrivare alla riforma liturgica, alla libertà religiosa, all'ecumenismo e al dialogo interreligioso c'è stato bisogno di un Concilio, lo stesso vale oggi a fronte dei problemi che si pongono in termini tanto drammatici. Un secolo prima della Riforma, il Concilio di Costanza aveva deciso la convocazione di un concilio ogni cinque anni: decisione che fu però disattesa dalla Curia romana, la quale anche oggi farà indubbiamente di tutto per evitare un concilio dal quale non può che temere una limitazione dei propri poteri. È responsabilità di tutti voi riuscire a far passare la proposta di un concilio, o quanto meno di un'assemblea episcopale rappresentativa.
Questo, a fronte di una Chiesa in crisi, è l'appello che rivolgo a voi, stimatissimi vescovi: vi invito a gettare sulla bilancia il peso della vostra autorità episcopale, rivalutata dal Concilio. Nella difficile situazione che stiamo vivendo, gli occhi del mondo sono rivolti a voi. Innumerevoli sono i cattolici che hanno perso la fiducia nella loro Chiesa; e il solo modo per contribuire a ripristinarla è quello di affrontare onestamente e apertamente i problemi, per adottare le riforme che ne conseguono. Chiedo a voi, nel più totale rispetto, di fare la vostra parte, ove possibile in collaborazione con altri vescovi, ma se necessario anche soli, con apostolica "franchezza" (At 4,29.31). Date un segno di speranza ai vostri fedeli, date una prospettiva alla nostra Chiesa.
Vi saluto nella comunione della fede cristiana. " xxx
martedì 20 aprile 2010
Processo Mediaset: ecco perché il legittimo impedimento è incostituzionale
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lunedì 19 aprile 2010
venerdì 9 aprile 2010
"Ad personam" - Presentazione del libro di Marco Travaglio
Ven. 09.04.2010 - Presentazione del libro "Ad personam", di Marco Travaglio (Roma, 22.03.2010), intervengono Piercamillo Davigo (0:16:20 del filmato), Roberto Scarpinato (0:35:50) e lo stesso Marco Travaglio (1:24:00), modera Antonio Padellaro, direttore de "Il Fatto Quotidiano". [fine post] xxx
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martedì 6 aprile 2010
IDV, un partito come gli altri

Mar. 06.04.2010 - Dal Blog di Salvatore Borsellino, un suo editoriale del 15.02.2010.
" Sono profondamente deluso dalla scelta di Antonio Di Pietro di appoggiare De Luca in Campania allineandosi alle posizioni del PD e della scelta effettuata nelle Marche di aderire ad una coalizione con l'UDC, con un partito cioè che è presente in parlamento solo per i voti assicurati da Cuffaro, condannato già in secondo grado per i suoi rapporti con la mafia.
Avevo creduto nelle assicurazioni che mi erano sta fatte a Vasto da Di Pietro di volere rinnovare e ripulire il suo partito per farlo diventare il partito della Società Civile, il partito dei giovani dagli ideali puri, il partito di chi ha come ideali la Verità e la Giustizia, il partito della gente onesta, un partito fatto solo di persone degne di sollevare in alto la nostra Agenda Rossa. xxx
xxx Mi sono sbagliato, sono stato ingannato, sono vicino a Gioacchino Genchi che ha annullato tutti i suoi incontri in programma con esponenti e candidati dell'IDV, concordo con le parole di Sonia Alfano che ha definito quello fatto da Di Pietro al congresso IDV un tradimento morale, non ci si può alleare con l'UDC di Cuffaro nelle Marche e soggiacere alle scelte del PD appoggiando un pluriindagato in Campania, non si può per opportunità od opportunismi politici rinunciare alla questione morale. Non si può, soprattutto per il particolare momento in cui è stata fatta questa scelta, lasciare intendere di essere in qualche maniera ricattabile.
Sono profondamente deluso e mi confermo ancora di più nella decisione, che peraltro avevo già preso, di separare nettamente l'immagine del Movimento delle Agende Rosse da quella dell'IDV.
A Vasto avevo ad alta voce richiesto di far diventare l'IDV il partito della gente onesta, di chi ricerca, come noi la Verità e la Giustizia. Ritengo che la base di quel partito abbia gli stessi nostri ideali e le stesse nostre aspirazioni, ma le assicurazioni che mi sono state fatte in quell'occasione ed alle quali avevo dato credito senza però firmare alcuna cambiale in bianco, sono state disattese.
Di Pietro non ha saputo rinunciare ai voti clientelari, non ha capito che perdendo qualche migliaio di voti buoni per ogni stagione e per ogni bandiera avrebbe guadagnato molti più voti di giovani che per la Verità e per la Giustizia saranno sempre pronti a combattere. Continuerò a sostenere persone come Benny Calasanzio, Giulio Cavalli, Emiliano Morrone, Sonia Alfano, Luigi De Magistris, tutte quelle persone che, continuo a credere, potrebbero fare diventare l'IDV quello che non ha avuto il coraggio di diventare. Invece dei passi avanti che mi attendevo, sono stati fatti dei passi indietro e non accetterò più che le bandiere dell'IDV si mescolino al simbolo delle Agende Rosse. Se IDV ha dimostrato di essere un partito come gli altri non c'è nessuna ragione perchè venga da noi considerato in maniera diversa dagli altri.
Salvatore Borsellino " xxx
venerdì 2 aprile 2010
Milano ordina: uccidete Falcone e Borsellino - Intervista a Alfio Caruso
Ven. 02.04.2010 - Intervista pubblicata il 31.03.2010. Le uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, oltre a Francesca Morvillo e al personale di scorta, dovute alla volontà di impedire loro di proseguire le indagini che portavano dalla mafia siciliana fino al mondo finanziario milanese, impegnato in colossali riciclaggi del denaro malavitoso. Forviante incentrare l'attenzione sulla trattativa stato-mafia, per spiegare le due stragi. [fine post] xxx
sabato 27 marzo 2010
11.09.2001 - Attacco alle Torri Gemelle - Dalle Onde Sismiche nuove conferme: USATI ESPLOSIVI

Sab. 27.03.2010 - dal sito "MegaChip" (14.03.2010).
" I segnali sismici registrati l’11 settembre 2001 rivelano l'uso di potenti esplosivi al WTC, secondo uno studio del geofisico francese André Rousseau. Si tratta di una ricerca clamorosa, fatta da un esperto di grande preparazione e lunga esperienza, e basata su dati pubblici già disponibili.
Il Dott. André Rousseau, ex ricercatore del CNRS in geologia-geofisica e specialista in onde acustiche, ha dato il suo consenso a pubblicare un articolo che condensa le sue ricerche e le sue risposte alle domande di ReOpen911.
Ci offre qui il suo punto di vista di specialista sulla questione della distruzione del World Trade Center avvenuta martedì 11 settembre 2001. xxx
xxx Un nuovo studio dei segnali sismici l'11 settembre 2001 a New York
L’11 settembre 2001 sono stati emessi dei segnali sismici durante il lasso di tempo in cui le Torri Gemelle del World Trade Center (la torre nord chiamata WTC1 e la torre sud WTC2 ) furono colpite dagli aerei e sono crollate, nonché durante il collasso dell'edificio 7 del WTC (conosciuto anche come WTC7) che non era stato colpito da alcun aereo.
Tra i numerosi dati sismici pubblicati su questo evento, sono quelli della stazione di registrazione sismica di Palisades, che si trova 34 km a nordest di Manhattan, che sembrano fornire i treni d'onda più adatti a essere interpretati, soprattutto per la precisa determinazione delle loro fonti. I tracciati di questi impulsi di treni di onde, tratti dalle pubblicazioni del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University, sono rappresentati nelle figure 1 e le figure 2.
I sismologi però a tutt’oggi si mostrano perplessi nelle loro analisi dei segnali registrati in quell’occasione, tanto grandi sono le contraddizioni, e risultano intrigati in modo particolare dalla presenza di "picchi" sismici prima dei crolli... (vedi Figura 4). Il presente lavoro dunque è dedicato allo studio di questi segnali sismici e ha l'obiettivo di dimostrare che solo se ci si discosta dalle spiegazioni ufficiali è possibile attribuire ai dati in esame una lettura scientifica coerente. Ciò dà luogo a una nuova interpretazione che rende caduche le asserzioni della “versione ufficiale”
Studio della composizione dei differenti treni d’onda
I treni d'onda di cui disponiamo sono:
1. i segnali delle figure 1a e 1b relativi rispettivamente al momento degli impatti degli aerei contro il WTC1 e il WTC2
2. i segnali delle figure 2a e 2b, rispettivamente contemporanei ai crolli del WTC1 e del WTC2,
3. il segnale della Figura 2c contemporaneo al crollo del WTC7.
Determinazione/ indeterminazione dell’esatto momento temporale di origine dei segnali
Nei cinque casi, l’origine dei segnali è stata attribuita dai sismologhi che pubblicano tali dati agli impatti aerei o ai successivi crolli riportati dai video (Kim et al., 2001; Irvine, 2001; Hoffman, 2006).
Lo studio della propagazione di tali segnali sismici rientra, per distanze di propagazione e per natura delle fonti, nel campo della geofisica applicata.
Però, in questo tipo di ricerche, i tempi di origine devono essere noti con grande precisione (almeno al millisecondo) per poter calcolare le velocità di propagazione delle differenti onde sismiche.
Questa condizione qui non è presente. Infatti nei nostri casi specifici il riferimento e stato calcolato - per la Torre Nord (WTC1) – utilizzando il video registrato dalla CNN grazie al banner continuo dell’orologio sullo schermo (Hoffman, 2006) e i risultati sono stati comparati a quelli ottenuti con il metodo utilizzato da Lamont (Kim et al., 2001).
Quest’ultimo è consistito nel fissare approssimativamente una velocità di 2 km/s per un’onda di Rayleigh che attraversa più stazioni (vedi figura 3) poste a distanze crescenti dal punto di origine.
Il principale inconveniente di questo procedimento però deriva dal fatto che queste stazioni non si trovano su una linea retta, che i terreni affioranti - in cui si propagano le onde di superficie - sono diversi e quindi non producono la stessa velocità di propagazione.
Infatti, il fiume Hudson si trova su una linea di faglia che separa ad ovest i terreni sedimentari del Triassico e Giurassico con intrusioni di dolerite, il tutto sormontato da sedimenti recenti dell'Olocene, e ad est dall’affioramento di formazioni cristalline e metamorfiche del Proterozoico, del Cambriano e dell’Ordoviciano.
Queste ultime formazioni sono più rapide rispetto a quelle ad occidente, il che spiega come il percorso WTC-MANY, l'unico situato a est dell’Hudson, sia più veloce di tutti gli altri percorsi, situati ad ovest e strettamente legati alla velocità di propagazione della diversa copertura sedimentaria attraversata.
In altre parole, dato che sono situate su formazioni geologiche simili, non sorprende che solo le stazioni di Pasadena a 34 km, di Arny a 67,5 km e di TBR a 51 km abbiano fornito un risultato simile.
Inoltre l'enorme indeterminazione di 2 secondi, attribuita dagli stessi autori dei calcoli (Kim et al. 2001) per la determinazione del momento d’origine di ciascun segnale sismico ci obbliga fin d'ora a prendere le distanze dalle conclusioni ufficiali.
Treni d'onda attribuiti agli impatti sulle Torri (fig. 1a e 1B)
In primo luogo, occorre interrogarsi sul significato di tali segnali in funzione della causa loro attribuita. Mentre questa causa, lo schianto di un aereo, è analoga per le due torri, la magnitudo – riflessa dalle ampiezze – dei due segnali è diversa e l'onda generata non ha la stessa velocità apparente (vedi figure 1a e 1b) nonostante le Twin Towers potessero essere considerate come un insieme unico dal punto di vista spaziale in relazione alla distanza dal sito di registrazione.
Infatti, il calcolo della velocità di propagazione effettuato sulla base dei grafici in figura 1a e 1b, la cui origine è stata fissata al momento dell’osservazione dei rispettivi impatti, indica 2900 m/s per il WTC1 e 2150 m/s per WTC2: verosimilmente si tratta di onde di Rayleigh.
Però anche se molto amplificati, i segnali non sono stati generati dagli impatti contro le torri, in quanto le onde effettivamente prodotte dai due schianti sono state ammortizzate prima di raggiungere il suolo, pur supponendo che si abbia a che fare con le stesse (basse) frequenze ... Infatti, le frequenze delle onde generate da esplosivi sono dell'ordine dell’hertz – come nel caso presente -, mentre quelle dovute a percussione sono superiori a 10 Hertz, raggiungendo piuttosto circa i 100 hertz. ... Inoltre, la banda passante usata nelle registrazioni citate non consente la registrazione di tali onde.
Quanto alla teoria della oscillazione delle torri, difesa da Irvine (2001) per spiegare questi segnali, questa non regge, perché nel caso si avrebbe un segnale "quadrato" di lunga durata e di ampiezza costante, mentre qui si osserva un segnale "a campana", indicativo di un impulso forte e di breve durata, particolarmente evidente nel caso del WTC2.
Nella misura in cui risulta geofisicamente impossibile avere due diverse velocità di propagazione per la stessa onda, alla stessa frequenza - in quanto le onde di superficie sono dispersive, vale a dire che le velocità dipendono dalle frequenze - sullo stesso percorso e a pochi minuti di distanza, bisogna arrendersi all’evidenza che le cause presunte delle onde registrate non sono corrette, e che in questo caso non sono connesse agli impatti degli aerei, ma ad un'altra fonte, come l’azionamento di un esplosivo, con un intervallo di tempo non uguale per le due torri in relazione agli impatti degli aerei. Allo stesso modo, la differenza di magnitudo dei due segnali non può che essere collegata a parametri differenti relativi a un volume di esplosivi e/o alla loro distanza dal suolo.
Treni d'onda attribuiti al crollo delle torri (fig. 2a, 2b e 2c)
Mentre per il geofisico le Torri Gemelle hanno all’incirca lo stesso peso,la stessa altezza e larghezza e lo stesso tipo di struttura interna – oltre che lo stesso punto d’ origine delle onde e la stessa distanza dalla stazione di registrazione - i segnali attribuiti al WTC1 (Fig. 2a) e WTC2 (Fig. 2b), invece di essere simili come lo imporrebbe la tesi ufficiale che attribuisce l'origine delle onde sismiche al semplice crollo delle torri, sono in realtà molto diversi in termini di “forma”, di composizione, e in particolare della loro velocità apparente, quella calcolata a partire dall’origine ufficiale.
Infatti, la registrazione relativa al WTC1 mostra i tre tipi d’onda caratteristici di una fonte esplosiva a breve (tipo "Dirac") contenuta in un materiale solido compatto: un’onda P di velocità 6000 m/s, valore normale per un terreno cristallino o sedimentario molto consolidato (come nel caso del bedrock di Manhattan), una onda S di velocità 3500 m/s e un’onda di superficie di velocità 1800 m/s (onda di Rayleigh).
Questi valori sono compatibili con quelli registrati durante i terremoti o nelle prospezioni sismiche.
Comunque, il tracciato sismico relativo al WTC2 non mostra le onde di volume P e S osservate per il WTC1, ma solamente un'onda di superficie, la cui distribuzione delle ampiezze sulla durata è diversa da quella del WTC1.
In funzione dell’ origine specifica del segnale la velocità di propagazione è anche diversa da quella del WTC1 e pari a 2.125 m/s (onda di Rayleigh). Questa onda appare seguita da una seconda onda di Rayleigh a 4 secondi, intervallo calcolato fra i due “picchi” di ampiezza.
Lo stesso scenario si ripete per il WTC7, dove il calcolo della velocità dell’onda in funzione dell’origine determinata è simile a quello di un'onda di Rayleigh con 2200 m/s. Da notare che qui le ampiezze sono paragonabili a quelle delle onde emesse nello stesso tempo dagli impatti aerei contro le torri . Questa onda appare seguita da una seconda onda di Rayleigh di 6,7 secondi, intervallo calcolato fra i due “picchi” di ampiezza.
In tutti e tre i casi, la forma a "campana" indica una fonte impulsiva e non una vibrazione del suolo dovuta alla caduta dei materiali , del resto di modeste dimensioni, che è durata circa dieci secondi (un tempo molto lungo per un geofisico). Per inciso, c’è da dire che la durata del segnale si allunga propagandosi correlativamente alla sua attenuazione e che questa durata è più lunga per le onde di superficie le quali, essendo dispersive, hanno velocità di fasi differenti. La durata di queste onde non ci fornisce quindi alcuna informazione relativa alla sorgente, al contrario dell’ampiezza e soprattutto della frequenza.
DISCUSSIONE
Constatato che né il solo impatto degli aerei né la vibrazione di una torre né la susseguente caduta dei detriti possono essere stati la fonte delle onde sismiche registrate a 34 km di distanza e le cui basse frequenze non possono che essere provocate da fonti esplosive, occorre adesso trovare perché gli impulsi dei treni d’onda siano diversi.
Innanzitutto sono necessarie alcune considerazioni preliminari. Dobbiamo infatti distinguere le esplosioni sotterranee, subaeree (vicino al suolo, senza toccarlo) e aeree.
Le esplosioni sotterranee sono assimilabili ai terremoti, nel senso che tutta l'energia meccanica è trasmessa al terreno sotto forma di onde di volume, P (onde primarie) e S (onde secondarie) e onde superficiali (Rayleigh e Love) generate dalle precedenti quando queste raggiungono una interfaccia solido- fluida (la superficie di separazione tra la crosta terrestre e l’atmosfera per esempio) (caso 1).
Le esplosioni aeree scaricano tutta la loro energia nell’aria (onde P acustiche), e ciò che ne resta – quando e se raggiungono il suolo – è ormai insufficiente a creare onde di volume ... (si possono riscontrare onde di superficie solo su distanze brevi) (caso 2).
Le esplosioni subaeree emettono un’energia che si ripartisce in onde sonore essenzialmente nell’aria, e in onde di superficie nel terreno. Le onde di volume dissipate nell’aria non possono che ritrovarsi assai indebolite nel terreno, ma le onde di superficie sono sempre presenti (caso 3).
In breve, un'esplosione sotterranea non sarà percepita nell’aria, ma il terreno vibrerà e si originerà un tracciato di treni d’onda (onde di corpo e di superficie).
Al contrario, se si sente un'esplosione, come è successo nel nostro caso, se questa è “aerea” non darà luogo a segnali sismici, se invece è subaerea potranno generarsi delle onde di superficie.
Pertanto, possiamo affermare che - contemporaneamente agli impatti degli aerei - presso la base delle torri sono state provocate delle esplosioni cosiddette "subaeree" e il boato che ne è seguito e stato confuso con quello dello schianto degli aerei stessi (caso 3). Le torri sono state così indebolite dalla rottura delle colonne portanti. L’esplosione alla base del WTC1 è stata percepita dal testimone William Rodriguez (2006) [vedi anche Spingola (2005)].
Per quanto riguarda il crollo delle torri, si deve distinguere quella del WTC1 da quelle del WTC2 e WTC7. Il tipo di onde generate da queste due ultime torri è caratteristico di quello di una forte esplosione “subaerea” (caso 3), percepita dai testimoni. Ad esempio, per quanto riguarda il WTC2, un pompiere attesta un'esplosione prima del crollo in un'enorme nuvola di polvere (cfr. [1]), a prima vista non molto lontano dalla base della torre, accompagnata da lampi e boati secondo la testimonianza di un « Assistant-Commissioner» (cfr. [2]). Un altro vigile del fuoco, che si trovava alla base del WTC2,ha rilevato una grande esplosione 20 piani al di sotto della zona d'impatto del velivolo, pochi istanti prima che la sommità della torre crollasse (cfr. [3]).
Queste esplosioni erano troppo in alto per generare nel suolo onde di volume, mentre l'onda di Rayleigh registrata proviene probabilmente soltanto dall'esplosione situata più a ridosso del suolo.
Fra le altre esplosioni sentite alla base del WTC2 (Anonimo, 2009), una di esse ha generato la seconda onda di Rayleigh registrata 4 secondi dopo la prima. È lo stesso fenomeno verificatosi per il WTC 7. Un testimone che osservava questa torre ha sentito una specie di boato come «il fracasso di un tuono» che ha fatto esplodere le finestre verso l’esterno, mentre la base del palazzo in fiamme è crollata un secondo più tardi, prima che tutto il resto della torre ne seguisse il movimento (vedi [4]), aiutata da una seconda esplosione che ha generato un'onda di Rayleigh registrata 6,7 secondi più tardi
Per quanto riguarda WTC1, il cui crollo è iniziato dopo quello del WTC2, nonostante il fatto che fosse stato colpito prima, c’è stata un'esplosione sotterranea (caso 1) che ha preceduto la sua caduta. Questa esplosione non è stata logicamente avvertita dai testimoni alle ore 10,28 EDT, ad eccezione di quelli che si trovavano accanto alla torre (cfr. [5]), ma è stata "percepita" da una telecamera, che riprendendo le immagini della torre ed essendo appoggiata a terra è stata scossa dalla vibrazione del terreno al momento dell’esplosione (si veda [6]).
Tuttavia, è anche logico che le numerose esplosioni mostrate dai filmati ai piani superiori prima e durante i crolli non abbiano prodotto onde sismiche (caso 2) a causa della frammentazione nel tempo dell'energia detonante con moltiplicazione di fonti successive, ciascuna delle quali con impulsi limitati, non sufficienti a generare onde sismiche nel terreno.
Anche se molte demolizioni controllate ben eseguite non creano onde sismiche (airburst, esplosioni aeree, Ndt), è utile confrontare queste osservazioni con i dati sismici ottenuti durante la demolizione controllata del Kingdome a Seattle (vedi Anonimo, 2000) e Oklahoma City (Stati Uniti) (Holzer et al., 1996).
Il caso Kingdome è insolito in quanto era su esplicita richiesta dei sismologi che le esplosioni sono state parametrizzate (perché volevano approfittare dell'occasione), e quella di Oklahoma è dovuta alla ricostruzione di un attentato con l'esplosivo. Questi due esempi rientrano nei 3 casi di cui sopra, presentando una potente esplosione subaerea con conseguente emissione di onde di Rayleigh, e in cui la caduta dei detriti è irrilevante dal punto di vista sismico, anche a distanze minori di 34 km (rispettivamente, meno di 7 e 26 km).
Le altezze e la profondità delle esplosioni delle due torri WTC1 e WTC2 che hanno generato onde sismiche sono diverse. Questo è da mettere in relazione con il fatto che entrambe le torri non sono crollate nello stesso modo: infatti, il tempo intercorso fra l’impatto dell’aereo e il crollo è più lungo per WTC1 (1 ora e 42 minuti) che per WTC2 (56 minuti), e inoltre, mentre la parte superiore del WTC1 comincia a crollare obliquamente, si può affermare che soltanto una potente esplosione sotterranea posta sotto la torre abbia poi permesso a tutto l’ edificio di crollare verticalmente.
Le magnitudo locali ML, che i sismologi hanno calcolato dalle onde di superficie, offrono risultati che confermano la nostra analisi. Infatti, sulla scala Richter, esse sono superiori a 2 per le onde emesse al momento del crollo. Ora è impossibile ottenere una tale magnitudo dalla sola caduta di macerie e soprattutto su un periodo di una decina di secondi!! Anche se l'intera torre fosse stata ridotta a una palla compatta, ci sarebbe voluta una velocità di spostamento "meteoritica", in ogni caso superiore a quella dovuta alla gravità terrestre, per sperare di raggiungere una tale magnitudo!!
Inoltre, va sottolineato che la magnitudo attribuita all'esplosione sotterranea, quella del WTC1, è ML=2,3 - paragonabile al terremoto in Manhattan del 17 gennaio 2001 (ML=2,4) - mentre la magnitudo relativa all'esplosione subaerea del WTC2 è ML=2,1, quindi più debole, e questo divario – logico per le esplosioni descritte - è particolarmente significativo in scala logaritmica. Questo è da mettere in relazione al fatto che, essendo le torri conformi per massa e altezza, la caduta dei loro detriti avrebbe dovuto generare una magnitudo analoga, se essa fosse stata la sorgente delle onde…
Si noti come la geofisica applicata sia in grado di generare onde sismiche nel terreno, utilizzando fonti impulsive non esplosive di tipo "weight dropping" - che consiste nel lasciar cadere al suolo una massa di 3 tonnellate - o servendosi di “vibratori” ancorati al suolo. Ma le energie delle onde sviluppate nel terreno sono troppo piccole e permettono la loro propagazione per non più di qualche centinaio di metri ..
Relazione onde sismiche/procedimento di crollo
L’osservazione di ciascun crollo delle tre torri dimostra che è stato diverso, e ciò è da correlare all’emissione delle onde sismiche corrispondenti
Il crollo del WTC7 è quello che più si avvicina alla demolizione controllata classica, con crolli consecutivi di piani a partire dalla base dell’ edificio indebolito da una potente esplosione subaerea. Per quanto riguarda le Torri Gemelle, queste in un primo tempo sono state indebolite dalle esplosioni alla base nel momento in cui gli aerei le hanno colpite.
Poi, dobbiamo distinguere la parte dell’edificio situata al di sopra della zona d’impatto degli aerei da quella situata al di sotto.
Se le onde sismiche non hanno potuto essere generate dalle esplosioni visibili ai piani e che hanno provocato i crolli graduali dal basso verso l’alto al di sopra della zona d’impatto e dall’alto verso il basso al di sotto di questa zona, è solo a causa di una potente esplosione situata al piano terra dell’edificio per il WTC2 e di un’altra , sotterranea per il WTC1, che hanno accelerato il processo di tracollo totale emettendo le onde sismiche studiate.
Con ogni probabilità, del resto è stata proprio l’esplosione sotto il WTC1 che, facendo crollare l’edificio dalla base, ha "riposizionato" in verticale la traiettoria inizialmente obliqua del crollo della sommità del WTC1
Conclusioni
Al momento dell'impatto degli aerei contro le Torri Gemelle e del crollo di queste ultime, così come di quello del WTC7, sono state generate onde sismiche. Nella misura in cui (1) le onde sismiche non sono create che da impulsi brevi (2), dove le basse frequenze sono ascrivibili a un’energia (magnitudo) paragonabile a quella di un terremoto strumentale, queste onde rivelano indubbiamente una origine esplosiva. Anche se gli impatti degli aerei e il crollo dei detriti delle torri al suolo sono stati in grado di generare onde sismiche, in primo luogo la loro magnitudo era insufficiente per essere registrata a 34 km, e in secondo luogo non potevano che essere omogenee.
Ora, i segnali sismici mostrano differenze significative nella loro composizione e nella magnitudo e soprattutto in termini di velocità di propagazione sebbene il loro percorso sia comunque identico in condizioni identiche. Poiché questa differenza è fisicamente inspiegabile nel quadro della versione ufficiale, si deve rimettere in discussione il calcolo delle velocità effettuato a partire da un punto di origine dedotto da immagini video. Non si può che concludere che in realtà la fonte (esplosiva) è stata attivata manualmente quindi con uno sfasamento variabile per ciascuna delle origini in relazione ai video.
La composizione delle onde è indicativa dell’ubicazione della sorgente e la magnitudo dipende dall'energia trasmessa al suolo. L'origine sotterranea delle onde emesse al momento del crollo del WTC1 è dimostrata dalla presenza di onde di volume (P e S), a cui si aggiungono quelle di superficie (onde di Rayleigh), che sono presenti in tutti e cinque i casi.
La posizione della sorgente delle altre quattro esplosioni è subaerea, come dimostrato dalla presenza di onde di Rayleigh.
Le esplosioni aeree visibili sul video ai piani superiori delle Torri Gemelle non procurano onde sismiche a 34 km di distanza dalla sorgente.
Vi è un fattore dieci tra la potenza delle esplosioni contemporanee agli impatti degli aerei contro le Torri Gemelle (così come quella contemporanea al crollo del WTC 7) e la potenza di quelle – le più forti – contemporanee al loro crollo, di cui quella relativa all’esplosione sotterranea del WTC1 ha trasmesso al suolo la maggior quantità d’energia.
Si noti anche che, nella misura in cui le onde di superficie sono dispersive (la velocità dipende dalla frequenza), la durata del segnale registrato non è rappresentativa della durata del segnale alla fonte.
Infine, la demolizione controllata di tre torri, suggerita dalle testimonianze oculari e uditive, nonché dalle osservazioni sulla loro caduta, è dunque dimostrata anche dall'analisi delle onde sismiche emesse al momento degli impatti degli aerei e al momento dei crolli.
di André Rousseau (*)
(*) André Rousseau ha conseguito un dottorato di Stato francese. Si è ritirato dal CNRS, dove ha studiato in particolare le relazioni tra le caratteristiche delle onde meccaniche progressive e la geologia. Ha pubblicato numerosi articoli in geofisica a revisione paritaria (peer to peer) e partecipato a numerose conferenze, comprese quelle con comitato di selezione.
In questo articolo mette in evidenza che le onde sismiche registrate l'11 settembre a New York sono il risultato di esplosioni sotterranee e subaeree che partecipano alla demolizione controllata delle Torri Gemelle e dell'Edificio 7.
FIGURE
(Si noti che per ragioni di leggibilità, queste figure sono riprese senza modificazioni delle scale, le quali sono in un rapporto da uno a dieci fra le registrazioni al momento del crollo dei WTC1 e WTC2 e quelle al momento degli schianti, così come per la registrazione avvenuta al crollo del WTC7).
Onde emesse al momento dell'impatto degli aerei

Figura 1a : segnale registrato a Palisades durante l'impatto sul WTC1

Figura 1b : segnale registrato a Palisades durante l'impatto sul WTC2.
Onde emesse al momento del crollo delle torri

Figura 2a: segnale registrato a Palisades durante la caduta del WTC1

Figura 2b : segnale registrato a Palisades durante la caduta del WTC2

Figura 2c : segnale registrato a Palisades durante la caduta del WTC7

Figura 3 : Esatto momento temporale di origine dei segnali.

Figura 4 : I "picchi" sismici.
NOTE
TESTIMONIANZE CITATE
Le testimonianze citate nelle note (1), (2), (3) e (5) provengono da: Oral Histories From Sept. 11 Compiled by the New York Fire Department – «The New York Times» (2005)
(1) Intervista del pompiere Richard Banaciski, situato nella strada di fronte al WTC2
«Mi ricordo, stavamo… all’inizio stavamo in strada, e poi delle persone hanno cominciato a saltare, allora tutti quanti sono arretrati verso il parcheggio coperto, in direzione dell’edificio, per essere al riparo da quel che precipitava.
Ci siamo restati forse 10 o 15 minuti e mi ricordo che c’è stata proprio un’esplosione. Ciò assomigliava a quel che si vede in televisione quando si distrugge un edificio. Era come se questo facesse tutto il giro come una cintura, tutte queste esplosioni.
Tutti allora si son messi a gridare: "Correte!", e siamo tutti tornati indietro nel garage perché era dove eravamo. Correre in avanti sarebbe stato correre verso là. Non abbiamo pensato che l'edificio stesse crollando. Abbiamo pensato che ci fosse stata una grande esplosione, e che della roba stava per caderci addosso. Quindi un’enorme nuvola si è intrufolata dentro il parcheggio.»
http://graphics8.nytimes.com/packages/pdf/nyregion/20050812_WTC_GRAPHIC/9110253.PDF
(2) Intervista dell’Assistant-Commissioner Stephen Gregory situato nella strada di fronte al WTC2
«In quel momento abbiamo sentito un rumore tremendo, abbiamo sentito del rumore e quindi l'edificio è crollato.
(...) Quando ho guardato verso il World Trade Center prima che crollasse, prima che la torre 2 crollasse, (...) ho visto lampi verso la parte bassa dell’edificio. Quando ho parlato con il tenente Evangelista, sebbene né io né lui ne avessimo parlato, mi ha chiesto se avessi visto dei flash davanti alla parte bassa del palazzo, e ho risposto sì perché ho pensato, in quel momento, che non avevo idea di cosa ciò potesse essere. Voglio dire, avrebbe potuto essere una conseguenza del crollo del palazzo, delle cose che esplodono, ma ho visto dei flash flash flash e dopo ciò è apparso come se l'edificio crollasse.
Domanda: Questo era sopra o sotto la zona toccata dagli incendi?
Risposta: No, era nella parte al di sopra. Sapete com'è quando si demolisce un edificio, quando lo si fa esplodere e crollare? Questo è quello che credo di aver visto. Non ho parlato con il tenente, ma lui mi interrogò. Mi ha detto: "Io non penso di essere pazzo, ma voglio comunque chiedertelo lo stesso perché eri proprio accanto a me"; mi ha chiesto se avevo visto qualcosa su un edificio. Gli ho chiesto cosa intendesse per "vedere qualcosa". Mi ha chiesto: "Hai visto dei flash? . Gli ho risposto di sì, pensavo di aver sognato, mi ha detto che anche lui aveva visto questi flash. Non so se questo abbia un senso. Voglio dire, ho equiparato questo all’edificio che sta per crollare, e scaglia giù le cose, poteva essere stato causato da esplosioni di energia elettrica, o qualsiasi altra cosa.
Ma è davvero strano che due persone dicano più o meno la stessa cosa senza che nessuno dei due ne avesse parlato all’altro. Voglio dire, non conosco questo tizio manco per sogno. Mi trovavo solo a fianco a lui. Non lo avevo mai incontrato prima. Sapeva chi ero per via del mio nome sulla divisa, suppongo, e mi ha interpellato con un “come va, tutto bene? E, senti, a proposito, hai…” Ciò era giusto un po’ strano.
Domanda: Alla televisione abbiamo anche visto, precedentemente al primo crollo, che c’era stata un’esplosione al livello dei piani superiori.
Risposta: Sì, so dell’esplosione ai piani superiori. Era di fronte, non ho dovuto volgervi lo sguardo, avevo già lo sguardo in quella direzione. Non è che vado a dire che fosse al primo o al secondo piano, ma era in qualche punto in quell’area che ho visto quelli che mi sono apparsi come dei flash. Non so quanto fossero in basso. Voglio dire, abbiamo sentito il rumore, ma dopo tutto, non so.
http://graphics8.nytimes.com/packages/pdf/nyregion/20050812_WTC_GRAPHIC/9110008.PDF
(3) Intervista al pompiere William Reynolds, situato davanti al WTC2.
Dopo qualche istante, non so quanto esattamente, mi sono assai preoccupato per via di una grossa esplosione proveniente dalla torre sud.
Era come se sparassero per una cinquantina di metri verso ogni direzione, e poi tutto d’un colpo la cima della torre ha iniziato ad appiattirsi come un millefoglie (...).
(Il fuoco) è comparso da qualche parte al di sotto (dei piani superiori in cui il crollo è cominciato). Forse venti piani sotto la zona colpita dall’aereo.
Credevo che fosse un incendio e poi quando in seguito l’ho visto alla televisione, non mostrava in apparenza del fuoco, mostrava un getto di fumo che fuoriusciva da sotto la zona d’impatto dell’aereo.
http://graphics8.nytimes.com/packages/pdf/nyregion/20050812_WTC_GRAPHIC/9110288.PDF
(4) trasmissione radio dell’11/09/2001, i video dell’11/9 – Il crollo controllato del WTC7
Ero proprio là, sapete… guardavamo l’edificio (il WTC7), era in fiamme… i piani bassi andavano a fuoco e abbiamo sentito questo rumore… come un tuono… tutto intorno – siamo stati scioccati al vedere che il palazzo era… Ebbene, questo ha generato come un’onda d’urto che percorreva l’immobile e tutte le finestre sono esplose… Era orribile… Un secondo più tardi, il piano inferiore ha ceduto, seguito dall’edificio… Abbiamo visto il palazzo crollare interamente al suolo… eravamo sotto choc.
http://whatreallyhappened.com/WRHARTICLES/wtc7.html
(5) Intervista del tenente medico Bradley Mann, arrivato al deposito del WTC1
Eravamo sul campo lungo tutto il tempo degli eventi. Appena prima del crollo della prima torre, mi ricordo di aver sentito il suolo tremare. Ho sentito un enorme rumore, e le macerie hanno cominciato a volare dappertutto. Tutti quanti si son messi a correre laggiù. (…)
Mentre cadevano i detriti provenienti dal cielo in seguito al primo crollo, abbiamo iniziato a ritornare a est verso West Street e alcuni minuti dopo, non ricordo con più precisione, perché eravamo così occupati a vedere chi c'era e chi mancava, è successa la stessa cosa. Il suolo ha tremato di nuovo, e abbiamo sentito un altro rumore enorme, poi abbiamo visto la seconda torre che crollava. E di nuovo abbiamo corso su Vesey Street, per salvarci la pelle.
http://graphics8.nytimes.com/packages/pdf/nyregion/20050812_WTC_GRAPHIC/9110194.PDF
(6) Video della prova di un'esplosione sopravvenuta alla base del WTC1
Questo video mostra il crollo del WTC1 (…). La telecamera non era tenuta in mano, ma era direttamente collegata al suolo tramite un treppiede, cosa che ha permesso alla telecamera di catturare visivamente un tremore del suolo che è sopravvenuto circa 13 secondi prima che l'edificio crollasse. Il video mostra anche oggetto cadere dalla destra dell'edificio poco prima che la telecamera cominci a tremare. La prossimità nei tempi di questi due avvenimenti indica che sono connessi.
http://whatreallyhappened.com/WRHARTICLES/shake.html
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